martedì 5 settembre 2017

Il secondo Guardiano - Sonia Barelli

Buongiorno a tutti!
Oggi è un giorno importante: con questa recensione infatti inizio a soddisfare uno degli obiettivi che mi ero prefissato col blog, ossia fornire al lettore vari sguardi su uno stesso libro.
Inoltre la potete trovare, pubblicata in anteprima due settimane fa, su Onnigrafo Magazine una nuova rivista con cui collaboro e che vi consiglio di seguire ;) - Il secondo Guardiano
Vi presenterò:


Il secondo Guardiano

di Sonia Barelli


romanzo di cui, a suo tempo, Ink Maiden vi aveva già parlato: Recensione a Il secondo Guardiano di Ink 

Il motivo per cui lo recensisco anch'io, quindi, è per poter dare a voi lettori due punti di vista su  una stessa opera. Spero vi sia d'aiuto! 

Io ho avuto qualche difficoltà a passare i tre capitoli iniziali. Un po' perché un filo caotici un po' perché alcuni spunti sanno molto di cliché, per esempio il fatto che il protagonista fosse identico al padre tranne per gli occhi, che sono uguali a quelli di sua madre. No, il protagonista non si chiama Harry bensì Alex =D. In ogni caso le similitudini con il più famoso maghetto finiscono qui, per fortuna.
Alex è un anormale ragazzo del nostro mondo, da sempre si è sentito fuori posto come se non vi appartenesse e, una notte, tale sensazione viene confermata quando un pupazzo clown lo trascina per tutta la città per poterlo portare a Dreinor, il mondo da cui Alex realmente proviene. 
La missione viene però interrotta da un altro pupazzo, un coniglietto, che, una volta arrivati a Dreinor - nonostante una piccola "palla al piede" nella forma di Diana, la proprietaria del suddetto coniglietto - riprenderà le sembianze di Xever, il mago di corte del Kern, una delle due regioni principali di Dreinor. 
Una volta arrivati a Dreinor Alex scopre molto su di sé e sul suo passato: lui è il Guardiano dell'Anello Nero, un potente manufatto creato in tempi antichi che, insieme al suo gemello Bianco, può scatenare magie incredibili.
Il compito per cui il Kerner ha bisogno di Alex è il recupero dell'artefatto magico, missione resa difficoltosa da infiniti ostacoli. Innanzitutto l'anello è nel pieno della regione del Rodan, l'altra macroarea di Dreinor che ha dichiarato guerra al Kerner, inoltre Alex è di aspetto Rodan nonostante la madre appartenesse al nostro mondo; suo padre era infatti l'alto Guardiano dell'Anello Nero prima di lui, e ha trasmesso la carica tramite il sangue della famiglia Hadley, e si capisce che non era certo uno stinco di santo.
Nel libro Alex dovrà affrontare molti pregiudizi basati sia sul suo aspetto sia sulla sua discendenza. 
Un esempio, anche se non rivolto a lui:

"Mentre usciva lanciò di sottecchi a Morrigan uno sguardo d'apprezzamento, che però il giovane non colse, intento a rimirare il panorama dalla finestra.
"Carina, vero?" buttò lì Alex, quando la porta si fu chiusa alle spalle della ragazza.
Rayan sembrò scendere dalle nuvole. "Chi? Ah, sì, molto. Se ti piace il genere.".
Alex lo guardò perplesso. "Che tipo di genere? Femminile?"
Rayan sbuffò. "Be', è una rodain", disse con noncuranza inginocchiandosi a sistemare il fuoco." 

Da sottolineare che Rayan è un kerneir e ha pregiudizi verso tutti i rodain. Pregiudizi che però, conoscendo Alex durante l'avventura, arrivano a essere modificati e ad avere degli sviluppi interessanti.

Sulla trama, un gruppo parte per una missione che potrebbe porre fine alla guerra che da anni attanaglia la regione, non c'è molto altro da dire senza voler arrivare agli spoiler, è una tipica avventura fantasy.
Cosa lo rende particolare?


L'ambientazione?

Non proprio, Dreinor infatti è un mondo con la magia ma, nel primo libro, essa non è ben sviluppata e caratterizzata. Si sa che esiste, che ci sono maghi da entrambe le parti in lotta e che i maghi sono persone molto strane e particolari. I maghi kerneir infatti sono molto distaccati dal regno e hanno creato un loro piccolo stato all'interno del Kern mentre i maghi rodain sono le persone più sanguinose e violente.
Il primo libro è anche sprovvisto di popolazioni e creature magiche. 
Cosa possiamo dire quindi?
Il Dreinor è una vasta regione divisa in due: a sud il Kern, a nord il Rodan. 
Queste due nazioni sono in guerra da innumerevoli anni, una guerra stupida, inutile e che porta a un odio razziale sconfinato. Tutto il libro è pervaso da sentimenti di odio e di pregiudizi e uno dei più importanti passi che si compiono all'interno del libro, e che il libro stesso da al lettore, è una divisione del singolo dalla comunità, la valutazione della persona e non del gruppo etnico di appartenenza, cosa che ha scatenato innumerevoli situazioni spregevoli. 


I personaggi?

Sì, di sicuro le interazioni che si creano tra i personaggi sono meravigliose.
In particolar modo il rapporto che si sviluppa tra Rayan, il Guardiano dell'Anello Bianco, e Alex, Guardiano dell'Anello Nero.
Pregiudizi e odi nati da anni e causati dal padre di Alex infatti prevengono un'apertura del kerneir al rodain. Ma pian piano, con iniziative a volte avventate i due inizieranno a fidarsi l'uno dell'altro, arrivando a capire che a volte si ha bisogno proprio del diverso, dell'altro. 
I due regni hanno dei maghi specializzati tra le loro fila, nel Kern ci sono gli Asha e nel Rodan i Wolfing, si dice che questi ultimi siano quelli che perpetrano le scorrerie più vergognose e ignobili. 


Stile

Sonia Barelli ha uno stile leggero, congruo alla storia che narra. Il romanzo, così come è scritto, è adatto a un pubblico molto ampio, non è pesante per i più giovani ma al contempo, scavando, si possono trovare tante piccole perle.


Conclusione

Cosa penso realmente di questo libro?
Sinceramente, sono un poco perplesso: l'inizio mi ha lasciato un poco di amaro in bocca però dopo l'arrivo a Dreinor inizia a decollare e a presentare numerosi significati.
Come per esempio:

"Xever fece spallucce.
"Religione e magia sono in parte la stessa cosa, qui a Dreinor. E se ci rifletti bene, anche i miracoli del Dio del tuo mondo non sono altro che magia, chiamate con un altro nome. Forze della natura o energie della mente umana, miracoli o alchimia, fenomeni paranormali o scienza. Ognuno può chimarla come crede, ma la magia resta sempre magia".
Alex guardò Xever pensieroso, poi fece scorrere una mano sui disegni sbiaditi del piccolo santuario.
"La mia religione ha bandito la magia dal nostro mondo ormai da secoli, affermando che è male. Solamente nell'alto medioevo la gente credeva in queste cose. La magia è ormai sparita quasi definitivamente dal mio mondo e purtroppo anche la fede nell'esistenza di un Dio sopra di noi sta pian piano scomparendo."


Un libro interessante anche se si nota che è il romanzo di esordio di questa autrice, situazioni già viste si alternano a spunti molto interessanti fino a creare un romanzo apprezzabile e leggibile.
Direi che è un libro che consiglio ai giovani soprattutto.


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