Intervista al Lettore: Andrea e Valentina

- Nome 




- Andrea








- Valentina



- Chi sei?


A - Sono un 45enne, infermiere da 25 anni e da15 in rianimazione


V - 25enne, disoccupata, diplomata in lingue, aspirante artista/sognatrice, bookblogger per passione. Un disastro insomma.




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


A - Si è scoperta all'età di circa 9 anni con un Millemondi Urania regalatomi da un mio zio. Da allora non ho più smesso di leggere

V - 
Quando si chiede a una persona che ama leggere da quando è nata questa passione, al 99% la risposta è: da sempre. Ecco, io sono quell'1%; la mia presa di coscienza per questa passione si è verificata a 14 anni, quando in un noioso pomeriggio estivo, non sapendo che fare, ho cominciato a leggere "Harry Potter e il calice di fuoco" (lunga storia). Da allora ho capito che la lettura poteva realmente trasportarmi in un altro luogo, migliore.

In realtà ho sempre letto, fin da piccola, grazie a mia madre che, come ho imparato a leggere, mi portò in libreria a comprare la "Pimpa va al mare", ma fino a quella fatidica estate del 2004 leggevo un libro se mi capitava, non lo cercavo io.



- Qual è il tuo genere preferito?


A - Io leggo un po' di tutto ma i generi che preferisco sono la fantascienza e la poesia. Poi diciamolo, se un libro mi piace può essere di qualsiasi genere.

V - Amo i classici, che per me sono una garanzia. Adoro i noir e i romanzi storici, ma non disprezzo neanche la narrativa quando si tratta di quella buona.
E poi i gialli, quelli tradizionali, che riescono sempre a rilassarmi. Insomma è difficile scegliere.



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


A - 
Se è giusto dividere in categorie? Penso di sì, almeno diventa facile trovare, nelle librerie e nelle biblioteche, il genere preferito, soprattutto se uno ha un genere di riferimento o se ha necessità, per un qualsiasi motivo, di testi specifici.


V - 
Secondo me sì, sebbene al giorno d'oggi ci siano molti sottogeneri, oppure romanzi che rientrano contemporaneamente in diverse categorie e quindi risultano difficili da classificare.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


A - Se posso preferirei prendere un caffè, grazie. Con chi? Con Isaac Asimov, che secondo me è stata una mente geniale e innovativa, oppure con Philip K.Dick, che ha aperto nuovi orizzonti alla fantascienza. Fra i più datati, con Poe, per il suo modo di scrivere e per vedere se mi da qualche dritta, e con Lovecraft, decisamente visionario e rivoluzionario per i suoi tempi.

V - George Orwell, perché è l'autore del mio libro preferito (1984) e ritengo fosse un uomo estremamente intelligente ed acuto, come ce ne sono pochi oggi.



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?


A - Sherlock Holmes, per vedere se imparo a usare il suo modo di pensare, con deduzioni fulminee e stupefacenti.

V - Oddio. Questa la passo.



- In media quanti libri leggi all'anno?


A - Non ho una media ben precisa, dipende dagli impegni e da quanto buoni sono i libri che sto leggendo.

V - Dipende, dagli impegni e dall'umore, comunque direi che la mia media si aggira in una variabile dai 20 ai 30 libri l'anno (c'è anche da dire che sono lenta a leggere).



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


A - Non scarto a priori, ma volumi di “consumo di massa”, li scarto solo dopo una più approfondita indagine. In caso di indecisione restano in un limbo possibilista.

V - Scarto gli Young Adult, i romanzi rosa e i fantasy (sì tranne Harry Potter). Guardo sempre con una certa diffidenza i libri molto pubblicizzati e gli autori contemporanei.



- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


A - 
Sono molto titubante al riguardo, potrebbe essere una buona cosa, ma probabilmente, data la fonte, è una forma pubblicitaria.


V - Quella lanciata da Zuck? È un argomento controverso. In teoria qualsiasi iniziativa che spinga a leggere è cosa buona e giusta; quando però una massa di persone si focalizza su un certo libro solo perché l'ha detto un pinco pallino qualsiasi, la cosa diventa allarmante. Forse più che alla lettura, si dovrebbe spingere la gente a imparare a pensare con la propria testa.



- E l'iniziativa #ioleggoperché ? Sei un “messaggero”?


A - Sinceramente? La trovo un po' macchinosa e troppo articolata per essere davvero coinvolgente. Personalmente avrei seguito la filosofia del “resta sul facile” con anche un manifesto meno complesso e decisamente più diffuso, non solo attraverso i media tradizionali, ma anche con una campagna maggiormente mirata sui social media, dove molti dei potenziali “mediatori” stanno accampati. O quanto meno che avesse un appeal più accattivante. Io personalmente ne avevo sentito parlare molto poco e le notizie che “ho visto passare” hanno attirato poco la mia attenzione.

V - Siamo sempre lì. Spingere a leggere. Trovo triste che si debba spingere. La lettura dovrebbe essere una ricerca puramente spontanea di appagamento personale.
Non sono un messaggero ufficiale, comunque #ioleggoperché esisto.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?


A - Di solito vado al salone di Torino e sarò presente anche all'edizione 2015 come supporter del mio editore: Edizioni Esordienti Ebook. Altre fiere, in questi tempi, faccio fatica a permettermele anche se mi piacerebbe. Per i non lettori, trovarsi catapultati in un evento di questo tipo può creare curiosità. Purtroppo solo le BIG (Case editrici) possono permettersi degli stand spaziosi e dei prodotti di merchandising da distribuire che possano catalizzare l'evento in una determinata direzione. Ovviamente, una volta catturata l'attenzione, riescono a “propinare” al pubblico anche libri di scarso valore culturale.

V - Fin'ora sono stata solamente a Più libri più liberi, ma mi piacerebbe ripetere l'esperienza con altre fiere.
Sinceramente non saprei, ma credo che non abbiano molto impatto sui non lettori.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


A - Si, e l'ho già fatto. Non compro libri di una grande CE da più di due anni. Leggo, in pratica, solo autori emergenti e, solo in rarissimi casi, qualche autore un po' più famoso. Comunque ultimamente solo italiani e pubblicati in self o da piccole/medie CE.

V - CE piccole, certo, perché no?
Autori self, no, non mi fiderei più di tanto, ma un giorno potrei provare, chissà.



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 


A - Dei self penso che si stiano evolvendo verso un livello qualitativo che non ha veramente niente da invidiare rispetto ai prodotti delle grandi CE anche se di solito i lavori migliori e più curati sono quelli degli autori che non sono alla prima uscita. Anche in questo ci vuole un po’ di “rodaggio”. Quelli che hanno al loro attivo già qualche volume pubblicato si riconoscono dalla precisione con cui “confezionano” i loro libri.

V - Penso che oggigiorno ci siano troppi "scrittori", ma pochi letterati, se capite cosa intendo. E a buon intenditore poche parole.




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


A - Ma che bella domanda. Non ne ho sinceramente idea... Forse la cosa migliore sarebbe consigliare libri che riguardano la loro sfera di interessi e, soprattutto, che siano libri BELLI. Leggendo brutti libri ci si disamora della lettura. Inizierei con cose “brevi” come antologie di racconti, in modo che i brani singoli possano essere letti velocemente e che allenino il gusto della lettura per poi passare a libri più impegnativi.

V - Penso che l'unico modo per avvicinare qualcuno alla lettura sia iniziarlo fin da piccolo a questa disciplina/piacere, perché è prevalentemente nell'infanzia che si forma il modello comportamentale di un individuo, soprattutto da un punto di vista educativo. Per stimolare un bisogno alla lettura penso che sia indispensabile la partecipazione dei genitori: leggere ai figli delle fiabe, fin da piccoli, anche se non capiscono ancora bene, permette di associare un momento di intimità e piacere nel bambino a quello della lettura, che di conseguenza si tradurrà in modello comportamentale ben chiaro, leggere = benessere.
Inoltre penso che organizzare di cicli di lettura nelle ludoteche e nelle biblioteche possa trasformare il momento nella lettura in un'ulteriore esperienza di gioco e condivisione capace di far apprezzare i libri fin da piccoli.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


A - Si, anche, ma come tutte le opinioni vanno lette in modo critico e cercando di capire, soprattutto quelle su Amazon, che tipo di valore possano avere.

V - Nì. Quando veramente non ho idea, non mi sento ispirata da niente, sbircio qualche recensione, anche se ciò è potenzialmente rischioso; molte volte mi sono lasciata trasportare da recensioni entusiaste per poi rimare delusa dal libro tanto promettente.
Per questo le recensioni preferisco leggerle una volta letto anch'io il libro in questione, in modo da poter dare un mio parere con cognizione di causa e, volendo, poter dar vita ad un confronto costruttivo.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


A - Si, di solito leggo cosa ha da dire un autore, magari scopri che è totalmente diverso dall'idea che ti eri fatto leggendo un suo libro oppure ti incuriosiscono così tanto le sue risposte che ti spingono a leggerne le opere.

V - Mi informo prevalentemente sugli autori che amo leggere, di conseguenza sì, mi interesserebbe leggere loro interviste (anche se la vedo dura, visto che la maggior parte dei miei autori preferiti sono defunti, ma questi sono dettagli).




- Che cosa ti attira in un libro? 


A - L'istinto e le informazioni che trovo al momento dell'acquisto. Ma anche altri parametri quali, lunghezza, prezzo, notorietà del titolo.

V - La trama e le tematiche affrontate.




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


V - L'istinto.



- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?


A - Beh, la copertina deve attirare l'occhio ed essere ammiccante. La quarta aiuta molto a capire se calza ai tuoi gusti. Ne va letto non solo il contenuto ma anche lo stile.

V - Ebbene sì, sono frivola, quindi la copertina ha molta influenza sulla scelta. La quarta di copertina può essere deviante, come ho potuto riscontrare più volte, quindi non la leggo praticamente mai; ritengo invece basilare una buona traduzione, quindi cerco di informarmi su quella.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)


A - NO, assolutamente nessun timore. Sicuramente ho meno timore a comprare su Amazon che a spendere più di una decina di euro in libreria

V - Sì, più che altro perché non so come sarà lo stato dei libri che ho scelto, quindi questo discorso in realtà vale per tutti gli acquisti online.


- Cosa pensi del bookcrossing?


A - 
Che, almeno qua da me, è un fenomeno inesistente. Se fosse più diffuso sarebbe certo meglio.


V - Penso che in un periodo di crisi come questo sia un'ottima cosa; il problema è che io sono schizzinosa, mi piace leggere un libro nuovo, quindi per risparmiare aspetto gli sconti e la ristampa in economica (meglio se la combo!).




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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