Spiriti - Stefano Benni

Buongiorno a tutti!
Finalmente torno con una nuova recensione... sono rimasto indietrissimo: ho circa 15 libri da recensire, spero di riuscire a ricordarmeli bene!
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Spiriti

 di Stefano Benni.





Devo dire che scrivere una recensione su questo libro è molto complicato, se non altro perché è di genere nonsense e fantastico. Anche se ovviamente dentro al nonsense di Benni si nascondono tantissime informazioni.

Stefano Benni è uno scrittore, giornalista, sceneggiatore e molto altro.
Suoi sono libri e antologie di racconti, rinomati e ben visti da pubblico e critica, come Stranalandia, Bar Sport, Bar Sport 2000. Ha inoltre collaborato con mensili, settimanali e quotidiani del calibro di Repubblica.
I suoi scritti, troppi per poterli elencare, contengono una forte satira della società italiana degli ultimi decenni e il suo stile di scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari.

Ad esempio in Spiriti si trova: “Tutt'altro clima si respirava nell'aereo privato di Sua Innocenza l'onorevole Berlanga, anomala gloria di Usitalia, uomo predestinato all'eutanasia del paese. Gangster videofago, nonché affarista avido e spregiudicato, egli godeva ormai di indulgenza politica plenaria. Se era assolto, era innocente, se era condannato era un perseguitato politico, se era sotto giudizio si cercava di fargli saltare i nervi, le sue società fantasma erano strategie aziendali, le valanghe di soldi misteriosi una garanzia del liberalismo e la difesa dei suoi interessi era la difesa della libertà di tutti. Perciò sul lato dell'aereo erano dipinti ottantasei orsacchiotti, uno per ogni processo e condanna. E a ogni orsacchiotto diventava più intocabbile. E a ogni orsacchiotto i leader moderisti, suoi esitanti avversari, spiegavano al perplesso elettorato che un giorno avrebbero convinto Berlanga a tornare nell'alveo della democrazia. Il che dimostrava che (1) non sapevano cosa vuole dire democrazia, (2) non sapevano cosa vuole dire alveo.”


Come non riconoscere anche le vicende tutt'ora attuali di un nostro ben noto politico?
Non tutti i suoi libri sono così esplicitamente politici, però molti, come dicevo, contengono una forte satira della vita e dei costumi italiani.

Sempre da Spiriti leggiamo:

- Una Woodstock di guerra? Non sarà pericolosa?
- Caro Sys, c'è una grande differenza tra i raduni di adesso e quelli di una volta. Una volta ascoltata la musica e tolte le tende, i ragazzi non tornavano pecoroni come prima. Molti non dimenticavano più le parole che avevano detto e ascoltato. Perciò ogni giorno della loro vita era come un giorno di concerto, un'avventura, una sfida. Diventavano testardi, pericolosi anticonformisti, che poi la vita tritava regolarmente. Ora è tutto il contrario. Il concerto moderno è il luogo sacro e stabilito ove sentire certe parole e certe emozioni, consumarle, per poi tornare alla vita di tutti i giorni senza doverle mettere in pratica. Una volta il concerto era un contagio, adesso è un sedativo. Amen.”

Questo passaggio evidenzia una critica ai mezzi di comunicazione (non solo musica e concerti) e al loro utilizzo nella società contemporanea, in cui il loro unico fine è l'intrettenimento e non più l'arricchimento culturale e/o ideologico.


Il libro è di genere fantastico, la storia si svolge in un mondo simile al nostro e al contempo molto diverso: c'è l'Usitalia, gli americardi e popoli e persone che sono simili a persone del nostro periodo (Berlanga), ma al contempo ci sono gli Spiriti, esseri soprannaturali esistenti dal momento in cui John Lennon fu assassinato l’8 dicembre del 1980. Dio, scoraggiato dalla crudeltà umana, abbandonò il mondo al suo destino facendo le valigie e andandosene in vacanza. Satana, “come da contratto”, lo seguì. Da quel momento in poi, il bene e il male divennero in qualche modo relativi, e il mondo restò affidato a una legione di spiriti, multiformi e impetuosi, diversissimi tra loro: essi, da allora, furono destinati ad assumere a turno il controllo delle cose, rafforzati, ora l’uno, ora l’altro, dalle particolari inclinazioni degli uomini.
In questa cornice è ambientata una vicenda surreale piena di ironia e colpi di scena. Non c'è un protagonista vero e proprio, se non forse la “fazione” degli spiriti che consiste in: Poros il Diplomatico, spirito della parola, Kimala, suo fratello e spirito del fuoco, Asmodeo, lo spirito dei tonni, i due magici fratelli Salvo e Miriam, e Musashimaru, il capo dei tonni, oltre a svariati altri personaggi e spiriti.
A loro si contrappongono l'Impero Americardo e l'Usitalia, nazioni alleate fra loro in una guerra contro tutto e tutti, soprattutto contro la natura. Per accaparrarsi un maggiore consenso per la Grande Guerra, iniziata oramai da svariati anni, decidono di creare un Megaconcerto benefico: durante IL Megaconcerto verranno declamate la bravura e la grandezza delle due nazioni.
Peccato che il Megaconcerto avrà luogo su un'isola ancora abitata dagli spiriti che combatteranno fino all'ultimo con tornadi, eruzioni e altre calamità varie.


Ambientazione:

Come dicevo la vicenda è ambientata in un mondo che è una parodia del nostro, un mondo dove la natura è stata quasi completamente distrutta dall'uomo e dalle sue stupide guerre, dove le nazioni si combattono a colpi di bombe e di iniziative elettorali.


Stile:

Benni fa uso di uno stile ironico, leggero ma al contempo difficile da seguire, almeno all'inizio, ma tempo poche pagine e vi sarete ambientati anche voi nelle vicende.
Che hanno luogo nel passato con un narratore esterno, Benni dà ampio risalto ai dialoghi, tramite cui noi scopriamo quasi tutto.


Conclusione:

"Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell'ingiustizia, la febbre che toglie all'uomo la malattia della paura, dell'avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell'uomo incendia la terra ovunque, ma è fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione."

E' una delle frasi che ti rimangono impresse, che ti lasciano dentro un seme che, spero, germoglierà e contagerà.
Anche se scritto nel 2000 questo libro è ancora molto attuale nelle tematiche e nei personaggi, il libro con la sua ironia vuole descrivere il nostro mondo, la nostra politica e la nostra violenza verso l'ambiente e la natura, tema molto caro a Benni.
Un libro che oltre a intrattenerti ti fa pensare e ti lascia qualcosa: sono i miei preferiti.
Ovviamente quindi lo consiglio a tutti e spero lo apprezziate tanto quanto l'ho apprezzato io =)

Alla prossima


Aratak

Commenti

  1. Complimenti, hai dato un'immagine del libro molto rappresentativa.
    Io l'ho letto un po' di tempo fa e l'ho apprezzato, con Benni difficilmente succede il contrario.

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    Risposte
    1. Grazie! Meno male che ci sono riuscito!
      Verissimo Benni difficilmente delude! A me ad esempio non è ancora successo =D

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