Intervista al Lettore: Dino e Ramona

- Nome 



- Dino


                                                



                      - Ramona







- Chi sei?


D - Uno studente di ingegneria industriale presso l’Università degli Studi di Catania.

R - Sono una studentessa di Lingue, fresca di laurea triennale, con tanti sogni e poche certezze! Ho 22 anni e sto studiando per fare la traduttrice e/o l’insegnante!




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


D - Risposta complicata, diciamo che ho iniziato a leggere copiando mio fratello maggiore, anche se il mio rapporto con la lettura è stato piuttosto complicato all’inizio. Non ricordo il libro, credo fosse uno del Battello a vapore, ricordo però che la prima cosa che lessi in assoluto fu un Topolino, una storia con Indiana Pipps

R - 
Secondo quanto dicono i miei genitori, quando ero piccola non vedevo l’ora di imparare a leggere e chiedevo in continuazione “Cosa c’è scritto qui?”. Il primo libro che ricordo di aver comprato in autonomia è “Non mangiate Cenerentola!” della collana “Il battello a vapore”. Da lì in poi è stato un continuo acquistare libri di ogni tipo, principalmente classici (all’epoca mi piacevano i “mattoni”), finchè non ho conosciuto Orwell e ho cambiato rotta.


- Qual è il tuo genere preferito?


D - Non ne ho uno, dipende dal momento, in questo periodo sto leggendo molti reportage di viaggi

R - Non ho un genere preferito, mi piacciono alcuni generi più di altri, ma credo che un lettore abbia bisogno di tutti i generi per crescere e per vivere bene. Voglio dire, ad esempio, oggi ho bisogno di un fantasy per evadere dal mondo ordinario, domani avrò bisogno di una storia d’amore per sognare un po’, l’anno prossimo avrò bisogno di un horror per affrontare le mie paure!


- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


D - 
No, sono una persona molto ordinata e metodica, ma trovo questa divisione sbagliatissima. A cosa serve esattamente? Se devo cercare un libro lo vado a ricercare per autore in ordine alfabetico o similmente potrei fare con il titolo, a cosa serve fare questa violenza della divisione in genere? I libri ti colpiscono a prescindere dal genere


R - 
Per quanto riguarda la suddivisione in generi, forse non è proprio giusta come pratica, visto che un buon libro dovrebbe contenere in sé molti generi diversi. Però ha la sua utilità: serve indubbiamente a fare un po’ di ordine sugli scaffali, ecco.


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


D - Uhm… sono molti, forse anche troppi. Ora come ora risponderei Steinbeck perché sto leggendo suoi libri ultimamente, ma non disdegnerei neanche Ryszard Kapuściński, però credo che il vincitore sarebbe Luis Sepúlveda. Perché? Beh, ha il vantaggio di essere ancora vivo, cosa non da poco considerando che gli altri due sono morti, ha combattuto (e continua a combattere) un regime, è un attivista, è stato in carcere ed è stato torturato, tuttavia i suoi scritti sono permeati da un grande amore per l’umanità che mi affascina moltissimo, oltre, ovviamente, a essere un grandissimo scrittore.

R - Tra gli autori morti, sicuramente Orwell perché il suo 1984 mi ha cambiata profondamente quando ero ancora una lettrice plasmabile. Tra gli autori viventi, la Rowling senza ombra di dubbio. Harry Potter è stata per me una rivelazione, mi ha accompagnata in molti momenti cruciali della mia vita e si è guadagnato un posto nel mio cuore.



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?



D - Anche questa è una domanda molto complicata. Probabilmente con Konstantin Dmitrič Levin, ma non saprei spiegare il perché, provo per lui una grande simpatia e ammirazione

R - Hermione Granger, perché siamo molto simili e credo che con lei mi sentirei a mio agio, come con una vecchia amica.

- In media quanti libri leggi all'anno?




D - Non li ho mai contati, dipende dai periodi… e ovviamente dai libri.

R - Dipende dall’anno! Da quando ho iniziato l’università, ho molto meno tempo da dedicare alla lettura. Inoltre, io non sono in grado di leggere più di un libro alla volta, il che riduce drasticamente il numero. Comunque, tre o quattro riesco a metterli nello scaffale, mentre gli altri dieci o quindici che compro rimangono accatastati sul comodino, in attesa di essere aperti!
 


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


D - Uhm… A priori nessuno, tranne forse quelli di cui si parla troppo o per cui provo una sincera antipatia (autori che reputo sopravvalutati, per esempio)


R - Quelli che vanno di moda, a meno che non mi incuriosiscano terribilmente!
 

- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


D - 
Sì e no, la trovo un’idea carina, ma non credo possa servire. Serve maggiore attenzione per i libri a scuola e serve meno snobismo letterario


R - No. Lo sarebbe stata, se solo fosse stata a livello nazionale e quindi più selettiva e più “vicina” ad ogni Paese.



- E l'iniziativa #ioleggoperché ? Sei un “messaggero”?


D - Questa sì, ma non so se possa riuscire a coinvolgere nuovi lettori, forse però a consolidare i vecchi… Sì, lo sono stato e con piacere anche

R - Confesso che non conoscevo l’iniziativa! Mi sono informata un po’ e credo sia una bellissima idea, che spero possa servire a qualcosa. Questo Paese ha bisogno di leggere, oggi più che mai.
 



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?




D - Purtroppo no, perché raramente riesco a trovarle, ma mi piacerebbe. Sì, le reputo molto stimolanti per chiunque, credo che la lettura sia un “vizio” che si prende emulando, discutendo e stimolando la curiosità

R - In tutta sincerità, no, non ho mai partecipato ad una fiera sui libri. O meglio, ho partecipato ad una fiera locale, quando ero bambina. Mi piacerebbe molto avere più tempo per partecipare a qualche fiera seria, perché stare in mezzo ai libri mi rende felice! Credo che siano eventi stimolanti per tutti. I libri hanno un fascino tutto loro e anche chi non legge potrebbe essere spronato a farlo, se si trovasse circondato da carta e inchiostro in quantità!



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


D - Certo, un libro è un libro, ci sono grandi case editrici che pubblicano romanzi orribili. Non sono i grossi rulli da stampa a fare i libri, ma le sottili penne degli scrittori (faccina non riproducibile)


 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 




D - Nulla, è una cosa che conosco poco e non mi voglio esprimere.

R - Partendo dal presupposto che amo scrivere e che sogno di scrivere il libro del secolo un giorno, credo che non tutti possano pubblicare ciò che scrivono. Ho letto roba di autori self e mi sono messa le mani nei capelli. Ho anche tradotto un’ opera self e in alcuni passi mi veniva quasi da piangere. Poi sono sicura che ci siano tanti autori self bravi, che per scelta non pubblicano con le grandi CE o non lo fanno perché le grandi CE pubblicano solo quello che vende e quindi non li considerano proprio, anche se bravi. Di conseguenza, io dico sì al self, ma con cautela e con umiltà! Non pubblichiamo tutto quello che ci esce dalla penna, senza prima fare un esame di coscienza!
 



- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


D -  Leggere loro. Tanto. Sempre. Più in generale, passare del tempo con loro. Non è che i bambini guardino troppa televisione, è che gli adulti passano troppo poco tempo con loro dirottandoli verso quella scatola magica e poco impegnativa, i bambini imitano gli adulti: volete un bambino che legga? Leggete voi per primi.

R - Per spingere i bambini a leggere bisogna essere furbi. Bisogna mostrare loro che un libro può essere emozionante come un film, divertente e avvincente quanto un videogioco, anzi di più! Bisogna fargli capire che spesso film e videogiochi sono tratti proprio dai libri! In questo modo si accorgerebbero che i libri non sono così noiosi come sembrano. Anche a scuola, gli insegnanti dovrebbero puntare di più sui libri di narrativa, ma senza obbligare gli studenti a leggere qualcosa che non li tenta, bensì rendendo quei mattoni (che io ho amato tanto!) qualcosa di interessante, per cui valga la pena spegnere la tv!
 



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


D - No, mi piace avere una piccola sorpresa e decidere da me, poi magari le guardo per sapere cosa ne pensano altri lettori. Prima della lettura del libro no, le trovo controproducenti: non voglio essere influenzato, dopo sì, sono interessanti.

R - Se un libro mi chiama a gran voce, non ci sono recensioni che tengano. Se invece sono incerta, allora le leggo. Credo sia utile sentire l’opinione altrui. Però, do retta solo alle recensioni serie, ben scritte, motivate e strutturate. Il semplice “wow che libro fantastico!” non mi basta.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


D - Dipende da quanto mi è piaciuto il libro che ho letto, in generale sì a entrambe le domande.

R - Sì, certo, mi piace sapere come ragionano e come lavorano. E poi è molto interessante conoscere le loro vite, il loro passato, il background da cui provengono. In ogni libro c’è un pezzo di chi lo ha scritto. Se non si conosce quel pezzo, non si comprende appieno il libro stesso.



- Che cosa ti attira in un libro? 




D - Bella domanda. Non lo so, sarebbe come chiedermi cosa mi attira in una persona. Non è facile rispondere, credo una serie di cose. Un libro mi attrae, è una scelta che facciamo, io e il libro stesso. Risposta stupida? Probabilmente sì, ma al momento non ne ho di migliori e temo non ne avrò mai. 

R - La cosa che mi attira di più è la cosa più importante: la trama e l’idea alla base della storia. Se queste due cose sono banali, iniziamo molto male.
 





- cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


D - L’autore, la scorrevolezza, il traduttore, il linguaggio usato e, ultimo ma non ultimo (sigh!), il prezzo (doppio sigh!).

R - Ciò che mi fa propendere per uno o per l’altro è l’originalità. Prendiamo i libri fantasy: se entrambi i libri parlano di draghi, opto per quello più originale, meno simile alla saga di Eragon, giusto per fare un esempio.
 



- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?


D - Al libro stesso. Copertina e quarta sono cose in più, a me interessa quello che racchiudono.

R - La copertina è un elemento importante. È la prima cosa che attira il lettore, lo spinge a prendere in mano il libro e a girarlo per leggerne la trama. Ma non si deve mai giudicare un libro dalla copertina! Io di solito, quando sono indecisa, mi faccio guidare dal libro stesso: lo apro a caso e leggo qualche riga, per capire un po’ come scrive l’autore e se può piacermi. E prima di andare a pagare, vado a leggere l’ultima pagina. L’ultima pagina è lo specchio dell’autore, secondo me. Se sa scrivere il finale in modo impeccabile, merita una chance.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)



D - Non amo comprare online, non ne vedo il motivo. Uscire per andare in libreria (o, meglio ancora, girare fra le bancarelle di libri), mi piace molto. Comprare su internet lo trovo asettico. Lo faccio solo se ci sono offerte particolari e solo per autori che già conosco o per libri che ho adocchiato da un po’. In generale, non da Amazon.

R - Di solito, quando compro su internet non compro a scatola chiusa, nel senso che acquisto libri di cui so già qualcosa e di cui sono sicura. Però mi è capitato di fare acquisti al buio e un po’ mi destabilizza. Devi affidarti totalmente alle recensioni altrui e alla descrizione generica. È un atto di fede!


- Cosa pensi del bookcrossing?



D - 
Ne sono un fautore, qualche tempo fa ho liberato un paio di libri e lanciato un evento per la liberazione.


R - Iniziativa molto carina, ma credo che in Italia sia difficile da portare avanti. Siamo un popolo diffidente e di vedute ristrette, purtroppo. E comunque è poco pubblicizzata, non sapevo che esistesse una cosa del genere!





In aggiunta Dino: " - Oh, sono finite le domande. Ne aggiungerei un’altra. Ti sei divertito? Molto, l’ho trovata una cosa piacevole."  Grazie mille a te! =) 




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

Commenti

  1. Considerando che leggo soprattutto libri non di genere, la divisione per genere sarebbe quanto mai inappropriata :)
    Domande interessanti e molto varie...

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    Risposte
    1. Grazie! Se vuoi rispondere dillo che ti mando il tutto =P

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  2. Adoro queste interviste, una cosa che detesto è mettere i libri secondo il genere!

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    Risposte
    1. Se vuoi rispondere anche tu dimmelo! =D
      Comunque dipende, come dicevo nella mia è utile e non utile allo stesso tempo...
      E grazie mille =D

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    2. Se la connessione lo permette ci provo volentieri: ) carmelab1985@ libero.it

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