Intervista al Lettore: Marta e Luca

- Nome 











Marta


Luca


- Chi sei? 

M - Mi chiamo Marta ma voi mi conoscete come Ink Maiden. Ho 20 anni da nemmeno un mese e studio fisica.

L - Ciao! Io sono Luca, alias Aratak, spero di non avervi annoiato dino ad ora ù.ù 
Ho tra i 20 ed i 25 anni anche se sono più vicini a questi ultimi, studio medicina.




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

M - La passione per la lettura è nata molto tempo fa, quando i libri erano degli oggetti da toccare, 
scoprire e guardare, da cui mia madre leggeva storie prima che mi addormentassi. Per un bambino è importante rapportarsi a un libro con tutti i sensi, perché soltanto così potrà catturare per sempre il suo interesse: il tatto per sfogliare le pagine e toccare gli inserti morbidi (che purtroppo non esistono più), l'udito per ascoltarne le parole, la vista per guardarle assieme alle figure e chiedersi cosa significhino, l'odorato per sniffarli fin da subito e infine... be' i bambini mettono in bocca di tutto, se le pagine sono così spesse ci sarà pure un motivo!

L - Partendo dal presupposto che i miei genitori mi hanno sempre letto libri, o almeno così dicono, il libro principale per me è stato Harry Potter. Mia zia mi ha regalato i primi tre libri in terza\quarta elementare, li ho lasciati lì per un poco di tempo ma quando alla fin fine li ho presi in mano è finita la mia vita sociale che tutt'ora non ho. Finiti i primi tre H.P. guardando le pagine finali del terzo c'erano i consigli per ingannare il tempo fino all'uscita del quarto (consigli sbagliati, c'era Philipp Pullman con Queste Oscure Materie!) e li ho letti tutti.



- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

M - Amo il fantasy, specialmente l'high o epic che dir si voglia. Sarà che, fin dai viaggi nel Regno della Fantasia di Geronimo Stilton, le ambientazioni fiabesche e le avventure oltremondane hanno sempre avuto un fascino incredibile su di me, non riesco a immaginare un libro che non mi stacchi dalla realtà per trasportarmi altrove, lontano ma anche vicino. Il fantasy dice molto sui nostri valori più ancestrali e sui simboli più reconditi e riconoscibili per noi, riallacciandosi a un passato di fiabe e leggende dimenticate ma comunque vive, anche nella mente di chi si vanta di preferire libri che, dell'essere umano, hanno colto soltanto la parte più superficiale. Dividere i libri per genere ha senso per non fare confusione, sia da acquirenti che da venditori, l'importante è che la distinzione non sia fatta a caso (urban e paranormal che sono spesso confusi assieme)

L - Io ho due generi preferiti: il fantasy e la fantascienza. Li preferisco perché con l'espediente di scrivere cose di fantasia possono invece trasmetterti molti messaggi, dalla banale lotta del bene contro il male ad imparare a non aver paura del diverso o anche, qui il libro principale che mi viene in mente è uno di Martin, parlare di questioni etico-morali e religiose facendoti riflettere.
Dipende: dire che un libro è di un genere facilita la scelta per l'acquirente ma questo non deve portare a demonizzare dei generi letterari da parte del grande pubblico (penso ai miei preferiti che sono visti principalmente come generi di "evasione" ed invece molti contengono messaggi che i più non riescono a cogliere). Per me il genere non ha molta importanza la cosa più importante è che sia scritto bene e che abbia qualcosa da darti.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

M - Nessuno. Ho imparato che, se si sono amati i libri di un autore, conoscerlo potrebbe portare delusioni troppo cocenti. Piuttosto tè con un buon libro, ma gli autori soltanto alle presentazioni.

L - Difficilissima domanda. Non lo so. Al momento forse prenderei un tè e farei due chiacchiere con Pratchett per cui sto sbavando nell'ultimo periodo. Ma i gusti sono molto variabili, fino a qualche tempo fa avrei detto Martin e magari dopodomani sceglierò un altro scrittore...




- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché? 

M - Se potessi passare una giornata a Mordor... Sauron è uno degli antagonisti più affascinanti (n.b. io parteggio sempre per il Male) perché sempre presente in ogni riga della storia, in modo indiretto e opprimente, ed è l'emblema della potenza della malvagità. Ciò che lo rende appena inferiore a Morgoth è aver servito lui anziché sempre se stesso, e forse per questo la sua figura è ancora più complessa. Ora immaginatevi valanghe di cuoricini.

L - E' una domanda ancora più difficile di quella precedente! Dev'essere proprio cattivo chi le ha scritte! (Sono stato io =P ) Però in effetti i personaggi con cui passerei del tempo sarebbero Kvothe, protagonista delle "cronache dell'assassino del re": un personaggio intrigante con molte cose da raccontare. Oppure Tuf (nato dalla penna di George Martin) un astronauta amante dei gatti, se non altro potrei sdraiarmi in mezzo ai suoi gatti ed essere felice.



- In media quanti libri leggi all'anno?

M - Non ne ho la più pallida idea, perché vado a periodi: alle medie ne leggevo anche quaranta all'anno, al liceo un po' meno e con la maturità, unita allo shock dell'università ho avuto una crisi tremenda. Ora, comunque, sto leggendo il decimo libro del 2015.

L - Non ne sono sicuro. Un anno (al liceo) ho tenuto conto dei libri che leggevo ed ero arrivato al centinaio e non avevo contato i più di 300 manga che avevo letto nello stesso periodo.
Ora però tra l'università, mille altri impegni ed il fatto che non leggo solo più per il gusto di leggere ma anche per riflettere ne leggo meno, anche se non so quanti.



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

- Scarto a priori quelli con: gente che si sbaciucchia/palpa/accarezza in copertina; angeli, demoni, vampiri e licantropi che abbiano variamente a che fare con adolescenti; storie d'amore che non siano strettamente marginali (cioè citate in quarta di copertina); paragoni con altri più famosi e/o ai GDR (tutta polvere cacciata sotto il tappeto); prezzi troppo elevati rispetto al numero di pagine; onomatopee nei dialoghi.

L - Mmm... domanda difficile...
E' difficile che scarti un libro a priori, di solito non scarto ovvero vado in libreria e mi faccio attirare dai libri che ci sono. Però se dovessi scartare qualcosa scarterei di sicuro i romance e paranormal romance (non ho nulla contro di loro, ma non mi piacciono) e libri che costano troppo rispetto al loro contenuto.



- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?

M - La trovo inutile come iniziativa: si finirà per proporre libri famosi e raccomandati, senza varietà du genere né tematiche. I libri scomodi non li consiglia nessuno, quelli confortevoli te li tirano dietro.

L - Per me è un'idea con un buon obiettivo ma strutturata male. Farla a tiratura mondiale innanzitutto è stato il primo errore: la scelta dei libri esclude tutti quelli non tradotti che a volte danno di più di molti di quelli in commercio. Quindi per me avrebbe dovuto essere un'iniziativa a livello nazionale che puntasse a spingere gli autori nazionali scelti però non attraverso acclamazione popolare (w gli amici ed il loro peso!) ma da una specie di "giuria" culturale.




- E l'iniziativa #ioleggoperché ? Sei un “messaggero”? 

M - Ammetto la mia disinformazione.

L - Già più utile dell'anno dei libri, mi piace la teoria dove i lettori devono riuscire a coinvolgere i non lettori dando libri gratuitamente. 
Mi sembra anche giusto come hanno rivisto l'idea ovvero che ad ogni messaggero (io lo sono) debbano arrivare 6 copie di due titoli, così non c'è il rischio che il "messaggero" se li tenga.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

M - L'unica cui posso partecipare è il Salone del Libro di Torino, una tradizione consolidata fin dai primi anni del millennio: fin da piccola ho trovato meraviglioso essere circondata da libri di tutti i tipi, di quelli che non vedi mai al supermercato, assieme alle bancarelle di artigianato. Una mia amica ha cominciato a leggere dopo che l'ho trascinata in quel vortice, perciò credo sia veramente utile: lì i libri sono vivi, spesso con accanto gli autori e un pubblico che li sta cercando.

L - Si, ho partecipato a molte fiere sui libri, anche se molto settoriali (fantasy-medievali). Sono stato a Lucca Comics (anche se non è propriamente letteraria), Soncino Fantasy, Belgioioso fantasy, Pavia Fantasy, FantArona, Festa dell'Unicorno... Stimolanti si, ma dal punto di vista dei lettori ti lasciano confuso: a volte c'è troppa offerta e non sai cosa scegliere =D



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self? Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)?

M - Dirò di più: il tempo di smaltire i tomoni che ho da leggere e le grandi CE non vedranno mai più i miei soldi, eccezion fatta per Tolkien. Mi sono stufata di traduzioni pessime, qualità sottoterra da anni e pubblicità ai limiti dello squallido: ci sono troppi libri di emergenti interessanti per finanziare chi non sa che farsene dei soldi del pubblico.

L - Allora io ultimamente sto cercando di trovare sempre più autori di nicchia e locali. Sarà anche complice il blog dove arrivano richieste di recensioni ad autori nuovi, magari bravissimi, ma senza una CE grande alle spalle, quindi si mi fido. Ma per fidarmi ci è voluto molto e l'incontro con una autrice giovane che mi ha invischiato e introdotto a questo mondo. Non so se ringraziarla sinceramente =P
Autori self. Dipende. I miei primi pensieri sono: 
1 non hanno trovato una CE e quindi si autopubblicano
2 non hanno voluto cercare una CE e quindi si sono dati al self
In generale però cerco di valutare libro per libro e caso per caso. In una mia recensione ho parlato dell'unico self che ho letto al momento, molto meritevole, ma al contempo ho visto schifezze "pubblicate" in self solo per l'ego dei loro "autori". Ecco queste qui sarebbero da rimuovere dal mercato o almeno da far rivedere a degli editori professionisti: rovinano l'immagine di un libro.



- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

M - I non lettori devono soltanto trovare il loro genere e staccarsi dall'immaginazione artificiale da cui sono bombardati ogni giorno: il cervello si impigrisce in fretta e la fantasia ancora di più. Per i bambini raccomando la mia stessa esperienza: i genitori devono darsi da fare e rinunciare alla comodità di schiaffarli davanti ai tablet.

L - Mmm... Per me sarebbe utile farli avvicinare incontrando autori consapevoli. Si dovrebbero organizzare più incontri nelle scuole con autori del luogo, che presentino non solo loro stessi ma la lettura in generale. Questo potrebbe essere utile.
Poi dovrebbero finire certi programmi diseducativi dove basta essere belli per vincere tutto ed incominciare a puntare di più su programmi culturali completi così da non stancare il pubblico (mi viene in mente un fumetto di Topolino dove Pico De Paperis tiene un programma culturale ma è così completo -passa dalla storia alla letteratura alla scienza- che tiene tutti incollati alla televisione. Purtroppo in Italia dopo 3-4 puntate diventerebbe solo un "pubblicizziamo chi ha più soldi").

- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

M - Solitamente vado a naso quando scelgo, ma leggo abbastanza di frequente le recensioni che trovo sui gruppi Facebook e da lì allungo la wishlist. Le trovo utili se riportano anche delle citazioni, in modo da toccare con mano il libro stesso, e ovviamente se il parere del recensore è ben motivato.

L - In questo momento non sto proprio scegliendo libri, sono i libri che scelgono me.
Ma se dovessi scegliere cercherei le recensioni di persone che se ne intendono o con gusti simili ai miei e da lì sceglierei i libri. Si sono utili, soprattutto se correlate di motivazioni e non sono un semplice "inno al libro".




- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

M - A volte sì: non è un'abitudine ma qualche volta le leggo. Purtroppo molti mi cadono quando dicono di sentirsi fortunati a poter vivere della loro passione: sarà invidia, ma quella frase mi provoca forti istinti omicidi.

L - Quando un autore mi colpisce fortemente mi informo un poco sulla sua vita e sulle sue esperienze.
Si le interviste, soprattutto se fatte con cognizione di causa, sono sempre utili. Riescono a svelarti accenni, sfumature che magari da solo non avresti mai colto.



- Che cosa ti attira in un libro? Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due? 

M - Escludendo le "voci da Facebook" mi faccio attirare in primis dalla copertina, poi dal titolo e infine la quarta di copertina. Clamoroso fu il caso di Fallen: la copertina meravigliosamente goth, il titolo uguale a quello del mio album preferito degli Evanescence, e... il retro: "Soltanto un amore impossibile è eterno". Inutile dire che l'ho lanciato al suo posto sullo scaffale. Dello stesso genere invece ho acquistato Amore Immortale, della Tiernan: avevo adorato la saga precedente (ormai scomparsa) e così mi sono fatta fregare...

L - Dire "la veste grafica" è banale ma oramai i nostri scaffali sono pieni di copertine tutte uguali che non si differenziano l'una dall'altra. In una libreria se vedo un libro "diverso" di sicuro attrae di più il mio occhio. Poi la quarta fa il resto, di solito non do tanta importanza al titolo.
Ieri in libreria dovevo scegliere tra due diverse edizioni del libro di Sun Tzu "l'arte della guerra" e, oltre al fattore prezzo che ritengo importante essendo uno studente abbastanza squattrinato, ho tenuto conto del contenuto e dei capitoli aggiuntivi. Oltre che la CE.



- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi? 

M - A quanto ho detto nella risposta precedente devo aggiungere degli aspetti più tecnici: da un libro bello voglio un incipit avvincente (non la presentazione del protagonista, ecco) e uno stile che, aprendo qualche pagina a caso, si dimostri abbastanza scorrevole da costringermi a chiuderlo di scatto e cercare il portafogli. Prima l'estetica e infine il contenuto come ultima prova

L - Come dicevo mi deve colpire sia la copertina che la quarta. Trovare scritto "il nuovo Tolkien" o "NY Times Bestseller" lo trovo inutile: non mi da alcuna informazione specifica sul libro.
Di solito il peso maggiore lo do alla quarta: deve essere qualcosa di nuovo, di non già visto.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon) 

M - Ho preso così tante delusioni che la paura non c'è più: dopo un po' di recensioni e parecchi dubbi posso soltanto aspettare e, se lo sogno di notte, vuol dire che lo desidero e sono disposta a rischiare.

L - Si, di sicuro fa timore, soprattutto per libri cartacei che magari con la spedizione non vengono nemmeno poco. L'unica cosa da fare è informarsi il più possibile sul libro cercando le varie recensioni. Sarebbe utile anche in questi casi un'anteprima.



- Cosa pensi del bookcrossing?

M - È un'idea carina, in cui però ripongo poca fiducia, soprattutto in Italia: fa sempre comodo rubare qualcosa avuto gratis. Al solito, a un'idea lodevole e capace di suscitare interesse in molte persone, si contrappone sempre l'idiozia dell'essere umano.

L - Interessante iniziativa, io stesso vi ho aderito presso la libreria del mio paese comprando (tramite "punti") un libro e lasciandolo alla libraia da dare a qualcuno che lei ritenesse meritevole, mi fido di lei.
Ovviamente però sono stato l'unico a farlo e nessun altro ne ha comprato uno da lasciare lì.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

Commenti

  1. Molto interessante e utile! Permette di capire come la pensa il lettore di oggi! Bravi ragazzi, approvo e mi metto in lista per partecipare ;)

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    1. Grazie mille! Invio subito le domande =D

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  2. Splendida iniziativa! Spero che si allarghi a molte altre persone :D
    Luca, su L'arte della guerra ho avuto i tuoi stessi dubbi :) Tu che edizione hai scelto?

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    1. Io alla fine ho preso quella Einaudi da 8,50 =)
      Grazie!

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  3. Complimenti, è bello trovare due ragazzi così giovani e già così saggi, con idee chiare e riflessioni interessanti. Non è un caso che siano grandi lettori!

    Riguardo il self-publishing sono d'accordo sulla scarsa qualità dilagante, ma è anche un luogo nuovo dove scovare talenti. Il mercato si auto-regolerà anche in Italia com'è accaduto all'estero: le opere di basso livello finiranno dimenticate e diminuiranno, mentre esordienti meritevoli avranno più spazio. Il libro da cui è tratto il film "The martian" è nato come self, poi notato e apprezzato da editori e perfino da Hollywood.

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    1. Grazie mille dei complimenti sono sempre ben accetti =)
      Speriamo che col nostro lavoro riusciremo a coinvolgere anche altri giovani a leggere e a acculturarsi!

      Sul self publishing... spero di poterti dare ragione sulla qualità che paga.
      Ma conoscendo gli italiani temo sempre =)

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