Adrek Norn - Roghard

Buongiorno a tutti!
A breve, il 3-4-5 marzo, ci sarà Cartoomics a Rho fiera.
Cartoomics è un evento a cui vado con molte incertezze, ci sarà qualcosa che attrarrà il mio occhio?
Oppure non troverò nulla di interessante? 

Quest’anno vado con una certezza nel cuore. Festeggeranno i 40 anni dall’uscita di Star Wars. Già solo questo è stato sufficiente al mio acquisto scontato in prevendita dei biglietti per poter andare lì due giorni. 
Non solo ma ci saranno anche varie persone che conosco e che stimo molto (Marika Michelazzi –Nightfall in Middle Art per cui sto traducendo i testi dei suoi fumetti in inglese) e soprattutto potrò conoscere molte persone nuove con cui sono in contatto su internet come Adrek Norn che ho il piacere di ospitare qui con noi oggi.
Adrek  è ideatore, disegnatore e creatore della storia a fumetti di Roghard, la Leggenda di Cucciolo il Guerriero.

Benvenuto Adrek!




Parlaci un poco di te: chi sei? 

- Sono Andrea Tesoriere, meglio conosciuto con il nome d’arte di Adrek Norn. Mi sono laureato in Lettere e Filosofia (Dams) con percorso Regia Cinematografica.  Fin da piccolo sono sempre stato un appassionato di videogiochi di ruolo, libri fantasy, serie di fantascienza e arti marziali.

Come hai iniziato a prendere una matita in mano? 

- Da sempre! Sono nato in una famiglia che ha sempre amato l’arte in tutte le sue forme, e per questo sono cresciuto immerso in questo ambiente.
Come ho preso una matita in mano? Me l’ha passata mio fratello Mirko, che per me è stato un maestro, e non solo, di disegno. Con lui ho creato tantissimo: idee che abbiamo illustrato e scritto, oltre ad aver prodotto alcuni corti animati durante la nostra esperienza universitaria.

Lo stile di Roghard è molto particolare. E’ nato come una sorta di striscia a fumetti, se non ricordo male, ma poi hai deciso di sviluppare meglio la trama, che adesso è, completamente rinnovata rispetto a quella che avevi progettato all'inizio. Vuoi parlarci di questa nuova veste? A cosa ti sei ispirato per la tua storia?

- Roghard ha avuto inizio circa tre anni fa, quando ancora lavoravo a diversi progetti in cooperazione con mio fratello Mirko. In quel periodo stavamo creando alcune storie illustrate per un pubblico molto giovane, dando vita a diversi bozzetti e sceneggiature per possibili racconti. Dopo alcune pubblicazioni fatte insieme, sono tornato a lavorare alle mie sceneggiature personali, soprattutto a quelle che avevo lasciato in sospeso. Nel Febbraio 2014, cominciai a lavorare al promo di un’idea fantasy/steampunk (ancora inedita), con la consulenza di  Sonia “Elaine Tarnesi”.
Mentre stavamo sviluppando la sceneggiatura, con l’ausilio di parecchie “chiacchierate video”, mi ritrovai a buttare giù alcuni bozzetti su un guerriero dalle proporzioni enormi e dallo sguardo accigliato. Guerriero che, in realtà, non faceva parte dell’idea a cui stavamo lavorando. Mentre questo personaggio prendeva forma, mi sono ritrovato a pensare a come lo avrei potuto chiamare. Proprio in quel momento mi cadde lo sguardo su un volume di “Lone wolf and Cub” di Kazuo Koike e Goseki Kojima, che avevo sottomano, ed ecco l’illuminazione: “cub” sarebbe stato perfetto. Mi dava infatti l’idea che il personaggio fosse come il figlio del lupo, aggressivo e pronto alla battaglia. Purtroppo in italiano l’unica traduzione che potevo usare era “Cucciolo” che non ha certo la stessa intensità dell’originale. Stavo per abbandonare l’idea quando mi è venuto in mente che sarebbe stato comunque interessante chiamare un guerriero così imponente e virile con un nome che all’apparenza non sembrava esattamente appropriato. Cucciolo è nato così, e nel corso del fumetto verrà spiegato qual è il vero significato di questo nome per il popolo del protagonista, significato che si accosta maggiormente alla parola inglese “cub” (ma per ora niente spoiler).


Cosa ti ha portato a modificare lo stile del fumetto passando dalle strisce puramente umoristiche ad un vero e proprio racconto fantasy?

- Dopo la sua creazione, il bozzetto rimase per quasi tutto il 2014 in cantiere, mentre continuavo altri progetti, e per molto tempo pensai di non riprendere più in mano il guerriero dai capelli rossi. Poi tra agosto e settembre, decisi di farlo diventare qualcosa di più di un semplice schizzo. All’inizio si trattava solo un esperimento passeggero di creazione di strisce comiche e non gli avevo dato molto peso, in quanto preso da altri progetti. La sua vera nascita, come fumetto, la deve ad un sogno. Fui colpito da una sequenza di immagini confuse, come nel trailer di un film. Fu come se, in un attimo, mi fossero state rivelate scene bellissime, gesta straordinarie: un intero mondo in cui lui, Cucciolo, viveva le sue avventure. In un attimo divenni consapevole di un’intera realtà su cui lavorare. Idee e situazioni mi ossessionavano, così, con un esclamazione dissi: “per le palle di Katsius!” e iniziai a scrivere sul mio computer l’intera bozza delle avventure di Cucciolo. In questo modo, insieme a questo eroe, arrivarono anche Le Terre di Ghamerown, un’ambientazione fantasy dove poter riversare le gesta di cui i miei sogni mi avevano parlato. In fondo scrivere non è forse come riportare ciò che è accaduto in un luogo lontano nel tempo e nello spazio?

Sulla tua pagina facebook (Roghard la Leggenda di Cucciolo il Guerriero) troviamo il primo capitolo del tuo fumetto. 30 pagine piene di machismo, muscoli, spade e azione. Il cartaceo che invece hai pubblicato da poco ha 42 pagine. Come mai le scelte dell’inizio su facebook e della scelta di pubblicarlo? 

- Molti dei nostri fan ci avevano chiesto fin da subito una versione cartacea del fumetto, ma noi ancora non ci sentivamo pronti per finalizzare l’opera, in quanto il fumetto ha avuto tantissime trasformazioni e cambiamenti in corso d’opera. Insieme a Sonia,  abbiamo scritto centinaia di pagine sui retroscena di questo mondo, dei popoli che lo abitano, della sua storia, delle regole della magia e di tanto altro. Ormai però avevo già pubblicato le prime vignette e, anche se non erano più ciò che mi serviva, non volevo cancellarle completamente, quindi continuai a disegnare e pubblicare la storia apportando sempre nuove modifiche, una pagina dopo l’altra, per plasmarla e adattarla alla profondità della storia che ne era risultata. Per questo, alla fine, ho pensato di creare una “versione redux” di quelle prime vignette, ridisegnata e ricorretta, così che la storia risultasse completamente omogenea.
Con la Redux abbiamo inserito moltissime scene inedite, così da favorire soprattutto la versione cartacea, ma non volevamo deludere i nostri follower di internet, quindi abbiamo mantenuto la possibilità di leggere buona parte della storia gratis.

Per adesso è uscito il primo volume, come dicevamo, e che hai materiale per altri due, ma quanti ne vorresti fare? La storia è già chiara dentro di te o preferisci che Roghard prenda il sopravvento e tranci e affetti un poco mosso da volontà propria?
- Per me il mondo di Ghamerown e le avventure di Roghard sono “vive”. Io sono come un bardo che vi sta raccontando una storia che è accaduta in un luogo lontano nel tempo e nello spazio.
Perciò potrei rispondere, sì conosco già la “leggenda di Cucciolo il Guerriero” so già cosa accadrà in futuro, anche se preferisco che alcuni avvenimenti futuri rimangano più vaghi in modo da non perdere il gusto di inventare passo dopo passo sempre cose nuove. E difficile rispondere a “quanti ne vorrei fare” certamente più di 6…ma meno di 100 (ride).

Come ti trovi ad aver pubblicato un fumetto? Come è per te il panorama fumettistico italiano? 

- All’inizio non avevamo preso in considerazione di pubblicare il fumetto in una versione cartacea, ma solamente nel formato digitale. Il formato digitale è quello che di solito, nel campo dell’editoria, viene favorito di più, soprattutto nell’ultimo decennio.
Poi però, con mia grande soddisfazione, abbiamo avuto moltissime richieste dai nostri fan e amici, di fare una versione anche cartacea. Nonostante oggi si guardi sempre di più verso un futuro di digitalizzazione di libri e fumetti, la gente desidera ancora sfogliare le pagine e leggere la carta.
Il panorama fumettistico italiano sta affrontando un’evoluzione molto lenta. Negli ultimi anni ho visto delle buone iniziative in questo campo, e delle interessanti opportunità per tutti gli autori italiani, ma c’è ancora tanto da lavorare sull’editoria Italiana che spesso tende ad avere una visione un po’ limitata delle cose.
In dieci anni che frequento questo ambiente, solo ora si cominciano a vedere i primi germogli d’innovazione di pari passo con le altri case editrici internazionali. Ed è una cosa che mi fa piacere, in quanto in Italia il fumetto e il libro, dovrebbero essere una delle maggiori forze di incentivazione del lavoro.



Quali libri e fumetti hanno lasciato un segno dentro di te e nella tua storia?
- Sicuramente autori come Robert E. Howard, il padre di Conan il Barbaro, hanno cambiato il mio modo di rapportarmi con la scrittura e la sceneggiatura. E’ incredibile pensare come negli anni 30 esistesse un autore così “moderno” per i suoi tempi. Lo stesso Stephen King scrive: “Le opere di Howard fanno scintille” ed è vero!
Poi, non posso non parlare di Akira Kurosawa, soprattutto dei film con protagonista il grande Toshiro Mifune. Conosciuti anche come il più grande duo regista/attore che si sia mai visto nella storia del cinema.
Questi due artisti hanno influenzato molte delle mie opere. Lo studio registico di Kurosawa mi ha sempre affascinato. Per questo cerco di riportare spesso questa accuratezza nelle scene che illustro. Lo stesso Lucas si innamorò dello stile registico dei Sette Samurai(1954) omaggiandolo in molte scene di Star Wars.
Il carisma e l’improvvisazione di Toshiro Mifune è sempre stata per me una forte fonte di  ispirazione. Mi capita a volte di riprendere  alcuni dei comportamenti dei suoi personaggi, in particolare Sanjuro “La Sfida del Samurai” che mi è stato di grande ispirazione per lo sviluppo di Roghard.


A me ha divertito molto la presentazione di Brenna, il personaggio femminile che, sotto le apparenze di una "classica" bella ragazza, rivelerà l'animo di una guerriera e un passato piuttosto difficile. Possiamo anche dire che si tratta di un personaggio  molto… elettrizzante –qua metto l’immagine della “Light armour”-. Come ha fatto a venirti in mente questo bellissimo sketch? Come hai costruito Brenna e le sue vicende?

- Brenna è stata come un fulmine a ciel sereno!
Fin da subito volevo affiancare al nostro poderoso protagonista un secondo personaggio.
All’inizio avevo ideato Roghard come un solitario, che non vuole nessuno tra i piedi, soprattutto per via di esperienze passate, come ad esempio amici che avevano perso la vita,  vicende che avevano lasciato un segno dentro di lui. Poi però abbiamo creato Brenna.
Non volevo che fosse lo stereotipo della ragazza modella, anzi Brenna è quella che potremmo considerare una “curvy” ma con lo spirito e la sicurezza di chi non si preoccupa di nascondersi. Moltissimi nostri fan, soprattutto ragazze, hanno apprezzato molto il personaggio di Brenna anche per via di questa connotazione, atta a presentare una ragazza che si sente a suo agio con il proprio corpo.
Lei è stata anche l’incipit che ci ha portato a trasformare, in corso d’opera, molti aspetti del fumetto.
La prima idea riguardo l’armatura di Brenna è stata proprio quella di fare dell'umorismo sui tanti giochi di ruolo, dove, spesso e volentieri, i personaggi di sesso femminile hanno armature praticamente inesistenti, e soprattutto senza nessuna spiegazione logica. Poi, con l’evoluzione del fumetto le cose sono cambiate. Proprio per questo abbiamo voluto rendere questa “corazza assurda” meno paradossale. Infatti l’armatura di Brenna è dotata di un potere particolare che le permette di folgorare chi prova a toccarla o aggredirla. Non è l’unico potere, ma non voglio dirti altro.
Tornando a Brenna…dietro il suo sorriso, la sua spensieratezza, e il suo essere maldestra, c’è una donna forte con un difficile passato da schiava, passato che l’ha resa quella che noi conosciamo. Insomma molto di ciò che potrete vedere all’inizio è solo una maschera che ha imparato ad usare per sopravvivere. Proprio per questo stiamo scrivendo un libro sulle origini di questo personaggio così amato dal nostro pubblico.

Si notano alcune facce "note" potremmo dire. Come mai hai deciso di inserire dei riferimenti a attori e in base a cosa hai deciso di inserirli?

- All’inizio volevamo popolare le terre di Ghamerown, con “personaggi-citazione” che potevano essere attori come personaggi di libri o film celebri, poi però con l’evoluzione del fumetto, questa idea è stata in parte scartata. Sono rimasti infatti solo alcuni esempi di omaggi come Harold Ramis e Christopher Lee, implementati a causa della loro scomparsa.
Perciò abbiamo pensato di creare gli Echi. Citando lo stesso Roghard […] L’essenza di un individuo proveniente da un’altra dimensione[…]
Gli Echi sono copie di “persone” provenienti da un'altra dimensione (coesistente con il mondo di Ghamerown) che attraverso un portale magico, si sono ritrovati a far parte di questo nostro mondo fantasy.
Il portale stesso, sarà parte integrante ed elemento fondamentale della storia di Roghard.
A volte i lettori potranno riconoscere in essi, alcune fattezze di personaggi conosciuti, ma si tratta solamente di una blanda ispirazione, infatti questi Echi sono completamente riplasmati e a sé stanti.



Ascolti il parere dei lettori? Se in tanti ti chiedessero la morte di un personaggio o che un personaggio si trovi in una data situazione sei più propenso ad ascoltarli o no? Fin dove ti spingeresti?

- Mi piace ascoltare l’opinione dei miei lettori e sapere cosa ne pensano su un determinato personaggio o un determinato sviluppo della storia.  Se in molti mi chiedessero di mettere un personaggio in una determinata situazione, potrei anche prenderlo in considerazione, ma non darei mai in mano la morte o la vita di un mio personaggio ad altri.

Tu fai quasi tutto in solitaria ma so che hai una collaboratrice. Com’è lavorare in coppia? Pone delle difficoltà? 

- Come dicevo ho sviluppato Roghard insieme a Sonia Colleli “Elaine Tarnesi” che ha fatto parte del progetto fin dall’inizio. Lavorare in coppia mi aiuta moltissimo, perché insieme riusciamo a plasmare meglio l’universo di Roghard. Ogni volta che creo qualcosa, che sia una razza, la politica di un particolare regno, oppure una scena importante della storia, ne discutiamo sempre insieme. E spesso dopo un “dibattito affiatato” riusciamo a trarre il risultato finale.
Ogni volta che io creo uno spunto, Sonia lo colma con centinaia di sfaccettature, come scrittura, usanze, cultura, storia ecc.
Per questo alla fine ci siamo sentiti “obbligati” a creare un’ambientazione per la storia di Roghard. Sentivamo il bisogno di rendere vivo questo mondo, con tutte le sue caratteristiche.
Sonia, è anche “l’anima” di Brenna, la creazione di questo personaggio, il suo spirito, il suo passato non sarebbero mai stati possibili senza di lei.

La collaboratrice di Adrek Norn è Elaine Tarnesi e ha da poco pubblicato un libro su cui trovate maggiori informazioni Il Maestro d'Arme - Elaine Tarnesi

Copertina del libro di Elaine Tarnesi
Tra l’altro tu hai fatto la copertina del suo libro, come ti sei trovato? Nel senso è utile conoscere il contenuto dell’opera e lo scrittore se si vuole una copertina che si adatti perfettamente al libro?

- Certamente! Spesso vedo romanzi fantasy nei quali la copertina, o le illustrazioni abbinate all’idea, non rispecchiano perfettamente il contenuto, e questo mette, spesso e volentieri, in difficoltà il lettore. Se invece ci fosse più contatto tra scrittore e illustratore, come spesso accade nel campo dei fumetti, questo problema non ci sarebbe. Sonia è stata molto precisa sulla descrizione dei suoi personaggi e di come li voleva, nella sua mente erano già chiari.
All’inizio ho dovuto fare diversi bozzetti per avvicinarmi sempre di più alla sua idea, e non è stato facile, anche perché abbiamo scartato diversi sketch, per poter arrivare all’idea finale. Nefer, per esempio, è una ragazza minuta, un po’ timida, ma al contempo dallo spirito forte. Da parte mia, mi sono appassionato soprattutto alla creazione del personaggio di Kir, il maestro d’armi, da cui il libro prende anche il nome. E’ un personaggio straordinario e Sonia mi ha seguito passo, passo, nella sua creazione di quest’uomo dal passato cruento e dall’animo nobile.
Il primo volume di “Il Destino di Nefer Saga” contiene ben 10 illustrazioni delle scene del libro, e altrettante per ogni capitolo della storia.




A proposito fai anche lavori su commissione? Se sì come ti possono raggiungere i comuni mortali?

- Certamente, attualmente già svolgo alcune commissioni, soprattutto fantasy. Basta contattarmi attraverso la mia Email adreknorn@gmail.com oppure sulla mia pagina face book.

Grazie mille della tua compagnia, sono contento di conoscerti al Cartoomics! 


Se siete interessati a saperne di più trovate Roghard su




Ricordo a tutti che trovate  Adrek Norn e Elaine Tarnesi alla Cartoomics, precisamente al tavolo 95 del villaggio medievale fantasy.

Evento Facebook



A presto


Aratak

Commenti

Post popolari in questo blog

Upper Comics

Il Cuore di Quetzal - Gianluca Malato - Nuova Uscita Nativi Digitali Ed.

Flowers - Luca Morandi