Intervista al Lettore: Marco e Valeria

- Nome 










- Marco

















- Valeria





- Chi sei?


M - Mi chiamo Marco, ho 44 anni. Ho abbandonato gli studi dopo la licenza di media inferiore, attirato dalla possibilità di un rapido guadagno economico. Sono cartotecnico di professione ormai da 13 anni.


V - Ho 25 anni, ho fatto studi classici al liceo e ora sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere; nello specifico studio inglese e giapponese.




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


M - La mia passione per la lettura lo devo a mia madre che da piccino mi regalava libri. Il testo che mi colpì fu Zanna Bianca di Jack London, probabilmente mi identificavo con il piccolo lupacchiotto.

V - 
Mia madre è sempre stata un’appassionata lettrice, perciò è grazie a lei se sono nata in una casa dove c’era l’abitudine di leggere. Da bambina le chiedevo costantemente di comprarmi dei libri e lei mi accontentava spesso e volentieri: all’inizio li sceglieva lei cercando di indovinare i miei gusti, poi ero io a mandarla in spedizione alla ricerca dei libri che volevo. Le scuole medie sono state il periodo in cui la mia passione per i libri è esplosa, da passatempo è diventata un bisogno. Ero una fanatica di gialli e ho letto tutto Sherlock Holmes, poi ho iniziato Harry Potter e ormai ero già partita per la tangente.



- Qual è il tuo genere preferito?


M - Non ho un genere preferito, anche se il thriller e l’avventura sono generi ricorrenti fra le mie scelte letterarie.

V - Non ne ho solo uno. Mi piacciono molto i classici inglesi, i gialli, i fantasy - purché siano ambientati nella contemporaneità, non amo molto il fantasy classico -, la fantascienza, i romanzi distopici e i romanzi giapponesi contemporanei.



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


M - 
La divisione fra generi credo si crei in modo naturale. Leggendo la trama inevitabilmente associamo mentalmente quel libro a quel genere. Ma la cosa è soggettiva.


V - 
Sì, credo che possa aiutare il lettore ad orientarsi tra l’enorme offerta di libri che c’è. Ovviamente va sempre tenuto presente che un libro non si esaurisce nel genere a cui appartiene: ogni autore ha una sua originalità (a meno che la lettura del libro non provi altrimenti) e nello stesso libro ci possono essere influenze di più generi diversi. Inoltre non ritengo la letteratura di genere in alcun modo inferiore alla cosiddetta “letteratura alta”, un bravo autore sa esprimere la sua originalità anche rispettando i dettami che l’appartenenza ad un genere comporta.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


M - Penso che condividerei un buon tè con Alessandro Baricco, che apprezzo di più come narratore/intrattenitore che come scrittore. Ha la capacità di rendere semplici concetti difficili, è una dote che pochi hanno.

V - Decisamente Jane Austen, perché era una donna che non era fatta per i suoi tempi, e perché amo la sua ironia e il suo spirito vivace. Anche la sua acidità.



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?



M - Passerei una giornata con uno qualsiasi dei personaggi dei libri di Wilbur Smith, anti-eroi, persone normali con i propri difetti ma con tanta voglia di vivere.

V - Avrò letto questa domanda dieci volte e ogni volta ho dato una risposta diversa. Stavolta dico Tristran Thorn di Stardust, soprattutto perché sarei curiosa di mettere piede nel mondo magico descritto dal libro.



- In media quanti libri leggi all'anno?




M - Leggo un libro al mese in media, poi dipende dai periodi, d’estate leggo meno.

V - È difficile fare una media, perché sono molto incostante: ci sono periodi in cui leggo costantemente e altri in cui mi allontano dalla lettura. L’anno scorso ho letto la misera quantità di 6 libri, invece quest’anno ho appena finito il 22esimo libro. In genere vado da un minimo di 6 a un massimo di 35, ma quest’anno sono sulla buona strada per superarmi.



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


M - In una libreria scarto a priori i fantasy. Nonostante oggi abbiano una risonanza pazzesca a me annoiano. Per appassionarmi devo riuscire a identificarmi con i personaggi e le vicende di un libro. Trovo davvero difficile farlo con draghi, vecchie megere, scope che volano etc.

V - Evito gli harmony, i libri di viaggi, di cucina, di politica, i libri filosofici o religiosi, gli storici, le biografie, la poesia, la saggistica… Per il resto scarto a priori i libri con un titolo melenso o troppo scontato, quelli che hanno le copertine gothic o fantasy tutte uguali, infine quelli con trame banali che sanno di già visto, già letto.



- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


V - No. Non è stata pubblicizzata a sufficienza, poi si sarebbe dovuta estendere a più paesi, creando una lista di libri personalizzata per ogni nazione, onde evitare che il linguaggio fosse una barriera. Senza contare che la scelta dei libri da leggere poteva essere fatta tramite sondaggi, per andare incontro ai gusti di più persone: io sapevo dell’iniziativa e mi piace leggere in inglese, ma i libri proposti finora non mi ispiravano, perciò è stato tutto inutile.



Quale trasposizione cinematografica trovi più riuscita? Quale meno? Perché?


M - La trasposizione cinematografica più riuscita, dal mio punto di vista, è Into the Wild, film che prende spunto dal libro “Nelle Terre Estreme” di Jon Krakauer. Un film che sa emozionare non solo perché racconta una storia vera e tragica ma perché è accompagnata da una fotografia e una colonna sonora strepitose. Mentre THE DOORS  di Oliver Stone mi ha un pò infastidito quando dipinge Jim Morrison solo come una persona perennemente strafatta e scostante. Credo che Jim sia stato anche altro.

V - Il film di Stardust è una delle trasposizioni migliori che abbia visto. È un adattamento abbastanza libero del testo, perché sono state modificate tante cose, sia a livello di trama che di personaggi, ma è stato fatto tutto in maniera molto intelligente, l’interpretazione del cast è magnifica e il risultato finale è perfino superiore al libro in alcuni punti. Come adattamento meno riuscito invece dico La Bussola d’Oro, tratto dal libro di Philip Pullman. Non lo ritengo un brutto film, però non ho apprezzato il modo in cui i passaggi controversi del romanzo sono stati appiattiti e de-problematizzati, per non parlare del finale che è stato completamente tagliato senza un motivo apparente.


- Leggi ebooks? Cosa pensi di questo formato?



M - Ho provato a leggere gli ebook ma non mi prendono, non mi appassionano. Il motivo non te lo so dire. Probabilmente dirò una cosa banale ma la magia che sprigiona una libro cartaceo è difficilmente riproducibile in un supporto tecnologico.

V - Sì, tantissimi. Trovo che sia un formato comodo, perché ti permette di leggere ovunque e di avere la tua libreria sempre con te, è economico e l’opzione di ricerca rende facilissimo ritrovare le citazioni e i passaggi più belli. Tuttavia continuo a preferire il cartaceo, mi piace l’idea del libro come oggetto fisico che rimane, perciò almeno per i miei libri preferiti cerco sempre di comprare anche il cartaceo.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?




M - Mi piacerebbe partecipare a delle fiere sui libri ma generalmente non ne trovo nella zone in cui abito. Non credo però che una fiera possa stimolare un non lettore. L’amore per la lettura è un fattore intimo, non può essere stimolata da fattori esterni. Me ne accorgo quando espongo i miei libri ai mercatini estivi. Chi è indifferente al libro passa oltre senza un minimo di curiosità!

V - Sì, ogni tanto, ma sinceramente preferisco gli incontri con l’autore o le conferenze, perché lo scrittore può parlare di più e in genere l’ambiente è più “intimo”. Non credo che i non lettori frequentino fiere sui libri, e se dovessero capitarci per caso probabilmente non sarebbero interessati.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


M - Non avrei problemi a visitare CE di nicchia. Ciò che rende bello un romanzo non è il nome illustre del suo autore. Anzi, a volte è vero il contrario.

V - Non posso lasciare del tutto le grandi case editrici perché pubblicano alcuni dei miei autori preferiti, senza contare le ristampe dei classici, ma leggo anche libri di case editrici piccole o semisconosciute e self. La CE non influisce affatto sulla mia decisione di leggere o meno un libro.



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 



M - Quello degli autori auto pubblicati è un mondo a me sconosciuto, quindi non so darti un parere esatto.

V - Penso che esattamente come quando vai in libreria ci siano alcuni libri che meritano e anche tanta robaccia. La maggior parte dei self sono stati scartati dalle CE perché non possono essere considerati letteratura, ma capita anche di trovare qualche gemma. Purtroppo molte case editrici sono restie a scommettere sugli autori sconosciuti, preferiscono piuttosto pubblicare l’ennesimo libro di tale scrittore famoso (anche se magari fa pena) oppure pubblicare in base al genere di libro che vende in quel momento. È positivo che grazie all’autopubblicazione gli autori che vengono scartati per ragioni di mercato abbiano la possibilità di farsi notare.




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


M - Avvicinare un non lettore alla lettura è compito arduo. Mentre nei bambini è più facile, basterebbe iniziare leggendo loro delle favole, ma credo che se in casa vede i propri genitori leggere spesso, di solito, il bambino è portato all’emulazione.

V - Sarebbe importante inserire nei curriculum scolastici di tutti i gradi un paio d’ore a settimana da dedicare alla lettura di libri scelti dagli studenti. Una mia insegnante delle medie fece allestire un’aula con divanetti e cuscini, e una volta a settimana ci portava lì, ognuno a leggere per contro proprio. Non teneva il conto di quali o quanti libri leggessimo, non ci chiedeva riassunti o altre prove di averli letti, ed eravamo liberi di lasciarli a metà se non ci piacevano. Per questa totale libertà perfino i più disinteressati finivano per trascorrere quelle ore a leggere. Le gare di lettura con una lista prestabilita di libri, i libri imposti a tutta la classe da parte degli insegnanti o lo sviscerare un libro con mille riassunti e analisi magari possono funzionare con alcune persone, ma secondo me sono forzature che tolgono il piacere della lettura e tendono ad avere l’effetto opposto su bambini e ragazzi.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


M - Si, prima di acquistare un libro leggo le recensioni altrui, ma giusto per farmi un idea. Non mi lascio influenzare più di tanto. Certo che se poi ha quasi il 100% di giudizi negativi….

V - Di solito non leggo le recensioni prima di aver letto il libro in questione, perché temo di spoilerarmi qualcosa e rovinarmi la lettura. Mi piace molto leggere le recensioni una volta finito il libro, così posso confrontare il mio giudizio con l’opinione di altre persone, a volte notare qualcosa che mi era sfuggito, o riflettere di più su alcuni passaggi.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


M - Non vado direttamente a cercare info sui miei autori preferiti ma se mi capitano di incrociare le loro interviste su giornali o in TV le ascolto con molto interesse.

V - Non sempre. Mi informo sull’autore solo se il suo libro mi ha colpita particolarmente o se mi ha lasciata con la voglia di leggere altri suoi libri. Se l’autore mi conquista, allora mi interessa anche leggere le sue interviste e se fattibile partecipare ad incontri con l’autore.



- Che cosa ti attira in un libro? A cosa dai più importanza?




M - In un libro per me è importante la trama. Deve essere originale, preferibilmente ambientata nel passato, i protagonisti devono essere passionali, sanguigni, descritti non come dei super eroi ma come gente comune. Se nel romanzo poi aleggia un alone di mistero e di suspance ancora meglio.

V - Per me è la trama l’aspetto più importante e decisivo nella scelta. Sono molto importanti anche il titolo e la copertina, perché è con quelli che ho il primo impatto e mi danno un’idea di che tipo di libro di tratti, perciò già un titolo o una copertina sbagliati possono portarmi a scartare un libro. Tuttavia, è leggendo la trama che riesco a capire se un libro fa per me oppure no. Anche il nome dell’autore può invogliarmi a comprare un libro, se ho già letto qualcosa di suo e mi è piaciuto, però deve comunque superare l’esame della trama.




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?




M - Quale scelgo fra due libri dello stesso genere? Forse quello con la copertina più accattivante. E’ come scegliere fra due donne entrambi belle scegliendo quella vestita più elegantemente.
V - Anche in questo caso scelgo basandomi sulla trama, propendo per quello che mi sembra più originale, più adatto ai miei gusti, o che tratta un argomento che mi interessa. Leggo anche l’incipit e qualche estratto del libro per farmi un’idea dello stile di scrittura dell’autore, poi scelgo di conseguenza.



- Che rapporto hai con le librerie? Le vedi più come una zona self-service o chiedi anche consigli e pareri?


M - In passato le librerie erano come una calamita, non potevo passare oltre senza fare una “capatina”. In genere non chiedevo suggerimenti ma mi orientavo da solo. Ora ho oltre 2500 libri, molti dei quali non letti, quindi visito meno le librerie.

V - La cosa che mi entusiasma di più delle librerie è proprio andare a caccia da sola del libro che desidero, anche se spesso entrando non so ancora qual è. Mi piace perdermi nelle librerie: vado, cerco, guardo, sfoglio finché non trovo il libro, o meglio i libri (è un salasso ogni volta), che fanno per me. Non chiedo pareri, perché i commessi di solito non ne hanno un’idea, e poi non potendo conoscere i miei gusti tirerebbero solo a indovinare.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)



M - Non compro mai a scatola chiusa, men che meno i libri. Mi informo sempre. Non voglio correre il rischio di comprare un libro che poi non leggerò.

V - Direi di no, in genere è sufficiente la trama a convincermi o meno all’acquisto.



- Cosa pensi del bookcrossing?



M - 
Il bookcrossing?? Idea bella e romantica ma in Italia non funziona. Se lascio un libro in un angolo della stazione o viene reso oggetto di vandalismo da parte dei non lettori o viene “rubato” dai lettori. Figuriamoci se un italiano (medio) non approfitta della situazione! ;-)


V - Che mi piace molto l’idea e vorrei fosse più diffuso. Purtroppo in Italia la maggior parte delle persone non sa cos’è e, se abbandonassi un libro in un luogo pubblico, temo che finirebbe in un cestino o in una di quelle scatole di oggetti smarriti. Povero, non voglio pensarci.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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