Le creature di J.R.R. Tolkien - I Valar

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


In questa serie di articoli mi pongo l'obiettivo di analizzare le creature maggiori create dal maestro Tolkien muovendo anche una linea di paragone rispetto a miti, tradizioni e leggende che trattano di creature simili. 

Cominciamo col dire che l'intento di Tolkien è stato quello di dare al mondo britannico un'opera mitologica alla stregua delle grandi mitologie norrene, greche o egiziane. Questo perché il compendio mitologico che circolava nella sua realtà consisteva in una fusione dei cicli carolingi e arturiani di matrice francese. 

Partiamo quindi dalla cosmogonia tolkeniana:
"In principio Eru, l'Unico, che nella lingua degli elfi è chiamato Ilúvatar, creò gli Ainur dal proprio pensiero; ed essi fecero una Grande Musica al suo cospetto. In questa Musica il Mondo fu cominciato [...]. E molti fra loro s'innamorarono della sue bellezza e della sua storia [...]. Per questa ragione Ilúvatar conferì Essere alla loro visione la collocò in mezzo al Vuoto, e il Fuoco Segreto fu inviato ad ardere nel cuore del mondo; e questo fu chiamato Eä."
Leggendo queste battute ci viene subito in mente il modello della Creazione cristiana con un Dio creatore del tutto, eppure l'Unico non genera due uomini ma gli Ainur, "Coloro che sono santi", e per loro Ilúvatar crea Eä che in lingua elfica significa "È". Questo luogo rappresenta il mondo prima che venisse plasmato dagli Ainur che decisero di entrare nel Mondo al principio del Tempo e che vennero poi chiamati Valar dagli Elfi e dei dagli uomini; si impegnarono a lungo ed alla fine crearono Arda, il Regno della Terra, infine vi scesero e vestirono i vestiti del Mondo. 

A questo punto Tolkien delinea i Signori e le Regine dei Valar, i loro nomi in lingua elfica sono: Manwё, Ulmo, Aulё, Oromё, Mandos, Lórien e Tulkas, i Signori; Varda, Yavanna, Nienna, Estё, Vairë, Vána e Nessa, le Regine.


Come gli dei che siamo abituati a conoscere, ognuno di loro è legato ad un elemento naturale:
  • Manwё → Sovrano di Arda e Signore dell'Aria;
  • Ulmo → Signore dell'Acqua;
  • Aulё →  Signore della Terra e conoscitore dei mestieri;
  • Oromё →  detto Tauron, Signore delle Foreste;
  • Námo  → detto Mandos è il custode della Casa dei Morti e il Giudice dei Valar;
  • Irmo → detto Lórien e fratello di Námo è il Signore delle visioni e dei sogni;
  • Tulkas → soprannominato Astaldo, il Valoroso, è il Signore della Guerra;
  • Varda → sposa di Manwё e Signora delle Stelle;
  • Yavanna → sposa di Aulё e la Dispensatrice di Frutti;
  • Nienna → sorella di Námo e Irmo e Signora della Tristezza;
  • Estё → sposa di Irmo e Signora della Pace;
  • Vairë → sposa di Námo, lei è la Tessitrice che intreccia le cose accadute nel Tempo;
  • Vána → sposa di Oromё, sorella minore di Yavanna, è detta la Sempregiovane ed è la Signora della Primavera;
  • Nessa → sposa di Tulkas e sorella di Oromё, lei è la Danzatrice Signora della  Femminilità;
Mettiamo ora a confronto queste divinità con quelle a noi più conosciute della mitologia greca. La prima cosa che possiamo sottolineare è che gli dei tolkeniani non presentano caratteristiche antropomorfe come accade agli dei greci, quindi Manwё è:
"[...[destinato a essere. nella pienezza dei tempi, il primo di tutti i Re: signore del dominio di Arda e sovrano di tutto quanto vi dimora. [...] Vede più lontano di ogni altro occhio [...]"
Egli è poi Signore dell'Aria, nella mitologia greca il dio dei venti è rappresentato da Eolo che nasce come mortale figlio di Poseidone e Melanippe e che si stabilirà nelle isole che prenderanno il nome di Eolie. Zeus affiderà lui l'incarico di proteggere l'anfora dei venti e, alla fine del tempo di Eolo, lo renderà immortale permettendogli di continuare il suo compito.  

In Aulё potremmo rivedere in parte la figura del dio Efesto, che fu dio della metallurgia, ed in parte i caratteri della dea Atene che ha conoscenze in tutte le tecniche dell'artigianato.

Per Oromё l'assonanza immediata è con la dea Artemide anche se Oromё è un cacciatore di mostri e bestie feroci mentre Artemide caccia le fiere dei boschi per diletto. Vediamo anche la presenza dei cani che seguono la dea greca durante la caccia e che sono il diletto del dio tolkeniano; in entrambi ravvediamo un amore per i boschi.

Námo viene rappresentato come Custode della Casa dei Morti, nella mitologia greca abbiamo la presenza di Ade che è il Signore degli Inferi, infatti, con questo termine si è soliti indicare anche il Regno dell'Oltretomba. In questo contesto potremmo anche citare il dio Ermes che, tra le sue funzioni, svolge anche quella di accompagnare le anime gli spiriti dei morti in modo che questi trovino la giusta strada per raggiungere il loro Regno.

Nell'ambito dei sogni e delle visioni la mitologia greca ci presenta gli Oneiroi, dei minori generati da Notte. Questi abiterebbero una caverna situata sulle sponde dell'oceano occidentale al confine dell'Ade, e manderebbero i loro sogni attraverso due cancelli, uno di corna, che genera i sogni veri, e uno d'avorio,  che genera i sogni ingannatori. Gli Oneiroi sono tre fratelli, Morfeo il Modellatore che crea il sogno, Fobetore lo Spaventoso popola i sogni di mostri e Fantaso l'Apparizione che genera gli oggetti inanimati sognati. 

Di Tulkas sappiamo che:
"Trae diletto dalla lotta e dalle prove di forza.[...]I suoi capelli e la sua barba sono dorati, il suo incarnato è roseo; le sue armi sono le sue mani.[...]Tulkas ride sempre, nel diporto o in guerra[...]."
Quindi Tolkien delinea sì quello che potremmo definire come il dio della Guerra ma è differente dall'Ares che la mitologia greca ci ha trasmesso, questo dio è più legato agli aspetti violenti e sanguinosi della guerra ed al contempo è differente anche da Atena che, invece, rappresenta la dea delle strategie militari, infatti Tolkien ci presenta Tulkas come un amico fidato e come colui che venne creato dall'Unico allo scopo di aiutare le genti di Arda dalla ferocia di Melkor. 

Varda viene citata come dea delle Stelle che tutto conosce del di Eä, nella mitologia greca non troviamo un o una sua corrispondente potremmo solo citare Astreo che fu il titano creatore delle stelle.

In merito alla Dispensatrice di Frutti ricordiamo la Madre dispensatrice greca Demetra, che in generale ci viene presentata come la dea dell'agricoltura e del verde e come colei che mantiene sempre verde e giovane la terra. Notiamo che Yavanna ha uno spessore maggiore rispetto a Demetra perché Tolkien va a sottolineare come:
"Essa ama tutte le cose che crescono sulla terra e ne conserva nella propria mente tutte le innumerevoli forme [...]."
Nienna, indicata come la dea della Tristezza, è colei che ha sofferto per via del male dispensato da Melkor, il suo pianto ha il fine di insegnare la pietà e a non perdere la speranza; Esiodo ne lo Scudo di Eracle ci parla di Acli come della personificazione della tristezza ma con una connotazione più negativa, nei suo versi la descriveva come smunta, con stille di sangue che scendevano giù dagli occhi e i denti che stridevano.

Estё è colei che ritempra i feriti e gli stanchi per questo viene considerata dea della Pace al pari della greca Eirene o Irene figlia di Zeus e Temi.

Vairë la Tessitrice, grazie a lei la Storia di quel che avvenne non va perduta; nell'antica Grecia non esisteva una dea di tal fatta ma solo una musa di nome Clio indicata come la Musa della Storia e il cui nome significa rendere famoso. Figlia di Zeus e Mnemosine, fu da prima musa della poesia epica e poi della storia perché entrambi sono quei generi letterari che permettono di ricordare il passato che fu.

Vána è colei al cui passaggio o al cui sguardo sbocciano i fiori e gli uccelli librano il loro canto; in Grecia il riferimento più diretto che abbiamo è ad Eiar che personifica la stagione della Primavera.

Infine Nessa rappresenta la femminilità ma Tolkien non ci lascia molti indizi sul suo conto e questo ci porta a poterla paragonare a due divinità greca quali Era, moglie di Zeus, protettrice delle donne e della procreazione, oppure ad Afrodite anche se questa rappresenta più la tempestosità dell'amore, il suo essere motore della follia umana, quindi una dea con una connotazione più negativa in quanto simbolo di seduzione ed inganno.

Con questa presentazione io concludo la prima parte della serie "Le creature di J.R.R. Tolkien" e vi do appuntamento alla prossima pubblicazione. 

Gli altri articoli su Tolkien:



Commenti

  1. Molto interessante! Bravissimo.

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  2. Grazie!! Avevo in mente questo progetto da un po di tempo ma Tolkien è talmente vasto che ho dovuto pensarci a lungo su come strutturare il tutto. Grazie ancora.

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  3. complimenti, non vedo l'ora di leggere il resto! amo Tolkien e il suo mondo, anche io da tempo volevo portare avanti un progetto simile, ma come hai sottolineato, Tolkien è veramente vasto! sono felice che qualcuno ci stia lavorando! bravo!

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    1. Chiedo scusa per il ritardo. Ti ringrazio infinitamente. Per uno scrittore i riscontri positivi sono fonte di sprono per continuare il proprio lavoro. Grazie ancora e spero di poter soddisfare al più presto la tua voglia di leggere un seguito.

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