La Legione Perduta - Turtledove

Buongiorno a tutti!
Come state?
Io tutto bene, sono emozionato per varie cose che mi sono successe ma questo non è il posto per parlarne =)
Oggi vi lascio una recensione e spero di riuscire a lasciarvi le recensioni dei seguiti nei prossimi giorni.
Il libro in questione è


La Legione Perduta

Di Harry Turtledove



Era da un po' di tempo che volevo riprendere in mano questo libro, che costituisce il primo volume della saga di Videssos, ma tra un impegno e l'altro l'ho riletto solo ora.


Trama

Iniziamo quindi a parlare di questo libro. 
3 coorti di una legione romana (all'incirca 1200 uomini) stanno svolgendo servizio di ricognizione nella Gallia per poi ricongiungersi con le truppe di Cesare.
Durante la loro attività vengono però sorpresi da un esercito gallico e devono dar battaglia. 
Le perdite sono pesanti da entrambe le parti ma il tribuno dell'armata Marcus Aemilius Scaurus capisce che per loro non ci sono più speranze e, quando viene sfidato in singolar tenzone dal capo dei galli, accetta.
I due incominciano a combattere quando le loro spade (quella di Marcus apparteneva ad un druido da lui ucciso) si ammantano di rune e avvolgono i due combattenti e le coorti romane in una cupola di luce.

Sparita la cupola si trovano soli in un radura diversa da quella dove erano. 
Montato il campo si apprestano a passare la notte insonni cercando di capire dove siano, ma il mattino non porta nessuna informazione in più, anzi.
Rimangono molto confusi quando dopo poco incontrano un gruppo di persone con le quali non si riescono a capire nonostante l'utilizzo di molte delle lingue conosciute dai confinanti con l'impero. Nonostante questo riescono ad accordarsi ed essere scortati verso una città.
Durante il viaggio i romani imparano in modo grossolano la lingua parlata dalle persone di quelle parti e scoprono di trovarsi a Videssos, un paese monarchico che assolda mercenari per mantenere i confini sicuri. Dopo una consultazione Marcus, Gaius Philippus (il centurione anziano secondo in comando), Viridovix (il celta che è stato trasportato con loro) e Gorgidas (il medico della legione) decidono di prestarsi come mercenari per lo meno per riuscire a sopravvivere.
Così vengono scortati verso la capitale Videssos dove si stabiliscono, Marcus si fa nemici potenti come il guerriero-stregone Avshar di Yezda che lo sfida in un duello vinto da Marcus. 
Dopo questo incontro Avshar lo dichiara suo nemico giurato e a causa di alcuni affari che doveva sbrigare lascia la città di tutta fretta dimenticandosi di disinnescare un paio di trappole da lui messe in giro. Queste causano la morte di Hemond, un namdaleno, e Marcus si sente in obbligo di tenere compagnia e far star meglio la povera vedova Helvis. 
L'imperatore utilizza questo come pretesto per dichiarare guerra a Yezda, con cui fino a quel momento c'erano state solo scaramucce, quindi raduna gli eserciti e parte alla loro guida per sterminare gli Yezda nella battaglia finale del libro che si tiene a Maragha.

Alcune cose le ho lasciate celate, non parlo minimamente di tutti gli intrighi politici e delle fazioni in lotta dentro Videssos, ve ne parlerò recensendo il secondo libro che è infatti basato tutto su questi fatti.


Ambientazione

Il mondo che Turtledove ha creato è fatto molto bene. Innanzitutto bisogna considerare alcune cose: -politica e stati; - formazione degli eserciti; - credo. Queste sono le cose più importanti.

La politica e gli stati presenti nel mondo di Videssos sono semplici e difficili allo stesso tempo. La divisione geografica è semplice la politica difficile.


Questa è una mappa per aiutarci a tenere il filo del discorso. Videssos è la nazione al centro circondata dal Makuran da un lato mentre dall'altro confina con le steppe di Pardraya. Tutto il resto è acqua. Nelle nazioni non è segnalata una delle più importanti: Namdalen una zona terra un tempo appartenete all'impero. Quando c'è stata una scissione dogmatica nella religione a Namdalen i namdaleni ed i videssiani si sono trovati a combattere molte guerre e tutt'ora (nel periodo vissuto nel libro) ci sono moltissimi attriti tra le due popolazioni. In più i namdaleni servono come mercenari a Videssos e non sono considerati favorevolmente dal popolo. 
Katrish, Kamorth e Yezda sono nomadi delle steppe ed in quanto tali nascono e vivono a cavallo. Gli Haloga sono uomini massicci che formano la guardia imperiale videssiana.

Parlando di guardia a Videssos l'unità principale di un'armata è la cavalleria grazie all'utilizzo di staffe, cosa diversissima dalla Roma di quei tempi che la usava in maniera inferiore non avendo le staffe. 
Per questo l'unica fanteria che a Videssos si conosce sono gli Halogai con le loro asce bipenni ed i romani dovranno dimostrare tutta la loro abilità e la loro adattabilità per riuscire a sopravvivere. 
I Namdaleni sono contingenti di cavalleria pesante con uomini e cavalli pesantemente coperti di armatura e resistenti, le loro cariche sono travolgenti.
I nomadi (K, K e Y) sono invece degli abilissimi arcieri a cavallo e i loro scontri prevedono svariate tattiche di fuga e raggruppamento che confondono i nemici.
La cavallerie videssiana è una via di mezzo tra le due.

Il credo. Credo che questi libri siano fatti per mostrare come un credo possa distruggere. 
Non solo per "Skotos" il "diavolo" dei videssiani ma anche per tutte le correnti che adorano Phos, il loro dio. 
Queste correnti scismatiche hanno causato e causeranno svariate ribellioni, scontri e per la maggior parte sono cazzate: i videssiani credono nella vittoria di Phos alla fine mentre i namdaleni credono nella vittoria di Phos ma vedendola come una scommessa e questo ha provocato violenti scontri nel passare del tempo.
Altre versioni della religione sono quella degli "Equilibratori" ovvero quelli che credono che la battaglia tra Phos e Skotos sia alla pari ma che si dovrebbe comunque combattere con la convinzione che Phos vinca alla fine. 
I nomadi invece hanno un pantheon di divinità.


Ah, aggiungo un'ultima cosa sull'ambientazione: la magia c'è ed è molto sviluppata, può essere usata in svariati modi come guarire e come magia da battaglia anche se più difficilmente.


Personaggi

Non mi va di parlare molto dei personaggi: sono tantissimi e molto vari, 
Dico solo che i miei preferiti sono Gaius Philippus, Viridovix e Gorgidas. Perché?
Perché oltre ad essere caratterizzati abbastanza bene sono anche delle sagome e tutti e 3 si prendono in giro come se non fosse un domani, cosa che apprezzo molto.


Stile

Terza persona esterna.
I dialoghi sono tutti abbastanza sensati e quando non lo sono Turtledove ci spiega perché.
La cosa che stona di più sono alcune descrizioni chilometriche viste come una telecamera dall'esterno senza emozioni né vita dentro. 
Diciamo che dalla recensione del secondo libro dirò qualcosina di più anche di questo. E non cose positive.


Conclusione

Una serie carina dove perdersi per qualche tempo. 
Bella la costruzione del mondo e dei suoi elementi, consigliato agli appassionati di fantasy.



Aratak

Commenti

  1. Gran bel libro fanta-storico. Lo divorai diverso tempo fa e ne conservo un buonissimo ricordo. Grazie a questo articolo è stato come rileggerlo. Le lungaggini descrittive non le ho notate in questo primo capitolo della saga, forse perché si mantengono su un livello tollerabile. Invece nei tre libri successivi, come hai anticipato, ammetto che i volumi subiscono un certo "ingrassamento".

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    1. Si infatti è più sugli altri che recrimino...
      =D
      Vedrai, domani altra recensione =)

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