Intervista al Lettore: Valeria e Andrea

- Nome 




- Valeria

- Andrea

-
















- Chi sei?


V - Mi chiamo Valeria, ho 43 anni, mi sono diplomata alle magistrali, ma dopo il diploma non ho continuato a studiare e ho iniziato a lavorare come impiegata. Al momento però sono disoccupata e in cerca di un altro lavoro dopo che la ditta per cui lavoravo è fallita.

Nel frattempo coltivo i miei hobby, tra cui la lettura e scrivere. Ho appena partecipato a un concorso con un racconto, vedremo come andrà. 

A - 50 anni, liceo classico e qualche anno di studi e ricerche sul campo come studente interno al museo di Antropologia della Sapienza di Roma. Mi occupo di informatica, organizzazione, comunicazione e nel tempo libero scrivo.



- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


V - Ho sempre amato leggere, fin da piccola. I primi libri che ricordo sono Piccole Donne e Il Signore delle Mosche. Ma ad appassionarmi ai generi che tutt’ora prediligo è stato un film, Il Ritorno dello Jedi, nel lontano 1983. Con quello ho scoperto e iniziato a leggere fantascienza, fantasy (grazie a Le Pietre Magiche di Shannara di Terry Brooks), horror.
Devo dire grazie a una zia, che mi ha portato a vedere quel film e poi mi ha prestato il libro di Brooks. 

A - 
Difficile dire da quale libro sia venuta la passione. Da piccolo passavo molto tempo a casa dei nonni, dove mio nonno aveva tutti gli Urania e qualsiasi nuova uscita della Nord. Dopo la lettura e rilettura di Salgari, Verne, London e Burroughs (gli autori della mia infanzia) il passaggio alla Sword & Sorcery, alla Fantascienza e alla Fantasy è un passo naturale. Era come vivere per due giorni a settimana (tutti i weekend) in una biblioteca incantata. L’unico libro che allora non sono riuscito a leggere è stato Porci con le Ali, che aveva il fascino del proibito ma che ho trovato terribilmente noioso. Secondo me con tante meraviglie a portata di mano, chiunque sarebbe diventato un lettore molto molto affamato.



- Qual è il tuo genere preferito?


V - Non ne ho uno solo, leggo principalmente narrativa, con una spiccata preferenza per fantascienza, fantasy, horror, gialli e thriller. Ma se un libro mi ispira leggo qualunque cosa.

A - Tutto il fantastico, dalla SF alla fantasy classica.



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


V - 
Da un lato non amo molto dividere in categorie nette, anche perché spesso in un libro possono mescolarsi diversi generi. Credo però che sia inevitabile per avere almeno un’idea di quello che si sta per andare a leggere.


A - 
Chi legge può farsi un’idea molto vaga facendosi guidare dal genere, perché alla fine ogni buon libro ha dei tratti assolutamente originali e gli autori raramente si fanno limitare dalle etichette. Per esempio, Asimov scriveva di tutto, dalla serie avventurosa di Lucky Starr alla fantasy umoristica di Azazel, dal giallo alla grande fantascienza galattica. Però il genere almeno limita le aree delle librerie da esplorare con maggior cura.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


V - Stephen King, sicuramente. È il mio autore preferito, credo che sia uno dei migliori scrittori oggi viventi, se non il migliore, per la sua capacità di esplorare l’animo umano in tutti i suoi aspetti. So che non a tutti può piacere il genere di libri che scrive, ma penso che il suo modo di raccontare storie sia sublime. Credo sarebbe estremamente interessante chiacchierare con lui.

A - Sarei curioso di bere qualcosa… ecco magari più una birra alle nove di sera che un tè… più con qualche nuovo autore che con quelli che conosco molto bene dalle loro opere. Da lettore, mi piacerebbe parlare con chi sta scrivendo i libri del presente e scriverà quelli del futuro.



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?


V - Jon Snow, dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Ho amato questo personaggio da quando è apparso per la prima volta nei libri, probabilmente perché amo i personaggi bistrattati, che in qualche modo riescono a fare delle proprie debolezze una forza.

A - Sicuramente passerei volentieri una giornata con Fafhrd e il Gray Mouser (i due sono inseparabili). Mi farei raccontare una avventura inedita. Magari più d’una, 24 ore sono lunghe.



- In media quanti libri leggi all'anno?


V - Direi una cinquantina, forse più, dipende dal tempo che ho a disposizione.  Ultimamente purtroppo leggo meno, ma quando sono in vena uno o due a settimana li leggo senza problemi.
 

A - In media leggo 2-3 libri a settimana, per cui la media è sui 120.



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


V - Sicuramente quelli del genere romantico. E vale anche per i generi che leggo, nel fantastico adesso abbondano i romanzi con storie di coppie formate da umana-o/creatura soprannaturale di turno. Non ho pregiudizi a priori, alcuni li ho letti e li ho trovati validi anche se destinati come target ad un pubblico molto più giovane di quanto lo sia io, ma quelli usciti negli ultimi tempi sono tutti uguali, quindi in genere evito.

A - I cloni del successo del momento.



- Quale trasposizione cinematografica trovi più riuscita? Quale meno? Perché?



V - Sono una dei pochi, credo, ma ho adorato la trasposizione de Il Signore Degli Anelli, preferisco di gran lunga i film ai libri di Tolkien, che ho sempre trovato molto pesanti. Poi Il Miglio Verde: è uno dei pochi film tratto dai romanzi di King a non far rimpiangere amaramente i libri. Metterei anche Il Silenzio degli Innocenti, che per me resta un capolavoro ancora ineguagliato nel genere thriller.
Per le trasposizioni non riuscite potrei fare un elenco infinito, ma dico (perché è l’ultimo che ho visto) Shadowhuters, che non mi era dispiaciuto quando l’ho visto, poi ho letto il libro e mi sono resa conto che il film è veramente pessimo.
Se posso aggiungo però che io cerco sempre di valutare film e libri come opere diverse, con tempi e modi diversi di rappresentazione. I paragoni sono inevitabili, ma non è detto che una trasposizione non fedele sia brutta o, viceversa, che una fedelissima sia bella. 

A - Delle trasposizioni ho apprezzato quelle da Crichton. Il film Jurassic Park, pure con una storia più indirizzata “ai ragazzi” ha dato vita all’atmosfera in cui mi ha immerso l’autore del libro. Anche Sfera e Time Line sono opere ben riuscite.
La meno riuscita che mi viene in mente è Lo Hobbit. Ho gettato la spugna a metà del primo dei tre film.



- Leggi ebooks? Cosa pensi di questo formato?


V - Li leggo da poco tempo, mi sono convertita all’e-reader più che altro per ragioni di spazio, in casa non so più dove mettere i libri, e di comodità: è indubbio che se devi viaggiare è estremamente comodo avere il lettore con tutti i libri che vuoi piuttosto che portartene dietro tanti (come facevo io) che sono un ingombro non indifferente.
Confesso che preferisco comunque tenere in mano un libro cartaceo e toccare le pagine, ma ritengo che gli e-books siano comunque un’alternativa utile.

A - Leggo moltissimi ebook. Il lettore e-ink è molto comodo (i miei occhi ringraziano l’inventore ogni sera) e se devo stare molte ore in treno o alla fermata dell’autobus ho trecento libri che mi tengono compagnia. Vengono sempre con me.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?


V - Purtroppo nella mia città non ne fanno, quindi non ho mai avuto occasione di partecipare ad una di queste fiere, cosa che mi piacerebbe molto. Non so, sinceramente, quanto possano essere stimolanti per chi non ama leggere, più che altro perché non credo che siano interessati ad andarci.

A - Mi capita raramente di andare per fiere. Sono un informatico e pesco i nuovi libri su internet, un territorio di caccia molto vasto e che conosco molto bene. Credo che chi legge poco possa essere invogliato dall’atmosfera delle fiere, dall’incontro con autori e editori, ma per ragioni di lavoro non mi capita spesso di andarci.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi Case Editrici per buttarti in uno più di nicchia come Case Editrici piccole o autori self?


V - Non ho pregiudizi di sorta. Ho letto libri editi da CE poco conosciute e ho letto anche libri autopubblicati. Non penso che la CE blasonata sia sinonimo di qualità, perché per esperienza personale non sempre lo è, così come non penso che un autore self sia per forza scarso. Se il libro mi ha incuriosita o interessata lo leggo comunque, poi giudico.

A - L’ho già fatto. Negli ultimi tre anni delle big ho comprato soltanto un Urania.



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 


V - Penso (parlando da aspirante scrittrice) che l’autopubblicazione abbia ampliato le possibilità, per gli autori esordienti, di farsi conoscere mettendo a disposizione (anche gratuitamente) il proprio lavoro e farsi quindi un’idea se può piacere o no. Sappiamo tutti quanto sia difficile (se non praticamente impossibile), per un autore sconosciuto, farsi prendere in considerazione dalle Casi Editrici. Di contro alcuni autori self hanno avuto successo proprio grazie a questa possibilità, quindi ben venga. E spero che i pregiudizi verso questa forma di pubblicazione svaniscano col tempo. Perché in mezzo ai tanti self mi è capitato di leggerne alcuni davvero validi.

A - Ne conosco molti, lavoro con loro nella promozione e ne vedo uno che mi fissa ogni mattina allo specchio. Ho trovato molti “self” veramente in gamba, anche se bisogna utilizzare bene l’anteprima per evitare i libri sgrammaticati e senza storia, che sono tanti. Purtroppo.




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


V - Domanda difficile. Credo sia molto arduo avvicinare chi non ama leggere alla lettura, soprattutto in età adulta. Per i bambini penso che l’errore più grande sia obbligarli, come succede a scuola, a leggere magari cose che non piacciono. Bisognerebbe provare a capire cosa può interessare loro, proporre più libri tra cui scegliere invece di obbligare a leggerne uno in particolare, sarebbe più facile farli avvicinare alla lettura così. Lo dico per esperienza personale, ho odiato, quando andavo a scuola, essere obbligata a leggere i classici (per fare un esempio) e tutt’ora non li leggo.

A - Il sistema migliore con i bambini è farli vivere in un mondo interessante, dare in famiglia attenzione alla cultura, visitare musei e località archeologiche, parlare davanti a loro di quello che succede nel mondo. I bambini sono attenti e curiosi, se accendi la loro immaginazione vanno a caccia di libri da soli. Ci vogliono molti anni per ammazzare la curiosità di un bambino, bisogna ignorarli e rinchiuderli in un ambiente dove la cultura sia osteggiata molto a lungo perché perdano la loro naturale fame di storie.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


V - Dipende. A volte leggo le recensioni, ma non mi faccio comunque condizionare dal giudizio altrui. Penso che per giudicare un libro lo devi leggere di persona, perché siamo tutti diversi e, inevitabilmente, è diverso il modo in cui possiamo percepire una storia. Le recensioni possono essere utili per farsi un’idea, ma resta una cosa superficiale, preferisco toccare con mano.
 
A - No, in genere ignoro le recensioni. Mi fido del mio istinto.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


V - Si lo faccio e se capita leggo anche le interviste, più che altro per curiosità.

A - Le interviste generiche un po’ mi annoiano. Leggo delle interviste tematiche, quando l’autore ha qualcosa da dire su una notizia o un argomento specifico. Gli autori che apprezzo di più si curano molto della realtà, ficcano il naso dovunque e ascoltano con grande attenzione le persone, per cui capita spesso che abbiano qualcosa da raccontare.



- Che cosa ti attira in un libro? A cosa dai più importanza?




V - La trama, sicuramente. L’originalità è importante ma non fondamentale, ho letto storie non particolarmente originali ma scritte benissimo, che mi tenevano incollata alle pagine. Per me è molto importante anche l’approfondimento psicologico dei personaggi e la capacità dello scrittore di farti “entrare” nella storia che sta raccontando.
Faccio invece veramente fatica a leggere libri scritti male, anche se la storia è bella.

A - Entrare nella storia, essere trasportato in un mondo che non conosco e viverci dentro. Questo è quello che mi aspetto.




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


V - Anche in questo caso direi la trama. Anche nell’ambito dei generi che amo ci sono storie che mi interessano poco.

A - Spesso il mio stato d’animo del momento influisce molto sulla scelta. In particolare, quando sono triste mi getto su autori più divertenti o comunque sulle trame meno drammatiche.



- Che rapporto hai con le librerie? Le vedi più come una zona self-service o chiedi anche consigli e pareri?


V - Non chiedo mai consigli in libreria. Quando ci vado mi piace girare per gli scaffali leggendo e spulciando da sola, facendomi un’idea personale dei libri che potrebbero interessarmi. È un momento di relax per me.

A - Purtroppo non mi capita spesso di trovare personale che ne sappia più di me sui miei generi preferiti. Il fantastico è un mondo a sé e in Italia è molto, molto sottovalutato. C’è l’idea che scrivere “leggero” sia un’attività di serie B e questo non solo limita il mercato del fantastico ma rende le librerie non specializzate poco attente ai generi che amo.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)


V - No, nessun timore, se penso che il libro possa interessarmi lo compro senza problemi.

A - Ormai l’anteprima ce l’hanno praticamente tutti e comunque non comprerei un libro senza prima sbirciare qualche pagina, a meno che non sia un seguito di un romanzo che ho apprezzato oppure un’opera di cui ho sentito parlare e di cui conosco l’autore.



- Cosa pensi del bookcrossing?


V - 
Credo sia molto bello, anche se non mi piace l’idea di lasciare un libro in giro a caso, tipo su una panchina, dove rischierebbe magari di rovinarsi per le intemperie o di essere buttato via. Ho una venerazione per i libri, quindi penso che la cosa migliore sia creare spazi appositi dove lasciarli (so che in alcuni posti ci sono) per dare alle persone questa possibilità. Se non ci sono preferisco regalare i libri che non voglio tenere alla biblioteca della mia città, come ho fatto tante volte.

Così sono sicura che il libro non si perde o rovina e altre persone hanno la possibilità di leggerlo. 

A - Non lo conosco bene, ma da quello che so è una pratica interessante. Vorrei avere un po’ di tempo per approfondire, ci sono così tante cose da scoprire riguardo i libri…




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

Commenti

Post popolari in questo blog

Upper Comics

Il Cuore di Quetzal - Gianluca Malato - Nuova Uscita Nativi Digitali Ed.

Flowers - Luca Morandi