Le creature di J.R.R. Tolkien - I Maiar

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti alla seconda parte d'analisi delle creature tolkeniane, oggi tratterò la figura dei Maiar, Spiriti angelici in Quenya. 
"Con i Valar giunsero altri spiriti, che pure incominciarono a essere prima del mondo, dello stesso ordine dei Valar ma di grado minore. Sono i Maiar, il popolo dei Valar, nonché i loro servitori e i loro aiutanti." 
Tolkien correda il suo mondo mitologico anche di spiriti minori proprio come nella mitologia greca dove, accanto agli dei della cerchia superiore, abbiamo una serie di divinità minori. Nel nostro caso l'autore ci fornisce pochi nomi, infatti, nel Silmarillion viene sottolineato che il loro numero è sconosciuto agli Elfi anche perché i Maiar, a differenza dei Valar, si sono resi visibili agli uomini solo raramente. 

Possiamo quindi citare i tre Maiar legati ad Ulmo, dio del mare,:
- Ossё ⇾ governa i mari interni ma resta sempre vicino alle coste o alle isole e non scende mai negli abissi. Egli ama le tempeste ed anche i venti di Manwё;
- Uinen ⇾ è la sposa di Ossё, ama tutte le creature e le piante del mare e viene invocata dai marinai per placare la furia di Ossё;
- Salmar ⇾ è conosciuto per essere colui che ha costruito i corni Ulumuri che producono la musica del mare; 

Per fare una comparazione con le divinità minori greche abbiamo in relazione ad Ossё Nasae, delle isole, e Actea, abitatrice della riva; in relazione a Uinen Galatea e Melite dei mari calmi.  

Vassalla di Vána ed Este era Melian che curava gli alberi dei giardini d'Irmo ed è assimilabile a Demetra, dea dell'agricoltura. Abbiamo poi Olórin, vassallo di Nienna, che dispensava consigli e visioni agli Elfi con cui interagiva.

Ricordiamo, infine, i due Maiar scelti dai Valar per condurre l'uno, Tilion, l'isola della Luna,  e l'altra, Arien, il vascello del Sole. La loro scelta non fu casuale perché al Tempo dei Due Alberi Arien si occupava dell'Albero d'Oro, Laurelin, e Tilion dell'Albero d'Argento, Telperion. 
Questi erano le due fonti di Luce per Arda, quella d'argento posta a nord e quella d'oro posta a sud, ma Melkor, Valar corrotto e invidioso della bellezza creata su Arda dagli altri Spiriti, obbligò Ungoliant a distruggere e divorare la linfa e la luce dei due Alberi distruggendoli per sempre. Ma il canto di Yavanna e il pianto di Nienna riuscirono a riportare in vita l'ultimo fiore di Telperion che divenne Isil, la Luna, e l'ultimo frutto di Laurelin, il Sole. 



Iniziamo l'analisi dalla figura di Arien, nel Silmarillion leggiamo:
"[...] sin dall'origine era stata uno spirito di fuoco [...].Troppo lucenti erano gli occhi in Arien perché persino gli Eldar li fissassero e, lasciando Valinor, essa abbandonò la forma e gli indumenti che a guisa dei Valar ivi aveva indossato, e fu nuda fiamma, terribile nelle pienezza del suo splendore." 
Da questo si apre la strada per una duplice riflessione riguardo le divinità greche legate al Sole e riguardo gli Spiriti di Fuoco. Noi tutti siamo abituati a pensare al dio Apollo che guida il cocchio solare ma, tra gli dei pre-olimpici, figura la presenza del dio Elios che conduceva il carro del Sole, i cui raggi raggiungevano ogni angolo della Terra e per questo era invocato quale testimone dei giuramenti. 
Parlando invece degli Spiriti di Fuoco una prima attestazione l'abbiamo in Plinio il Vecchio che scriveva come le salamandre potessero passare indenni attraverso il fuoco. Secondo l'esoterismo queste governano l'elemento fuoco e il loro luogo di "residenza" è il sud, il concetto e il termine vengono coniati da Paracelso nel XVI secolo; per quanto riguarda la loro forma si pensa a delle lucertole anche se appaiono come le fiamme delle scintille. 

Per quanto riguarda Tilion leggiamo che: 
"[...] era un cacciatore della schiera di  Oromë ed era munito di un arco d'argento. Amante di questo metallo egli era[...]; ed egli implorò che gli fosse affidato il compito di custodire per sempre l'ultimo Fiore d'Argento."
In questo caso abbiamo un Maiar con forme umane molto simile alla Selene dei nostri miti greci, sorella di Elios che guida il suo carro lunare trainato da cavalli bianchi. Anche in questo caso con il passare del tempo si è avuto una modifica nell'identificazione tra la Luna e la rispettiva divinità in particolare sono state identificate tre dee differenti in base al tipo di Luna:
- Artemide, gemella di Apollo, per la Luna crescente;
- Selene per la Luna piena;
- Ecate, forse figlia del titano Perse o del dio Zeus, per la Luna calante; 

Avrete forse notato l'inversione dei generi dal mondo tolkeniano a quello greco per quanto riguarda le divinità legate ai due Astri; questa inversione non è legata solo alle divinità ma anche ai due sostantivi infatti Sole è femminile mentre Luna è maschile, questa identificazione la troviamo anche nella mitologia norrena con gli dei Màni e Sòl. 

Con questa presentazione io concludo la prima parte del secondo articolo della serie "Le creature di J.R.R. Tolkien" e vi do appuntamento alla prossima pubblicazione



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