La Città delle Bestie - Isabel Allende

Buongiorno a tutti!
Oggi vi propongo una recensione di una scrittrice molto nota e famosa: Isabel Allende
L’opera sulla quale mi vado a concentrare è la trilogia de “Le avventure di Aquila e Giaguaro”
Vorrei dedicare un post a ciascuno di questi tre libri perché ciascuno è denso di significati e avventura.
Si parte con: 


La città delle bestie

Copertina a mio parere bruttina, io ho letto il volume
unico con una copertina a mio parere migliore.

Non è facile assegnare il libro a un genere preciso, per stare sul sicuro direi che siamo nel genere reale- fantastico o surreale. Alexander Cold è un ragazzino di quindici anni con una situazione problematica in famiglia: sua madre Lisa ha un tumore e per curarlo il padre, John, decide di portarla in una clinica nel Texas. Le sorelle di Alex rimangono con la nonna materna mentre lui deve andare da sua nonna paterna, Kate, a New York.
Ma il suo viaggio non termina lì: Kate è un’avventurosa signora di 64 anni che scrive reportage di viaggi emozionanti e che doveva prendere parte a una spedizione finanziata dal National Geographic, alla ricerca di un essere umanoide di grossa stazza nel cuore dell’Amazzonia, ‘la Bestia’.

“ Kate aveva sessantaquattro anni, era magra e muscolosa, energia allo stato puro e pelle indurita dalle intemperie; i suoi occhi azzurri, che di mondo ne avevano visto, erano penetranti come pugnali. I capelli grigi, che lei si tagliava a sforbiciate senza guardarsi allo specchio, sparavano in tutte le direzioni come se non avessero mai visto un pettine. Era fiera dei suoi denti, grandi e forti, capaci di rompere noci e strappare bottiglie; era anche orgogliosa di non essersi mai rotta un osso, di non aver mai dovuto far riscorso a un medico e di essere sopravvissuta ad attacchi di malaria e persino a punture di scorpione. Beveva vodka liscia e fumava tabacco nero in una pipa da marinaio. D’inverno e d’estate indossava sempre gli stessi comodi pantaloni e un gilet con molte tasche in cui riponeva l’indispensabile per sopravvivere in caso di cataclisma. In alcune occasioni, quando era necessario vestirsi elegante, si toglieva il gilet e si metteva una collana di canini d’orso, regalo di un capo apache.”

Partecipano a quest’avventura  il severo professor Leblanc, l'affascinante dottoressa Torres, il crudele Mauro Carías, il taciturno fotografo inglese Timothy Bruce e il suo assistente messicano Gonzàlez,  César, la guida brasiliana, e sua figlia Nadia di 13 anni, cinque soldati, Karakawe, l'assistente del prof. Leblanc, e Matuwe, la guida assunta da César per fare da interprete con le tribù

Come mai si sono messi in moto così tanti personaggi? 

E’ semplice: in quello stesso periodo oltre alla Bestia c’era il mistero della moria tra gli indigeni dell’Amazzonia che, tribù dopo tribù, stavano venendo decimati da una non chiara malattia. Per questo la dottoressa Torres era in viaggio con il gruppo, per portare la vaccinazione contro il morbillo al Popolo della Nebbia, tribù abitante le zone che dovevano essere esplorate da loro ma molto diffidente verso i contatti con gli altri umani e con le nuove tecnologie.
Non mancano le avventure terrificanti: Gonzalez rischia di venire stritolato da un anaconda e deve rinunciare a svolgere il suo lavoro, e Alexander e Nadia vengono “rapiti” dal Popolo della Nebbia. Tramite loro conosceranno Walimai, un saggio stregone dall’età indefinibile che conosce i segreti della Città delle Bestie e che li porterà alla sua scoperta. 

Infatti i veri protagonisti non sono Alex e Kate ma Alex e Nadia e il Giaguaro e l’Aquila sono i rispettivi animali totemici. 
Qua entra in gioco il paranormale o fantastico: infatti, sia grazie alla magia di Walimai sia a una magia propria dei due ragazzi, loro riescono a utilizzare dei poteri particolari, come ad esempio prendere la forma del loro animale totemico, anche se per breve tempo.
Nella città delle Bestie vengono a conoscenza dei segreti di quest’ultime, segreti così antichi e profondi che li spaventano e li attirano allo stesso tempo. Alex incanta questo popolo con la musica del suo flauto e loro chiedono cosa vogliono in cambio. I due grazie ai loro sogni avevano scoperto che le Bestie custodivano dei tesori: l’acqua della giovinezza, al cui inseguimento si mette Alex pensando alla madre, e dei diamanti enormi con poteri magici, al cui inseguimento si mette Nadia. Affrontando delle prove estenuanti per valutare le capacità di entrambi
a sfidare la sorte, i due riescono nell’impresa e tornano da nonna Kate.
Ma, così facendo, si trovano in un immenso pasticcio: grazie al loro aiuto convincono il Popolo della Nebbia a vaccinarsi ma qualcosa va storto e si arriva al combattimento che vedrà dei colpi di scena e delle sorprese da ambo le parti.

“Alex travasò l’acqua della vita in una bottiglia con il tappo ermetico e la ripose con cautela nella sua borsa. La nonna lo vide e volle sapere che cosa stava facendo.
“E’ l’acqua per curare la mamma” disse il ragazzo. “Ho trovato la fonte dell’eterna giovinezza, quella che tanti hanno cercato per secoli, Kate. La mamma guarirà.”
Per la prima volta da che lui ricordava, la nonna si dimostrò affettuosa. Alex sentì le braccia sottili e muscolose che lo circondavano, il suo odore di tabacco da pipa, la zazzera di capelli ispidi, la pelle secca e ruvida come cuoio da scarpe; … Quando Kate si rese conto di quello che stava facendo, si staccò bruscamente e lo spinse verso il tavolo dove lo stava aspettando Nadia.”


Questo non è un semplice romanzo di avventura e di fantasia. E’ un libro che vuole trasmettere molto sia come piacere di lettura che come contenuti.

Per me ha dei bellissimi significati che vanno a evidenziare qualità come l’onestà, l’amicizia e l’intraprendenza.
Però non si ferma alle qualità, infatti leggendo il libro a me è venuta voglia di informarmi di più su questi popoli e di difenderli da tutto ciò che l’uomo moderno ha fatto subire loro.
Magari non sarò un giaguaro o un’aquila e rimarrò una semplice piuma che vi consiglierà un libro, ma per me bisogna impegnarsi, con le proprie capacità e i propri mezzi, sempre, come si può.
Leggendo, informandosi e conoscendo per cominciare, per questo consiglio questo libro soprattutto ai giovani in cerca di valori. Ma non lo consiglio solo a loro, questo è un libro bello per qualsiasi età, non solo per i ragazzi, perché è scritto bene e con uno stile fluido che ti porta a continuarlo e volerlo finire subito.
Per esempio, per scrivere la recensione, mi sono messo lì a rileggerne alcuni pezzi e mi è subito tornata la voglia di riprenderlo in mano di nuovo! 

Commenti

  1. Non ho mai letto niente della Allende, ma questa recensione mi ha incuriosita parecchio *-* aggiunto alla wishlist! :)

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    Risposte
    1. Sono contento! =D
      Sabato prossimo pubblico la recensione del secondo libro ù.ù

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