sabato 29 aprile 2017

Intervista a Miriam sui Beni Culturali

Buongiorno!
Oggi si torna a parlare di cultura con Miriam.

Intanto potresti spiegare ai lettori chi sei e che percorso di studio hai seguito? 

  • Grazie per avermi invitata di nuovo sul vostro blog! Sono un’avida lettrice e un’instancabile forgiatrice di storie di 32 anni. Sono nata a Napoli e da sempre nutro un grande interesse per l’arte e in particolar modo per l’archeologia.


So che è doloroso per te parlarne ma qual è stato il tuo percorso di studi? 

  • Dopo essermi diplomata al Liceo Scientifico ho intrapreso gli studi presso la Facoltà di Scienze del Turismo per i Beni Culturali della SUN. Si tratta (trattava? Ingannano ancora i giovani diplomati? Non lo so…) di un’interfacoltà di Economia e Lettere e Filosofia, nata per formare operatori del settore turistico, sia pubblico sia privato, con specifiche competenze per la valorizzazione del turismo culturale.


E grazie a questo che lavoro sei riuscita a ottenere?

  • In ambito culturale, nessuno. In ambito economico, nemmeno.


Questa situazione che descrivi è grama. Secondo te ci sono dei motivi a monte o un errore di impostazione dei corsi/ concorsi pubblici? 

  • Scienze del Turismo (qualunque sia la sua denominazione nei diversi atenei di Italia) è nata per formare operatori che fossero preparati sia in ambito culturale che economico. Quando mi iscrissi parlavano “di figure dirigenziali all’interno di musei e parchi archeologici”, ora hanno imparato a essere più sinceri. Gli sbocchi lavorativi nel settore pubblico sono praticamente nulli, questa laurea ha delle equipollenze con altre lauree ma non ha una sua identità nei concorsi pubblici. Nel privato nemmeno si sa che esistono dei laureati in queste discipline. La formazione è completa (discipline aziendali, giuridiche, dell’organizzazione e della gestione dei servizi turistici, discipline storiche artistiche e architettoniche), ben bilanciata, ma molto carente per quanto riguarda la lingua straniera. Nel settore privato, quando si parla di turismo, non si cerca il bagaglio culturale, ciò che conta sono soprattutto le lingue, e anche se promette la conoscenza di lingue straniere in realtà questo percorso di studi non offre una preparazione solida. In generale comunque non credo affatto che ci sia un errore di impostazione nei corsi, sono gli sbocchi lavorativi a mancare. Lavorare nella pubblica amministrazione in ambito culturale è quasi impossibile. Dico quasi, perché se hai i giusti agganci e le giuste conoscenze qualche possibilità puoi anche averla. Altrimenti ti attendono anni e anni di tirocini e lavori mal pagati, o non pagati affatto. In sostanza, nulla di ciò che il corso di laurea promette.

venerdì 28 aprile 2017

La Morte Velata - Capitolo 5 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Eccoci al nuovo capitolo del Romanzo a Puntate di Valentino Eugeni, vi lascio il link al Capitolo 1 se qualcuno non lo avesse letto.
E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata, Capitolo 5
[Passi a piedi nudi, parole non riconoscibili. “ho paura” (forse)]

“Ho l’impressione di cadere, ma non a terra, di cadere nel nulla infinito. Perdo la coscienza come brandelli di me stessa, perdo i ricordi e li vedo allontanarsi da me. Sono minuscole scintille che vagano in un nero così profondo da farmi paura.
Sento le sue parole, - dietro di me? Sopra di me? -, che continuano a parlare di trasmutazione, di calcinazione. Non capisco. Il coltello mi ha squarciato la gola, non ho provato dolore, la sua mente mi ha costretta a desiderare il martirio. Una parte di me, un piccolo cuore luminoso, viaggia oltre il buio e una mano lo afferra, sento ridere…”

[Grido acuto, respiro affannoso]

***

Erika scende in laboratorio.
Per accedere al seminterrato bisogna scendere due rampe di scale anonime e raggiungere un piccolo atrio spoglio. La parte inferiore del muro è dipinta di verde, il resto è bianco. Sul soffitto, a distanza regolare, sono murate delle piastre d’ottone, con smeraldi triangolari incastonati, che servono a creare zone di non interferenza. La Cappa Grigia non è solo brutto tempo e pioggia e nebbia, ma è la frattura tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Certo, vi sono definizioni migliori, definizioni scientifiche, ma la realtà è molto semplice: ciò che doveva essere separato si è incastrato come pezzi sbagliati di un puzzle. I fantasmi sono ovunque, i demoni, come li chiama il popolino, camminano sulla terra e l’uomo si è inventato talismani, incantesimi, parole, gesti, e mille altri modi per tenerli a bada. “Incanti Apotropaici”, ha dato quattro esami solo per quelli.

Senza accorgersene si ritrova davanti alle porte a vetri degli uffici investigativi. I loghi della polizia di stato e del DIE campeggiano in bianco, a destra un tastierino numerico e un lettore di tessere.

Il cellulare squilla.
“Pronto? Ciao mamma, bene mamma, adesso avrei un po’ da fare.”

Il signore della morte - Stoneland 2 - Roberto Saguatti, Nuova Uscita

Buongiorno a tutti!
Oggi, per restare in tema con la mia recensione di ieri, vi segnalo l'uscita del secondo, e ultimo, volume che andrà a comporre la saga di Stoneland:


Il signore della Morte

Stoneland Vol. 2

di Roberto Saguatti



Per chi volesse saperne di più sulla serie e sul primo libro può dare un'occhiata alla mia recensione: Stoneland, i signori del vento e del fuoco

Sinossi del nuovo volume:

La rivolta del Duras ha sconvolto nel profondo gli equilibri politici delle Stonelands: Il Quo Listra spaccato in più fazioni da una guerra fratricida troverà una sanguinosa risoluzione alle sue lotte intestine. Gerrit impegnato nel suo percorso di ricerca delle pietre del potere si spingerà sull’isola di Mur ma, purtroppo, nulla andrà come previsto e il ragazzo ne uscirà segnato nel profondo dell’animo. Val dovrà regolare i conti con il proprio passato prima di recarsi ad Ismat per iniziare una nuova vita. Quando, dopo tanti anni, tutti gli amici si ritroveranno nuovamente assieme la guerra tornerà prepotente a reclamare il suo tributo ma un pericolo ancora maggiore minaccerà la vita di tutti gli abitanti. Solo una persona potrà tentare di fermare tale minaccia ma a che prezzo?

giovedì 27 aprile 2017

I signori del vento e del fuoco - Roberto Saguatti

Buongiorno a tutti e bentrovati!
Oggi vi parlerò di un libro che ho finito da poco:


I signori del vento e del fuoco 

della saga di Stoneland

di Roberto Saguatti




Questo è il primo libro fantasy di un autore italiano: Roberto Saguatti. 

Direi che, prima di fare un excursus sulla trama e sui personaggi, in questo caso sia utile spiegare l'ambientazione del romanzo.
Questo perché ci sono alcune caratteristiche salienti senza cui non riuscirei a spiegarvi nulla.
Partiamo dal presupposto che questo è un mondo magico dove la magia è propria di quasi tutti gli esseri umani.
Questi, per passare alla maggiore età, si devono sottoporre ad alcune prove per poter conquistare delle pietre dai poteri elementali.
Le pietre esistono di: Fuoco, Acqua, Terra, Vento e Luce, e in base alla loro grandezza una persona può ricavare più o meno potere da esse.
E' possibile, sforzando troppo il proprio potere, morire utilizzandole. Per questo tutti devono imparare a gestirle. Quelli che arriveranno a possedere una pietra di grosse dimensioni verranno successivamente istruiti dai Maestri, possessori di 3 pietre, o verranno affidati a scuole speciali per l'utilizzo della propria pietra. A esempio per le pietre di Terra ci sono le scuole dei Guaritori. 
I Maestri che ho ora nominato sono delle figure, stabili o erranti, sagge, che possiedono 3 pietre.
I Grandi Maestri ne possiedono 4. 
Infine gli Eccelsi possiedono tutte e 5 le pietre. 
I Maestri sono obbligati a prendere degli allievi con sé, l'apprendistato dura un anno e può essere esteso per un altro anno.
Questo serve a passare conoscenze e a mettere alla prova gli allievi. Solo i più meritevoli arriveranno a diventare Eccelsi, figure quasi leggendarie che, si dice, non soffrano di alcuna avidità umana e anzi siano i saggi su cui tutte le nazioni fanno affidamento in caso di bisogno.

Con questo sfondo abbiamo due personaggi principali: Val Lamce, quartogenito del Conte  di Rehit e Gerrit Rabe, figlio di un mercante. 
I due abitano in zone diverse del continente e ciò li porta incontro a due diverse prove, Gerrit otterrà infatti una pietra del Fuoco di notevoli dimensioni, sprigionando un potere mai visto prima, per cui verrà affidato a Maestro Darius per l'addestramento, mentre Val otterrà una grossa pietra del vento e, per alcuni fattori fortuiti, verrà preso dai Lorgo Viola, un'associazione di spie e combattenti micidiali. 
Il libro narra del viaggio dei due e delle persone che incontreranno sul loro cammino fino a incontrarsi e conoscersi a Fawaz, capitale del regno di Duras, dove entrambi affronteranno la prova della pietra di Terra.
Il bello di questo libro è proprio questo: non c'è una missione da compiere per cui i due fanno cose prestabilite bensì abbiamo un insieme di avvenimenti che si susseguono senza sosta incalzati dalle vicende e dalle situazioni.
Gerrit è in viaggio con il Maestro per il suo apprendistato mentre Val è in missione per i Lorgo. Non c'è niente di più e niente di meno.
Ma su questo sfondo ci sono molte altre trame.
Un regno e un generale che combatte per la libertà di un popolo dalla tirannia di un Re ingiusto. 
Un fratello maggiore che cerca di ostacolare il minore, anche arrivando a tentare la carta dell'assassinio.

I nostri protagonisti incontreranno vari personaggi amici, amori impossibili e molto altro nella loro avventura.


Stile

Parto da una cosa lievemente negativa: eccessivo scarico di informazioni all'inizio del libro. Va bene, come avrete capito anche voi, il mondo è particolare e qualcosa in più sulle pietre lo dobbiamo sapere... 
Ma ci sono troppe informazioni in troppo poco spazio. E nella maggior parte dei casi spiegate con lo stesso sistema: un maestro che insegna. 
Inoltre c'è un capitolo unico che non mi è piaciuto moltissimo. Il primo di Gerrit dove spiega una sua abilità speciale che lo aiuterà in seguito più volte nelle sue avventure. Il modo i cui la spiega è divertente e ti lascia anche col fiato sospeso ma il capitolo serve solo a questo e, sinceramente, sarebbe stato meglio che lo scrittore lo inserisse in altri punti. 
Passando alle cose positive... lo stile è alquanto particolare.
Ci sono infatti davvero moltissimi capitoli di poche pagine ciascuno con cambi continui e repentini di punti di vista.
La brevità dei capitoli e i cambi continui portano il lettore a divorare e continuare a voltare pagine al libro: la volontà di continuare a leggere è troppo grande e questo ti porta a completare il libro in poco tempo.
Io ero lì che mi dicevo: "Ancora un capitolo..." però finito quello guardando quello dopo reiteravo: "Ma dai sono solo due pagine, ne leggo un altro!" e questo mi ha portato a divorarlo molto velocemente.
Cosa ottima visto che in verità sono in mezzo a esami e in più ho mille altre cose a cui pensare. Bravo! 

Conclusione

Un libro piacevole, una lettura scorrevole alla portata di tutti. 
Molti refusi nel testo, cosa che segnalerò direttamente all'autore, ma ci si può passare abbastanza sopra. 
Mi sento di consigliarlo?
Sì, mi è piaciuto =) 
Spero che questa recensione vi sia utile per decidervi sulla prossima lettura, potete trovare ulteriori recensioni a questo link (amazon): Stoneland. I signori del vento e del fuoco

A presto

Aratak








Messico e nuvole - Commedia a Milano

“Messico e nuvole”:
piove a dirotto sui sogni di due giovani disperati.




Ancora Napoli, ancora risate a crepapelle al Martinitt. Un’altra irresistibile commedia partenopea, con tutta la verve tragicomica di Antonio Grosso che fotografa con spietata lucidità l’intrecciarsi pericoloso di vite allo sbaraglio. In una città accesa dalla vittoria dello scudetto nel 1990, si spengono per sempre i sogni di molti.
Sullo sfondo, le facili seduzioni, le minacce e i ricatti del narcotraffico.


In scena dal 27 aprile al 14 maggio.

mercoledì 26 aprile 2017

La vita è un tiro da tre punti - Marco Dolcinelli - Nuova Uscita

Buongiorno a tutti!
Oggi vi segnalo un nuovo libro targato Nativi Digitali Edizioni:


La vita è un tiro da tre punti

di Marco Dolcinelli


Sinossi:


Ogni compagnia di amici ha un posto speciale, un punto di riferimento dove incontrarsi, un luogo dove dimenticarsi dei problemi quotidiani.
Per Alberto, Federico e Orlando, questo posto è il campetto da basket del paese, dove si ritrovano con gli amici per praticare il loro sport preferito. Lo stesso però vale per un'altra compagnia di ragazzi, ben più bravi a pallacanestro, soprannominati "Le Bestie" per la loro antipatia e arroganza. Complice una diatriba amorosa, la rivalità tra i due gruppi cresce sempre più, fino a rendere necessaria una sfida, ovviamente a basket, per decidere chi potrà rivendicare il controllo del campetto. I tre amici non si immaginano però che la posta in palio si rivelerà molto più grande, portandoli a mettere in discussione se stessi e la loro amicizia.
Con "La vita è un tiro da tre punti", Marco Dolcinelli non si limita a raccontare la vita di un gruppo di ventenni tra amicizie, amori, delusioni e speranze, ma riesce a portare il lettore in mezzo a loro, al tavolo di un pub, in sala studio e, soprattutto, nel luogo dove si manifesta tutta la passione degli amici per il basket: il campetto.

martedì 25 aprile 2017

Mastica amaro e sputa dolce - Guerra e resistenza a Pregnana Milanese

Buongiorno!
Oggi per la Festa della Liberazione voglio parlare brevemente di uno spettacolo teatrale a cui ho assistito domenica 23.


Mastica amaro e sputa dolce

Guerra e resistenza a Pregnana Milanese




Di: Stefania Vianello
Con: Giorgia Annacarata, Michele Barbella, Andrea Baroni, Angelo Cavalli, Marco Covelli, Roberta Covelli, Stefano Cislaghi, Agnese Gallo, Lisa Gorgone, Erica Maestri, Maie, Fabio Marani, Alido Ricchi, Cristina Vianello, Giuseppe Vittori, Anna Zenaboni, I Bruchi della Mela Marcia.

“Mastica amaro e sputa dolce” : uno spettacolo che nasce dal desiderio di fare memoria e di riunire una comunità intorno alle proprie radici, per raccontare a chi non l’ha vissuta la realtà della vita sotto la dittatura fascista. Una realtà fatta di momenti di vita quotidiana, ma anche di diritti negati ed esperienze disumane.
Per costruire questo spettacolo ci siamo rivolti ai testimoni ancora viventi, che ringraziamo di cuore per le parole, le emozioni e le lacrime che ci hanno donato, e al testo “Di corte in corte. La pensaniga di Pregnana.”
Lo spettacolo è frutto di una collaborazione tra ANPI sez. Pierino Colombo di Pregnana Milanese, Teatro dell’Armadillo e Comune di Pregnana Milanese.