La Principessa Sbagliata - Ester Trasforini

Buon pomeriggio! Come state passando questo ponte? Spero non sotto la pioggia come me... 
Per fortuna (?) ho da leggere tutti i bei libri che ho acquistato al Salone di Torino, e ho deciso di approfittare della vacanza extra per tornare a recensire qualche esordiente.
Ve l'avevo preannunciata qui, e ora eccola: La Principessa Sbagliata, di Ester Trasforini.


Gemma è la nostra protagonista, una boscaiola tanto coraggiosa quanto pratica: la sua decisione di partire per salvare la figlia del re è infatti mossa dall'immensa somma promessa, senza nessuna velleità eroica. Nemmeno il drago, che sorveglia la giovane nobile, la spaventa più di tanto. In effetti, liberare la principessa si rivela piuttosto semplice. I problemi sorgono quando il drago torna dalla battuta di caccia e insegue le due fuggiasche: Gemma è in grado di usare la magia, ma una magia così inutile che preferisce fare affidamento sulla sua inseparabile ascia, riuscendo a mutilare la creatura e a proseguire il viaggio verso il palazzo reale. Ed è proprio questo viaggio a occupare la maggior parte del romanzo, attraverso luoghi incantati quali l'Altopiano della Nostalgia, la Valle della Paura e il Prato dei Sogni; in compagnia di Fiorenzo, uno spaventapasseri zombi, Gemma imparerà a mettere la parte la propria testa calda e ad affezionarsi alla principessa e al suo essere "sbagliata", quasi quanto la ricompensa che l'attende a palazzo.


Vorrei premettere una cosa riguardo alla struttura del romanzo, che all'inizio mi ha spiazzata e che potrebbe far storcere il naso ai lettori abituati a valutare il primo capitolo di un libro. Il suddetto primo capitolo si chiude in modo un po' frettoloso: il viaggio di andata di Gemma è riassunto in pochissime righe, nonostante occupi diverse settimane. In realtà, Gemma ripercorrerà quella stessa strada in compagnia della principessa e di Fiorenzo, dunque si tratta solo di non anticipare nulla.

Fatta questa precisazione, parliamo un po' dello stile: l'ho trovato molto scorrevole e capace di caratterizzare i personaggi, soprattutto nei dialoghi, anche se a volte tende a fossilizzarli (Fiorenzo è un buon esempio di quest'arma a doppio taglio). Il tono, soprattutto della prima metà del libro, è ricco di citazioni più o meno nerd, presenti già nei titoli dei capitoli,

"[Gemma] Sollevò le braccia, il vortice aumentò di velocità.
Il vento si fece impetuoso e il nastro della coda si strappò,
lasciando ondeggiare i capelli in aria.
Fiorenzo sbarrò gli occhi. <<Ha un'aura potentissima!>>"

(ok, ce ne sono di più raffinate ma questa mi ha stesa) e non risparmia della sana ironia.

"<<Dì le tue ultime preghiere, mostro, perché oggi
è giunta la tua ora!>>
<<Ecciù!>>
Gemma si voltò e vide che la principessa si era
portata le mani al naso.
<<Sei raffreddata?>> le chiese.
<<Oh no, è la mia allergia ai cliché.>>
<<Ai che?>>
La principessa indicò dei fiori gialli. <<Vedete quelli?
Ogni volta che ci sto troppo vicino inizio a starnutire.>>
Gemma si grattò la nuca con il manico dell'ascia.
<<Non sono comuni soffioni?>>"

Nella seconda metà, quando un nuovo scontro con il drago si avvicina, l'atmosfera cambia e perde gran parte della solarità, complice anche l'evoluzione dei personaggi. Sapete che non è mia abitudine fare spoiler, ma voglio dirvelo perché non pensiate che questo libro si limiti a fare da parodia ai fantasy più celebri. Ha una sua storia e un suo messaggio, e la leggerezza è solo un mezzo per trasmettere entrambi.

Per quanto riguarda i personaggi, non posso esaminarli uno per uno perché vi rovinerei troppe sorprese. Quel che posso dirvi è che ho apprezzato la loro evoluzione: tutti e tre hanno alle spalle un lungo periodo di isolamento (Gemma in alta montagna con il nonno, la principessa nella torre e Fiorenzo in viaggio senza meta), eppure riescono a superare le reciproche barriere e a formare un gruppo, unito contro la minaccia rappresentata dal drago ferito.

Proprio tale superamento è il fulcro del racconto: comprendere ciò che sta dietro le motivazioni dell'altro, amico o nemico, per non commettere l'errore di giudicare. Ognuno dei nostri protagonisti nasconde una storia, fatta di dolorosi segreti come quella di tutti noi, ed è attraverso la rivelazione e la comprensione che diventa possibile anullare le differenze. Essere vivo o non morto, nobile o boscaiolo, perde d'importanza.

Tirando le somme, vi ho parlato di una lettura breve e scorrevole, divertente ma anche seria. Anche se è basata sull'epic fantasy e sulle classiche fiabe, non pone particolari limiti di pubblico.
Io, per esempio, l'ho apprezzata anche se appartiene a un genere, il fantasy umoristico, che non è particolarmente nelle mie corde.

Alla prossima!

Ink Maiden



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