L'estate dei segreti perduti - Emily Lockhart

Il 23 Aprile è la giornata Mondiale del Libro e del diritto d’Autore. Questa giornata è stata istituita nel 1995 dall’UNESCO con l’obiettivo di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell'umanità.
L’anno scorso
, in Italia, per commemorare la data si è svolta l’iniziativa “#IoLeggoPerché” dove sono stati stampati 1000 copie di 24 libri da distribuire gratuitamente alla popolazione da parte di volontari.

Io sono stato uno di questi e ho fatto la mia parte distribuendo 12 copie di libri in Milano e provincia.
MA, c’è sempre un ma, questa iniziativa per molti è stata un flop. Ho sentito tantissime opinioni negative: “è stata un’iniziativa seguita solo da addetti al settore”; “ha coinvolto solo chi già leggeva”; “il programma finale trasmesso dalla Rai ha avuto uno share infimo e a Milano dove si facevano le riprese erano presenti solo volontari o autori coinvolti direttamente dallo staff”; 
addirittura la mia libraia di fiducia ha dato un parere negativo all’iniziativa, sia per il coinvolgimento degli utenti sia per l’obiettivo prefissato: su 24000 libri distribuiti probabilmente neanche 100 sono finiti a persone appartenenti al 40% della popolazione italiana dei non lettori. Inoltre, la giornata festeggia non solo il libro e la lettura ma anche il fatto che con la cultura “si mangia”.
Io ho aspettato di aver finito i libri (una copia
di ciascuno l’ho tenuta ma, ora che li ho finiti e li sto per recensire, le darò via regalandole) per giudicare e, tirando le fila, ho un parere più negativo che positivo.
Innanzitutto concordo con le persone che hanno giudicato male l’iniziativa per gli obiettivi che si era posta e che non ha conseguito.

Inoltre ho letto i due titoli che erano capitati a me: “L’estate dei segreti perduti” di Emily Lockhart e “Nella casa di vetro” di Munforte. Se dal primo ho avuto una piacevolissima sorpresa, del secondo non sono riuscito ad andare oltre la quinta pagina. 
Di solito non mi piace scrivere di libri che non ho finito ma di questo un commento lo voglio dire: l’ho trovato estremamente pesante, insopportabile e ha ammazzato la mia inestinguibile voglia di leggere, il che è tutto detto, se mi conoscete.

“Questa è la nostra casa rombante. Io non posso dimenticarla. Dal secondo piano vedo brillare l’astro del distributore di benzina, il blu violetto di un’insegna di bagnoarredo. Quando piove, dalla vetrata del balcone la luce inizia a pulsare, verso il crepuscolo, dentro il fumo, percorre le piste di vetro, mi riposa.” 

E via così con questa tiritera lunga una insopportabile pagina. E poi

“Prima ci abitavo da solo, lei non mi conosceva. 
Le nostre due stanze erano vuote, i miei pochi mobili di ragazzo esasperavano un’impressione di sgombero. Di assenza. Ci tornavo solo di sera, per mangiare, poi uscivo.”

E questo dovrebbe invogliare qualcuno a leggere?
A me invoglia solo un bel barbecue…


Passando invece al libro della Lockhart… qui sì che sono rimasto colpito.



Un libro carino, veloce da leggere e particolare, forse troppo. A me è piaciuto molto ma contiene una storia introspettiva con uno stile narrativo particolare per cui immagino che molti potrebbero iniziarlo e lasciarlo lì, non accalappiati dalla narrazione.


Capitolo 1
 
Benvenuti nella splendida famiglia Sinclair.
Qui non ci sono criminali. 
Non ci sono drogati. 
Non ci sono falliti. 
I Sinclair sono atletici, alti e belli. Siamo una facoltosa famiglia di stirpe democratica. Abbiamo sorrisi smaglianti, menti squadrati e un temibile servizio a tennis. 
Non importa se i divorzi straziano i muscoli dei nostri cuori. Non importa se il fondo fiduciario si sta esaurendo e le fatture inevase si accumulano sul ripiano della cucina. Non importa se i flaconi di pillole affollano il comodino.
Non importa se uno di noi è perdutamente, disperatamente innamorato. 
Un amore così 
estremo da richiedere 
un rimedio 
altrettanto estremo. 
Siamo Sinclair. 
Nessuno è spiantato. 
Nessuno commette mai errori. 
Passiamo l’estate su un’isola privata al largo delle coste del Massachusetts. E forse non vi serve sapere altro.  



Capitolo 2

Il mio nome per esteso è Cadence Sinclair Eastman. 
Vivo a Burlington, nel Vermont, con mia madre e tre cani. 
Ho quasi diciotto anni. 
I miei averi si limitano a una tessera della biblioteca piuttosto usurata e poco altro, anche se è vero che abito in una grande casa piena di oggetti inutili e costosi. 
Una volta ero bionda, ma adesso i miei capelli sono neri. 
Una volta scoppiavo di salute, adesso invece non sto bene. 
Una volta ero carina, adesso invece ho un’aria malata. 
È vero che soffro di emicranie dall’incidente. 
È vero che non posso soffrire gli idioti. 
Mi piacciono le sfumature di significato. Chiaro? Soffrire di emicranie. Non soffrire gli idioti. La stessa parola ha quasi il medesimo significato nelle due frasi, eppure non completamente. 
Soffrire. 
In un certo senso esprime un’idea di resistenza, anche se in modo improprio.  "


Capite cosa intendo per stile particolare? La vicenda è narrata dal punto di vista di Cadence ed è narrata con continui flashbacks.
La protagonista ci parla delle sue estati passate a Beechwood Island, nel maniero di famiglia. Estati che passava a giocare con i cugini, Gat, nipote di uno zio acquisto, e tutta la famiglia. Questa vita va avanti fino all’estate dei quindici anni quando avviene un incidente non meglio specificato che le
causa una perdita di memoria.
Quando la vicenda prende inizio lei ha quasi diciotto anni (come anche riportato dallo stralcio di sopra) e, a causa dell’incidente, è stata tenuta lontana dall’isola per due estati consecutive per paura che il suo umore potesse peggiorare.

Ma oramai è grande e quest’estate tornerà nell’isola di famiglia dove scoprirà segreti e dove la memoria, a malincuore, le tornerà.

Cosa è successo anni prima? Come mai ha perso la memoria?
Posso dire che se cercate una lettura leggera questa non lo è.
Cercate una lettura introspettiva che vi faccia riflettere, che vi dia molti spunti sia sui vostri pensieri sia sulle azioni? Avete davanti a voi il libro adatto.
Come dicevo la vicenda non ha uno sviluppo lineare, continua a fare avanti e indietro con il tempo e, poiché siamo nella testa di Cadence, dobbiamo mettere in dubbio tutto ciò che dice, abbiamo un velo attraverso cui leggiamo: quello dentro la testa della ragazza. Velo che scivolerà via nel commovente finale.


Per concludere questi erano i 24 titoli a disposizione




Per me si poteva fare di meglio. 

Innanzitutto bisogna tenere conto che le persone che si vuole invogliare alla lettura sono soprattutto i giovani. Giovani che, e qui non voglio stare a disquisire se positivamente o negativamente, leggono soprattutto romanzi fantasy, young adults e ben pochi romanzi di narrativa classica.
In questo elenco vedo scarse scelte dedicate a loro, forse perché in Italia il fantasy viene disprezzato, e a ben ragione con le porcherie tutte uguali che pubblicano le 
case editrici: è a loro che chiedo di proporre qualcosa di nuovo! Rischiate per una volta! 
Ed è un peccato perché questo genere potrebbe dare molto sia a livello letterario che culturale se ben sviluppato.

Per fortuna almeno mille persone avranno avuto la piacevole sorpresa della Lockhart ma dubito seriamente che gli altri libri possano aver attirato in un modo o nell’altro persone a leggere.


Aratak

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