domenica 10 settembre 2017

Intervista a sorpresa a... una futura libraia, Mariana!

Buongiorno a tutti oggi abbiamo con noi Mariana, alias la Ladra di Libri, blogger letteraria e, fra poco, libraia perché, ebbene sì, sta aprendo “Il covo della ladra” libreria dedicata a libri di genere giallo, thriller e fantasy!




Benvenuta su questo blog e iniziamo subito con le domande: come mai hai deciso di aprire una libreria in un periodo come questo dove, sembrerebbe, il popolo italiano non legge?

  • Caro Luca, prima di tutto grazie per l’ospitalità sul tuo blog e, devo dire che inizi subito con una bella domanda. Hai ragione quando dici che in Italia la soglia di lettura è molto bassa. I lettori forti sono pochi e l’abbandono della lettura inizia già in età precoce. Siamo così sovraccarichi di stimoli, di input, di “cose da fare” che spesso la lettura viene relegata all’ultimo posto delle nostre liste di “to do”. Eppure penso che non ci sia pratica migliore che l’abitudine e il “leggere” può diventare un’ottima abitudine se riusciamo a togliere un po’ di polvere dalla concezione che ognuno di noi ha del leggere in sé. Insomma, mi piace andare in controtendenza e trattare questo mondo come se già fosse il nostro mondo ideale. Magari se ognuno di noi facesse un piccolo passo in questa direzione, il mondo finiamo davvero per cambiarlo.


Cosa hai fatto nella tua vita?

  • Tante cose e non voglio tediarvi. Mi è sempre piaciuto mettermi alla prova, quindi ho provato molte vie per poi tornare sempre alla mia origine, la scrittura. Da una decina di anni, gestisco una piccola (per scelta!) agenzia di comunicazione on line all’interno della quale mi occupo di content production e writing. Però il diventare mamma di due bellissimi bimbi, Virginia di tre anni e mezzo, e Falco, il mio piccolo Capitano di 1 anno, ha ridimensionato molto la mia vita e le mie aspirazioni. Mi ha ricordato che, dopo tutto, non ha molto senso fare qualcosa se non lo si fa con passione e voglia.



Come mai hai deciso di aprirla proprio nella zona di Via Padova, uno dei luoghi con fama peggiore di Milano?

  • In Via Padova ci vivo e, come ripeto spesso a chi me lo chiede, penso che sia in quartieri come il nostro che si giochi la capacità di Milano di diventare una vera metropoli, una città della nostra contemporaneità. Il degrado, la delinquenza, i problemi che la cronaca ci riporta tutti i giorni in prima pagina, sono la cartina tornasole non di un quartiere spacciato, ma della difficoltà della città, fatta di istituzioni e di cittadini, di risolvere i propri conflitti interni, la molteplicità delle culture di cui è composta, il disagio. Anche per questo collaboro attivamente con le realtà del quartiere più attive, come Via Padova Viva. E’ in posti come Via Padova che si gioca il futuro di Milano.



Quanto pensi che la cultura possa influire sulla società?

  • La cultura è il germe di ogni civiltà, ne è il cuore stesso. Ma non voglio farla semplice. Definire cos’è, oggi, la cultura non è facile. Però penso che i libri possano dare un contributo fondamentale ed estremo nella creazione e nella definizione di una società libera e autentica, non plasmata dai condizionamenti (culturali?), dagli idoli e dai falsi miti. Leggere è un’esercizio costante del pensiero, ci aiuta a vedere le cose con chiarezza, a valutare le situazioni senza compromessi.



Che progetti culturali hai in mente per coinvolgere le periferie?

  • La prima attività che ho già intrapreso, in realtà, è quella di coinvolgere le realtà operanti sul territorio nell’idea di sviluppare un’idea di libreria diffusa, che possa diventare un punto di incontro culturale. In secondo luogo, vista la composizione sociale del nostro quartiere, ho previsto anche una selezione di libri in lingua, in grado di creare un ponte tra culture e lingue differenti.



Come mai la scelta di trattare solo determinati generi letterari?

  • Un po’ per passione e un po’ per scelta. Via Padova è storicamente legata alla storia della Ligera, la mala milanese. Da Matteo Speroni a Massimo Cassani, molti sono i gialli e i noir che prendono vita tra le traverse di Via Padova. Lo Spazio Ligera, realtà del quartiere con cui collaboreremo sin da subito ne è un esempio. Così, alle volte penso che non sia stata io a decidere di aprire una libreria del giallo e del noir, quanto più sia stata la libreria a scegliere per me. Poi, il fantasy, invece, viene da un amore raramente confessato, quindi obbligatorio per me.



Da lettore di Fantasy ti chiedo come lo vedi?

  • Il Fantasy, oggi, ha ahimè troppi detrattori che riducono il genere a un sotto-genere da edicola (senza nulla togliere all’edicola). Però, e c’è un però, il problema è anche di molti autori che scrivono molti, troppi, sbadigli, scimmiottando esempi più noti e più famosi. Però alcuni autori notevoli ci sono e ci saranno anche in libreria!



La tua libreria non sarà solo un luogo di acquisto ma anche di incontro e di innovazione. Nella sua creazione hai lasciato spazio anche per acquisti diretti di ebook in libreria e molte altre interessanti iniziative. Quanto sono necessari progetti e iniziative diversificate e innovative per riuscire a mandare avanti un’attività come una libreria?

  • Personalmente penso che siano necessari. Anche solo rispetto a dieci anni fa, le dinamiche di lettura sono molto cambiate. Oggi l’apporto dei gruppi di lettura virtuali, su Facebook ad esempio, l’avvento delle social district, come la vicina NoLo, l’utilizzo in aumento dell’e-book, ci deve far riflettere su quale ruolo debba realmente svolgere la figura del libraio. Non penso basti conoscere bene i libri e il loro mercato. Penso sia necessario che ogni libraio entri nelle community, interagisca con loro e strutturi percorsi di lettura progetti culturali anche in quest’ottica.



So che hai una prole e la domanda viene spontanea: quanto ci sarà nella libreria per loro, i bambini?

  • Ottima domanda! Ai bimbi verrà dedicato una parte al piano superiore della libreria, con proposte di titoli sempre fedeli alla scelta del genere. Quindi, il nostro pubblico sarà principalmente quello dei piccoli lettori in età scolare, con l’idea di accompagnarli in questo percorso sin dall’inizio.



Grazie mille del tuo tempo, ci vedremo presto all’inaugurazione che, lettori, se volete sia fatta ancora più in grande potete sostenere tramite la raccolta fondi su EPPELA: Il covo della ladra, io l'ho fatto! 

Alla prossima


Aratak

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