mercoledì 5 luglio 2017

Blogtour: Crash di Barbara Poscolieri - I Retroscena

Buonasera! Lo avevamo promesso ed eccolo qui, il nostro blogtour estivo!
In questa tappa lasceremo che l'autrice, Barbara Poscolieri, ci racconti com'è nata questa storia, a partire dal suo lavoro di medico dello sport per arrivare alle sue passioni, tra cui appunto lo sport e la scrittura. 
Se al grande pubblico può sembrare strano che sia una donna a scrivere di sport, soprattutto di GP, qui vogliamo mostrare come le storie non abbiano sesso, quanto piuttosto un'anima e una vicenda da raccontare ai lettori.
Partiamo allora alla scoperta dei retroscena del romanzo e, se sarete cisì bravi da arrivare alla fine, scoprirete come ottenere lo spin off di Crash!

Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed-Y, in corsa per il titolo mondiale del Grand Race. Durante il Circuito di Roma rimane vittima di un incidente in cui perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe. Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l’obiettivo di riguadagnarsi il posto che merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed-Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d’origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui.


Immagina di essere un medico dello sport che lavora tutti i giorni con atleti e che nella vita ha queste passioni: scrittura, viaggi e, naturalmente, sport. Quest’ultimo un tempo lo hai praticato (il tennis, nel caso specifico), ma da qualche anno sei poco più che uno spettatore e i tuoi sport preferiti sono il sempre amato tennis, il banalissimo ma irrinunciabile calcio e, guarda un po’, l’automobilismo. Per quanto riguarda i viaggi, riesci a concedertene ogni anno almeno uno sostanzioso e qualche scappata di pochi giorni, ma questo non basta a esaurire la tua voglia di girare il mondo. Ma è la scrittura la più forte delle tue passioni: sei un po’ fissato, a dire la verità. Ti sei perfino trovato un angoletto di paradiso: un forum in cui, tra laboratori di scrittura ed esercizi vari, scrivi a un ritmo invidiabile, accumulando una quantità di storie che, prima o poi, dovrai proprio deciderti a raccogliere in un’antologia. Ogni volta c’è un tema nuovo su cui scrivere, un nuovo contest a cui partecipare, un nuovo esercizio da svolgere: difficilmente passa un solo giorno senza che tu prenda la penna in mano. La cosa diventa presto abitudine e, si sa, cambiare abitudini non è facile, per questo quando arriva un momento un po’ troppo lungo di stasi del forum ti senti perso. Cosa pensi di fare allora? Ma è semplicissimo: se non c’è qualcun altro a darti un tema su cui scrivere vorrà dire che te lo troverai da solo!


Ti vengono in mente trame più aggrovigliate dei corridoi nel palazzo di Cnosso, personaggi da kolossal hollywoodiano e ambientazioni degne di uno che si è appena calato un acido, ma senti che c’è qualcosa di sbagliato: niente di tutto questo ti sta venendo naturale, ti stai sforzando di pensare e, se continui così, finirà che un acido dovrai prenderlo davvero. Lasci perdere. Distruggi Cnosso, lasci Hollywood e metti via le droghe, che proprio non fanno per te. Liberi la mente e quella se ne va automaticamente nella sua comfort zone, pensa alle ferie lontane e decide che è tempo di inserire in agenda qualche weekend di svago: ti piacerebbe così tanto tornare a Parigi! E che dire di Londra? Ci sono ancora un sacco di cose che vuoi vedere nella capitale londinese. Certo, però, che abitare a Roma non aiuta: hai talmente tante bellezze a portata di mano che quasi non conviene allontanarsi da casa. E così, senza neanche saperlo, tracci un percorso: Londra-Parigi-Roma. Ci stai ancora pensando quando ti accorgi che tra poco ci sarà la partenza del GP di Monte Carlo. Pensi a come sarebbe bello se tutti i circuiti fossero cittadini e ti torna in mente la sequenza Londra-Parigi-Roma. Che altro? Madrid. E perché limitarsi alla sola Europa?


In un attimo fai il giro del mondo: immagini monoposto che sfrecciano sulla Strip di Las Vegas, sotto le luci accecanti dei casinò, e su e giù per i colli di San Francisco, e a New York sul ponte di Brooklyn, e poi ai piedi della Tokyo Tower e sotto lo sguardo del Cristo Redentore di Rio e in decine di altri posti. Intanto in TV mandano un video in cui compare il faccione sorridente di Zanardi. Non sai bene se si tratti di una pubblicità o di un servizio montato apposta per il GP, anche se non ricordi piazzamenti eccezionali di Alex a Monte Carlo, ma ti viene spontaneo ricambiare il suo sorriso. Ti piace proprio lui, ti piaceva al volante di un’auto (è l’unico che è riuscito a non farti addormentare guardando le corse su un ovale!) e ti piace ora che pedala in handbike. Che due palle così che ha dimostrato di avere!
Se ne fossi in grado scriveresti la sua di storia, esalteresti la sua determinazione e la sua forza di volontà, diresti quanto è stato importante il suo esempio per gli altri: non sono pochi, infatti, i paratleti che in ambulatorio, tra un’ecografia al cuore e un test da sforzo, ti dicono che è lui il loro punto di riferimento, la loro ispirazione, che lui ce l’ha fatta e ha mostrato ad altri come fare.
Sì, ti piacerebbe proprio scrivere questo. Altro che trame aggrovigliate e ambientazioni allucinanti!


Immagine da Il Post
Solo che “rubare” la storia della gente proprio non ti piace. Non ti piace rubare la loro vita, le loro paure, le loro emozioni, anche perché sai che non riuscirai mai a raccontarle meglio di come possano fare loro.
Lasci andare quei pensieri, ti godi il GP e la sera esci con gli amici.
Quella notte, poco prima di addormentarti, qualcuno bussa alla porta del tuo inconscio: ha la tuta da pilota, un casco giallo sotto al braccio e un bel sorriso. Ha anche due protesi al posto delle gambe. Si chiama Alessandro, ma non è Zanardi. È più giovane, è romano come te e corre proprio lì, nel tuo campionato tra le città: Londra-Parigi-Roma… E San Francisco, Las Vegas, New York, Tokyo, Rio. È Alessandro Alari. È il protagonista della tua storia.
Non scatti in piedi per scrivere qualcosa che temi di dimenticare, non prendi note o appunti sul cellulare: ormai sai che i personaggi e le storie che arrivano nel dormiveglia restano solo se valgono la pena di essere raccontati. Ti addormenti, non sapendo se il giorno dopo lo ritroverai. Ma la mattina successiva è lì, ancora con la tuta addosso e il sorriso sulle labbra.
Stavolta sì che inizi a scrivere, con così tanta facilità che ti sembra che quel racconto sia sempre stato lì, pronto, in attesa che tu ti accorgessi di lui.

Estrattino!

In venti pagine scrivi tutto: scrivi dei circuiti cittadini del Grand Race, delle scuderie che lo animano, dei piloti che danno vita a corse da sogno, ma soprattutto scrivi di Alessandro. Vuoi che si sappia subito di cosa parla la storia, così inizi proprio dall’incidente di Roma, dall’amputazione, dalla sedia a rotelle. In ospedale c’è Federica con Alessandro, la sua fidanzata, la figura che non lo abbandonerà mai, perché Alessandro non è uno che si lascia scappare. E non è neanche uno che si piange addosso e come un leone torna subito a sbranare la sua vita.
Sei soddisfatto, sei felice, hai la storia che volevi scrivere. Sono solo venti pagine, ma non importa: ogni storia ha la sua forma e la sua lunghezza e a te sembra che sia perfetta così. Che altro c’è da dire, in fondo?
Eppure il dubbio di non aver reso giustizia ad Alessandro (forse a Zanardi?) ti perseguita. Ti chiedi spesso se quel racconto non vada ampliato.

Cliccate sull'immagine per accedere a maggiori info sul romanzo!
Crash è stato vincitore del concorso Dunwich Life, scelto tra centinaia
di manoscritti inviati.

“Credi che dovrei rimettere mano al racconto di Alessandro?” è la domanda che più spesso ripeti al tuo partner, che con infinita pazienza ti risponde che, sì, crede che dovresti farlo. Concludi che ci penserai, in fondo è solo la trentesima volta che te lo dice, le altre ventinove non le avevi prese sul serio. Forse perché in te c’è sempre quella strana convinzione per cui ogni storia ha la sua forma e la sua lunghezza e bla bla bla. E se la storia si fosse sbagliata? Capita anche a te a volte di comprare jeans che alla fine ti vanno stretti, se la tua storia avesse fatto lo stesso e si ritrovasse inguainata in un paio di pantaloni che la soffocano?
Staresti ancora a fare filosofia sulla libertà di autodeterminazione di un racconto se non fosse arrivato un concorso a farti uscire dai tuoi vaneggiamenti.
Il concorso è Dunwich Life, della casa editrice Dunwich, che vuole lanciare una collana di narrativa generale. Vogliono un romanzo. E loro, beh, loro ti piacciono quasi quanto Zanardi… A proposito, dovresti smetterla di prendere le tue decisioni in questo modo!
“Credi che dovrei rimettere mano al racconto di Alessandro?”
Sei pericolosamente vicino a tornare single se glielo chiedi di nuovo, ma stavolta non ne hai bisogno: accogli quel “sì” con più gioia di quanta ne avresti, se avessi chiesto la sua mano e ti accorgi che idee per approfondire la trama ne avevi fin dall’inizio. Ad esempio, possibile che questo ragazzo non abbia un attimo di cedimento? Certo che ce l’ha e, guarda caso, ha anche un luogo in cui rifugiarsi e amici da ritrovare assieme alla forza per andare avanti.
Venti pagine ti diventano duecento, un racconto ti diventa un romanzo e un giovane pilota romano a cui hanno amputato le gambe in seguito a un incidente in pista ti diventa… beh, questo è da scoprire nel libro.

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La vostra Ink Maiden conta di parlarvene
non appena metterà i piedi sotto un ombrellone.
Sì ma noi vogliamo lo spin off, direte adesso.
Bene, potete averlo sia acquistando l'edizione cartacea, che potrete vedere cliccando sull'immagine successiva, sia iscrivendovi alla newsletter della Dunwich Edizioni, scaricandolo in modo del tutto gratuito. Un piccolo assaggino prima del pasto vero e proprio non fa mai male, no?


Spero vi siate divertiti qui con noi e, prima di salutarvi, vi ricordo le prossime tappe del blogtour:
12.07.2017: Intervista all’autrice su Il gufo lettore
19.07.2017: Recensione su Zebuk
26.07.2017 “Crash” on air – Appuntamento video su È scrivere

Alla prossima!

Ink Maiden

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