Martian Time-Slip (Noi Marziani)

Martian Time-Slip - Dick




Buongiornooo!!!
Finalmente una nuova recensione!
=D
Non vi preoccupate, non sarà semplicemente una goccia in mezzo all'oceano del nulla, sarà più un torrente inarrestabile (ne ho altre 6 che farò e pubblicherò nei prossimi giorni!).

Come dicevo in un altro post rimaniamo in tema delle notizie di questi giorni: La prima donna italiana nello spazio e la lotta alla violenza verso le donne.
Questo libro in un certo senso le tira in ballo entrambe.


Innanzitutto:

TRAMA:

E' molto difficile parlare di una trama precisa in questo libro. Siamo su Marte (come forse qualcuno avrà già intuito dal titolo) negli anni 90 del secolo scorso, è stato colonizzato ma gli abitanti, a causa delle situazioni estreme cui devono far fronte, sono pochi.
Sul suolo sono presenti i "Bleekman" ovvero dei nativi marziani. Sono una popolazione nomade, con usi e costumi simili agli antichi autoctoni australiani.
In questo contesto vediamo interagire vari personaggi e leggiamo uno scorcio delle loro vite.

Come dicevo non è facile parlare di una Trama, è molto meglio parlare di Stile e Personaggi:

STILE:

Lo stile è particolare, interno a vari personaggi.
Noi "vediamo" ciò che succede dai diversi punti di vista (oramai un tecnica molto utilizzata) con dei riscontri molto caratteristici: alcuni personaggi sono... Particolari. Come questa tecnica è caratteristica? Semplice: i cambi di PDV sono continui da paragrafo a paragrafo.

Non c'è un filone narrativo vero e proprio, noi mettiamo insieme i pezzi di un puzzle leggendo i vari PDV, ma un puzzle 3D dove troviamo un pezzo che va alla base (e quindi "prima") alla fine.
I dialoghi sono abbastanza caratteristici e semplici ma a tratti si fanno molto complessi (capirete poi cosa intendo).
In più a circa 2\3 del libro assistiamo ad una cosa che ci lascia molto perplessi: una stessa scena viene descritta più e più volte da diversi punti di vista (una cosa come 4-5 volte!). Non è neanche una scena molto complessa, è solo un dialogo tra 3 persone con la pesante presenza di una quarta, ma è molto caratteristica e particolare.

Dick ha creato dei neologismi per questo libro: ad esempio Gubbish - un insieme di Garbage and Rubbish (spazzatura) dai suoni più onomatopeici (in Inglese) che con un vero e proprio significato.

Passando ai PERSONAGGI:

Qua si parte con il complesso... E con il fondante.
Senza i personaggi questo libro non andrebbe da nessuna parte, alla fin fine non succede granché al suo interno (solo un suicidio, qualche omicidio, speculazioni sui terreni). I personaggi sono la base di ogni buon libro, ma questo è oltre. I Personaggi SONO il libro.
Il "protagonista" è Jack Bohlen ha episodi schizofrenici e la ripetizione di cui sopra è dovuta al suo immaginarsi la scena e "riviverla" prima che avvenga più e più volte con un risultato davvero psichedelico!
Con questo libro Dick quindi non va ad esplorare solo dei rapporti tra le persone ma va ad esplorare la psiche umana. Schizofrenia ed autismo sono descritte più che bene per un libro scritto nel 69, non manca l'uso di fenobarbital da parte della moglie di Jack, i pensieri più strani e coinvolgenti sono fatti vivere in modo completo al lettore.
Oltre a Jack troviamo gli Steiner: una famiglia normale se non fosse per il figlio autistico (Manfred) rinchiuso in un campo apposito con degli psichiatri.
Un personaggio altolocato, nonché il "cattivo" della storia, Arnie Kott lo prenderà sotto la sua ala e chiederà a Jack di inventare una macchina in modo da poter comunicare con lui. Questo perché Arnie è convinto che gli autistici vivano nel futuro e vuole sfruttare quest'abilità di Manfred per capire che terreni comprare per fare della speculazione edilizia.

La nota negativa sui personaggi? Ha una visione femminile "antica": le donne nel suo libro sono quelle che rimangono a casa a tradire i mariti, a spettegolare. Vengono derise da Kott in quanto incapaci di svolgere qualsiasi ruolo politico o di spicco.


CONCLUSIONE

Il libro è molto psichedelico, ammetto di avere avuto difficoltà a superare le ripetizioni che ci sono a 2\3 del libro.
Nonostante ciò il libro è stupendo e merita di essere letto. Alcuni termini (come Gubbish) in italiano non mantengono il suono onomatopeico primordiale ma comunque vi consiglio di leggerlo in italiano. In Inglese è molto complicato.

Che altro dire? Che lo dovrei rileggere almeno un'altra volta per capirlo più a fondo...

Lo consiglio a tutti quei temerari appassionati di Psiche umana e di fantascienza (anche se questa alla fin fine non è che faccia molto nel libro).

Alla prossima recensione!

Aratak







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