I Dannati di Malva - Licia Troisi


Buongiorno a tutti!
Oggi oltre all'incontro con la rubrica dell'Intervista al Lettore vi vorrei lasciare anche una recensione.

Si tratta de:


I Dannati di Malva

Di Licia Troisi




Questo libro l'avevo letto già molto tempo fa, alle medie, e mi aveva colpito per la sua forza rappresentativa e simbolica.
Rileggendolo, non ho fatto a meno di chiedermi perché la Troisi non abbia scritto altri libri di questo tipo invece di concentrarsi sul Mondo Emerso.


Licia Troisi:

Una delle autrici italiane più discusse, solitamente i suoi scritti uno o li ama o li odia.
Nasce a Roma il 25 Novembre 1980, si laurea in fisica con specializzazione in astrofisica
all'università di Tor Vergata nel Dicembre 2004.
Nello stesso anno (2004) inizia a pubblicare i suoi libri, si inizia con "Nihal della terra del vento"(Aprile) per continuare con "La missione di Sennar" (Ottobre) e concludere la trilogia delle Cronache del Mondo Emerso nell'Aprile 2005 con "il talismano del potere".
Da allora ha pubblicato altre due trilogie ambientate nel mondo emerso ed un breve romanzo; ha provato a distaccarsi dal Mondo Emerso con "la ragazza drago", "I regni di Nashira", "Pandora" ed ovviamente con "I Dannati di Malva".
Giusto per una questione temporale: I Dannati è stato pubblicato nel 2008 dopo che aveva concluso la trilogia delle Guerre del mondo emerso (quindi all'incirca la settima pubblicazione).


Non starò qua a disquisire sui suoi altri lavori e sul perché siano tanto contestati quindi passiamo subito alla 


Trama:

Malva è una città perfetta.
E' una città pulita, di acciaio, vetro ed industrie.
Ma grazie a chi? 
La città è abitata solo da umani e nessuno sospetterebbe mai la presenza di un altro popolo nelle sue viscere: i Drow.
I Drow sono gli schiavi degli umani, attivano fornaci e macchinari che servono a tenere le case calde e a far funzionare i macchinari della città (come i rulli trasportatori).
La vita idilliaca -umana- però viene interrotta a causa di alcune morti provocate per mezzo della magia. E gli unici a poter usare la magia sono i Drow.
I turni di lavoro si intensificano, i controlli aumentano ma gli umani continuano a morire (non sto parlando di killer seriali da una vittima a sera, ma di poche vittime qua e là, alcune toccano i nervi della gente).
A questo punto viene accettata la proposta del nostro protagonista: Telkar, un mezzo Drow che si era proposto per una missione di infiltramento e spionaggio per capire cosa stia succedendo sottoterra.

Arrivato incomincia a capire qualcosa di più della situazione in cui versano i Drow e di cui non sapeva nulla. Gli orari ed i lavori massacranti, il cibo giusto sufficiente, e a volte neanche quello, a farli alzare e lavorare il giorno dopo. La strana malattia che sembra colpire ed uccidere molti Drow.
In mezzo a queste circostanze da campo di concentramento Telkar si ricorda della sua missione e inizia ad indagare.


SPOILER ALERT: saltate le prossime righe e andate all'ambientazione!

Le sue indagini lo porteranno a scoprire la triste verità sulla patologia che colpisce i Drow, ad uno scontro con il serial killer ma soprattutto a rinnegare Malva ed il suo schiavismo e schierarsi con i Drow: "Sopra non mi hanno ascoltato. Ma sotto, sotto brulica il malcontento, sotto la mia miccia può dar fuoco a un incendio senza precedenti.
... Le mie saranno parole. La mia sarà la verità sussurrata, che passerà di bocca in bocca, la mia sarà la ribellione strisciante."



Ambientazione:

La Troisi non ha lavorato così tanto sull'ambientazione: non ne ha avuto bisogno.
L'unica cosa che doveva descrivere era una città, Malva, e l'ha descritta in linee generali ma abbastanza bene. Non abbiamo né una mappa della città né riusciamo a raffigurarcela in mente ma non serve: tutto quel che serve sapere ti viene detto. Troviamo invece una descrizione più dettagliata del sottosuolo, dove in effetti si svolge la maggior parte della vicenda.


Personaggi:

Telkar è l'unico personaggio che ci viene descritto nella sua interezza e con tutte le sue evoluzioni. 
Telkar è un mezzodrow, è nato da un'umana che era stata stuprata da un drow.
La sua vita da quando è nato è sempre stata in salita, ha sempre dovuto combattere con le unghie e coi denti per farsi accettare dagli umani, si è diplomato con il massimo dei voti ed è diventato una guardia cittadina.
Tutti lo guardano dall'alto in basso e non servono tutta la tintura e i cosmetici che si mette per farlo sembrare più umano. 
Ma lui è orgoglioso di fare parte della città, di quella stupenda città che gli ha dato così tanto!

La situazione cambia quando lui scende tra i Drow. Non si trucca più e lo accettano per quello che è. 
Lavora con loro, si ammala con loro, vive con loro. Diventa uno di loro.
La sua visione della città cambia ed è un cambiamento graduale e giustificato al contrario di molti personaggi di altri libri, che, dopo essere nati in un posto, lo combattono così, senza una ragione specifica se non quella di far continuare la storia. 
Questo mi è piaciuto molto.


Stile:

La narrazione è in prima persona al passato. 
Un espediente che ti fa addentrare di più nella storia, te la fa vivere in modo completo (non che non possa accadere anche in terza persona!).
La scrittura è semplice, è leggibile da tutti, i dialoghi sono congrui allo stile della narrazione ed al livello di difficoltà intrinseco del libro.


Conclusioni:

Un libro semplice e per tutti ma che contiene al suo interno più significati di quanti uno possa pensare.
C'è tutta una questione ambientale e di rispetto della natura che viene sottolineata più volte all'interno del romanzo e che è la causa delle morti dei Drow.
C'è la questione "razze" e discriminazione che è molto intrigante. Ti fa vivere da dentro la discriminazione razziale, dei campi di lavoro forzato: sebbene la razza protagonista della discriminazione non siano gli umani, è facile capire a quali eventi del nostro mondo l'autrice si sia ispirata. L'orrore e il dolore che l'evento risveglia ancora nella memoria del lettore sono rappresentati perfettamente all'interno del romanzo: neanche i bambini vengono risparmiati, in quello che risulta essere un ritratto crudo ma realistico del periodo più buio della nostra storia.
Io la trovo un'idea brillante e mi spiace davvero che la Troisi non abbia scritto altri libri di questo genere... Sono libri come questi che si possono definire piccoli capolavori, magari non per quanto riguarda lo stile di scrittura, ma per quanto riguarda l'intenzione e l'idea di comunicazione coi più piccoli.

Consigliato a tutti.



Spero che la mia recensione vi sia piaciuta, 
Saluti e buona giornata



Aratak

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