Intervista al Lettore: Miriam e Yvaine

- Nome 




- Miriam















- Yvaine







- Chi sei?

M - Ho 32 anni, sono laureata in Scienze del Turismo per i Beni Culturali e sono una grande appassionata di arte e di archeologia. 

Y - Dall’anagrafe mi dicono che ho ventuno anni, dentro sono ancora la bambina che si emoziona guardando i cartoni animati, fisicamente ho gli acciacchi di un novantenne che George degli Aristogatti è più arzillo di me. Studio Lettere Moderne, ma sono più in ritardo del Bianconiglio.

- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

M - La passione per la lettura è iniziata nel momento esatto in cui ho imparato a leggere, quindi a sei anni circa. Il primo libro che ho letto è stato uno di favole per bambini. Ho un vago ricordo dei racconti che conteneva, ma ricordo bene quale era il mio preferito: “Hansel e Gretel”. Il primo vero e proprio libro credo sia stato “Cuore” di Edmondo de Amicis, ma non riuscii ad apprezzarlo. Nello stesso periodo mi regalarono anche “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, che iniziai e non finii mai perché la storia non riusciva a prendermi. Tutti dei grandi classici per ragazzi, ma che a me, all’epoca, non lasciarono nulla. Al contrario ho un bellissimo ricordo de “Il Cliente” di John Grisham. Lo ricevette mio padre per regalo a Natale, io avevo appena dieci anni, credo di aver capito all’epoca la metà di ciò che c’era scritto! Però mi piacque e mi appassionò molto, tanto da spingermi a finirlo nell’arco di pochi giorni. Dopo quella lettura ho incominciato a essere sempre più “dipendente” dai libri e a desiderare di leggerne sempre di più. Da allora non mi sono più fermata!

Y - 
Grazie per avermi fatto questa domanda, mi dà modo di ringraziare per l’ennesima volta una persona speciale: mia sorella. 

Da piccola odiavo leggere. I miei genitori provarono e riprovarono, ma nulla da fare, tornavo dalle bambole. Un giorno mia sorella mi regalò La streghetta dispettosa, un libricino davvero piccolo, pieno di figure e scritto a caratteri cubitali. Impiegai una giornata intera per finirlo, ma ero così esaltata che cominciai a correre per tutta casa e a vantarmi. Oh, mica è semplice finire un libro in un giorno!
Tuttavia la passione per la lettura credo che me l’abbia trasmessa quando ha cominciato a scrivere storie: me le leggeva e io mi appassionavo, sbirciavo i suoi quaderni di appunti perché volevo sapere come sarebbe andata a finire. Nel corso degli anni abbiamo letto anche alcuni libri insieme, alla fine di ogni capitolo ognuna di noi disegnava la scena che ci era piaciuta di più, che ci era rimasta più impressa e raccoglievamo tutto in un quaderno.
Era un modo per stare insieme, per divertirci, per condividere qualcosa. E prima che me ne accorgessi ero già innamorata persa dei libri.


- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

M - Non ho un genere che preferisco, leggo qualsiasi libro a condizione che la trama mi intrighi. Credo che dividere i libri per genere non sia solo giusto ma un obbligo e un dovere per chi li vende. Ci sono così tanti libri a questo mondo che senza un’attenta e precisa catalogazione i lettori si troverebbero persi!

Y - Continuo a vivere di fantasy, è un genere che, ho capito, non abbandonerò mai. Cerco di spaziare, ma finisco per ritornare al punto di partenza o per buttarmi sui classici, il che non fa mai male.
Per la questione dei generi: capisco che per necessità sia comodo suddividere, raggruppare, catalogare, ma è una cosa limitante. La storia non è fatta di compartimenti stagni, e penso che questo valga anche per i libri: racchiudono il mondo, la realtà multiforme, perciò un giallo non sarà mai solo un giallo e così discorrendo. Quindi probabilmente dividere per generi è comodo, ma non bisogna dimenticarsi nemmeno di questo aspetto. E, se proprio vogliamo dirla tutta, nuovi generi spuntano come funghi ormai, e credo che nemmeno le case editrici ci capiscano più qualcosa. 


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

M - Ken Follett, perché è l’autore del mio romanzo preferito (fino ad ora…) “I pilastri della terra”.

Y - Non so se è tipa da tè, ma di sicuro Bianca Marconero, che stimo come autrice e come persona. Grazie al blog la seguo dalla sua prima pubblicazione, Albion con la Limited Edition Books, mi è capitato di parlare con lei alcune volte e si è sempre mostrata disponibile per qualsiasi attività le proponessi. Potrebbe darmi moltissimi consigli sulla lettura, la scrittura, ma anche su videogiochi, film e fumetti! Sarebbe di sicuro un pomeriggio interessante.


- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?
M - Gladia Delmarre, personaggio di fantasia del “Ciclo dei Robot” di Isaac Asimov. Sono affascinata dalle persone che si pongono mille e uno perché, che non danno mai nulla per scontato e si interrogano su ciò che è giusto e sbagliato senza lasciarsi schiacciare dalle convenzioni. 

Y - Senza pensarci troppo, mi è venuto in mente Jacob Reckless della serie del Mondo Oltre lo Specchio di Cornelia Funke: è un personaggio intrepido, che rischia, che ama l’avventura. Avrebbe molte cose da insegnarmi.


- In media quanti libri leggi all'anno?

M - Dipende dal tempo che ho a disposizione. Sicuramente più di quindici.

Y - Ahimè pochi. Sono una tartaruga sia nella corsa sia nella lettura. Mi aggiro intorno ai trenta, senza contare quelli che lascio a metà. Sono una brutta persona, lo so.
Ho smesso di fare a gara su Goodreads, nonostante io abbia la challenge attiva: diciamo che la considero più una sfida con me stessa e anche contro la pila di libri che ho comprato anni fa e non ho ancora toccato. 


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

M - I romance erotici che vanno tanto di moda oggi.

Y- I romance e gli erotici: non li digerisco proprio.
Thriller/horror: sono una fifona, rischio l’infarto a leggerne uno.
Per quanto riguarda il fantasy non escludo niente a priori, sfoglio comunque i libri, li prendo in mano, ne leggo le trame. Se non mi incuriosiscono li ripongo sullo scaffale.


- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

M - Non ho mai partecipato a una fiera dedicata ai libri perché dove vivo non ne organizzano. Credo comunque che siano molto stimolanti se ben organizzate. 

Y - Se ne ho occasione molto volentieri! Nell’ultimo anno ne ho visitate parecchie, ho adorato gli incontri, le presentazioni, gli autori e gli editori che ho conosciuto agli stand. Le fiere sono stimolanti nel momento in cui un lettore guarda il programma, sceglie le presentazioni e le discussioni a cui partecipare, cerca di entrare in contatto con gli autori. Prima mi ci fiondavo solo con l’interesse di fare acquisti, vi assicuro che non è proprio la stessa cosa.


Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi case editrici per buttarti in uno più di nicchia come ce piccole o autori self? Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 

M - Per me il nome della casa editrice non significa nulla. Piccola o grande che sia, se un libro mi incuriosisce lo acquisto e lo leggo. Ciò che più conta per me è la trama e lo stile adottato dall’autore. Mi è capitato di leggere qualcosa di autori self e alla fine la mia opinione non è differente da quella che ho verso il mondo degli autori che hanno pubblicato con case editrici: circolano ottimi lavori ma anche tantissimi prodotti di scarsa qualità. 

Y - E’ esattamente quello che ho fatto nell’ultimo anno, quindi direi di sì! Ho lasciato un po’ le big del settore, se non per seguire autori che amo e a cui sono affezionata, ma nell’ultimo anno ho scoperto così tante piccole realtà e così tanto belle e interessanti che per me è impensabile ormai tornare indietro.
Per gli autori self ci vado un po’ più cauta, viste le brutte esperienze di cui ho sentito in giro. Qualche anno fa ho letto un libro autopubblicato di un’autrice che conoscevo già, quindi era una garanzia. Quest’anno invece per il mio compleanno un’amica mi ha regalato un libro self , si può dire che sia stato il primo che ho letto e mi è piaciuto un sacco.
Credo che, come in molti altri ambiti, ci siano autori validi, che curano il proprio lavoro pur pubblicandosi da soli, il difficile è riuscire a scovarli nella marea di libri che si trovano sul mercato. È una questione molto controversa: capisco chi si autopubblica, la situazione editoriale italiana non è proprio rosea, ma al tempo stesso capisco anche chi guarda loro con scetticismo. Non ho un’opinione negativa dei self in quanto tali, ma di chi si improvvisa autore e editor e del fatto che ormai, senza il filtro delle case editrici, la situazione stia sfuggendo di mano: troppi libri per un numero di lettori che è quello che è. Ma, parliamoci chiaro: ormai anche le grandi case editrici sembra che non sappiano più cosa vuol dire selezionare i libri da pubblicare. 


- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

M - Mi è capitato di lavorare con i bambini, sia a scuola che nel privato, e li ho scoperti molto affascinati dalla lettura. Tutti nasciamo lettori, ma per un motivo o per un altro smettiamo di esserlo. Secondo me per far sì che i bambini si innamorino dei libri, tanto da non lasciarli più, bisognerebbe lasciarli scegliere. Imporre la lettura significa trasformarla da piacevole ed educativo passatempo a tedioso obbligo da ottemperare.

Y - Credo di aver già risposto a questa domanda quando ho parlato della mia esperienza personale. Leggere libri insieme, commentarli, fare attività connesse; trovo che sia un ottimo modo innanzitutto per passare il tempo e per stimolare la creatività.


- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

M - Quando scelgo un libro, seguo sempre e solo il mio istinto. Le recensioni le cerco solo quando ho finito la lettura, per conoscere il punto di vista di altre persone.

Y - Generalmente mi capita solo se non sono convinta dell’acquisto, altrimenti vado molto di pancia. Comunque le recensioni possono avere la loro utilità, specialmente se si seguono blogger che hanno i nostri stessi gusti.


- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

M - Anche in questo caso, la ricerca che faccio è postuma. Che il libro mi sia piaciuto o no, cerco in rete informazioni e visito i siti web degli autori (se ne hanno uno). Ho letto qualche intervista rivolta verso autori molto famosi e mi sono divertita molto a leggerle e, come aspirante scrittrice, ho fatto tesoro di molti loro consigli.

Y - Assolutamente sì! Adoro le interviste!


- Che cosa ti attira in un libro? 
Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?

M - Mistero. Qualsiasi sia il genere, all’interno della storia deve esserci un piccolo o un grande mistero da svelare. Non mi piacciono i libri piatti e scontati.

Y - Il titolo, prima di tutto, ma determinanti sono la trama e l’incipit. 
Poi però, siccome sono un’indecisa cronica, se trovo due libri interessanti, ma devo sceglierne solo uno ho due metodi: testa o croce o per il prezzo più basso (non è un vero parametro, è solo che quando sei un’indecisa cronica ti inventi questo genere di cose se vuoi uscire dalla libreria prima che ti ci chiudano dentro). 


- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?

M - Conta tutto. Quando incontri qualcuno per la prima volta, quel che colpisce è sicuramente l’aspetto fisico; così è per i libri. Indubbiamente una bella copertina mi spinge a puntare lo sguardo nella sua direzione, esattamente come fa un titolo intrigante, ma questo non determina l’acquisto. Fondamentale è la quarta (se in rete, la sinossi) e poi lo stile dell’autore. Infatti mi fermo sempre a leggere qualche pagina (in rete, l’anteprima) prima di acquistare un libro. Se quindi dovessi fare una piccola classifica per importanza, direi: quarta(sinossi), anteprima, titolo, copertina.

Y - Come dicevo prima, fondamentali sono la trama e lo stile dell’autore. Se però quest’ultimo non mi convince alla fine potrei decidere di non comprare il libro. 
Per quanto riguarda la copertina è innegabile che l’occhio voglia la sua parte, ma in genere se il titolo cattura la mia attenzione e supera la prova della trama e dell’incipit lo compro senza problemi.


- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)

M - Comprerei a scatola chiusa solo il libro di un autore di cui conosco bene lo stile. 

Y - Lo ammetto, forse sì, sono stata abituata troppo bene negli ultimi tempi con le anteprime. Però c’è da dire che se un libro mi intriga molto potrei fare la “pazzia” e prenderlo.


- Cosa pensi del bookcrossing?

M - Bellissima iniziativa ma poco conosciuta e non ancora ben radicata. Ritengo comunque che andrà a scomparire, ormai il digitale sta conquistando sempre più lettori (me compresa!)

Y - Penso che sia un modo molto utile per disfarsi di libri che non ci sono piaciuti o che non ci interessano e prenderne in cambio altri che fino a quel momento erano per noi sconosciuti. È anche vero che non pagando si è più portati a rischiare, a buttarsi su un libro che magari altrimenti non avremmo comprato per poi scoprire che merita davvero. Oppure è utile se si cercano titoli fuori catalogo.
Nella mia città un gruppo di ragazzi ne organizzava spesso, ma poi, non so perché, non se n’è più fatto nulla. All’epoca usavo anche gli scambi su aNobii, anche se era difficilissimo trovare qualcosa di interessante.


- Che libro stai leggendo o hai appena finito di leggere? Che cosa ti ha lasciato?

M - L’ultimo libro che ho letto è stato “L'Abbazia di Northanger” di Jane Austen. Purtroppo, nonostante mi sia piaciuto, non ne ho un buon ricordo perché terminai la sua lettura la notte in cui è morta la mia cagnolina Laika. Al momento sto leggendo “Il lupo della steppa” di Herman Hesse, sono a circa metà libro. Non è però la mia unica lettura, mi piace leggere generi diversi contemporaneamente. Infatti, oltre al su citato, sto leggendo anche “Le sabbie di Amon” della trilogia “Alexandros” di Valerio Massimo Manfredi e i Mammut di Lovecraft e di Edgar Allan Poe.

Y - Ho appena finito di leggere Discorso alla luna di Selene Calloni Williams, ambientato in Siberia e con protagonisti tre sciamani. E’ il seguito de “Il profumo della luna”, ma quest’ultimo può essere letto anche a sé, senza proseguire col secondo. Entrambi i libri mi hanno messa in contatto con una spiritualità ben diversa da quella della nostra cultura. Lo sciamanesimo non è una religione, ma uno stile di vita e un modo di intenderla che mi affascina e mi piace, è un gioco di equilibri, di pace interiore e di rispetto verso qualsiasi forma di vita. Mi ha insegnato che il diverso non è per forza sinonimo di nemico, che anzi è bello confrontarsi, condividere, capire, che il diverso in fondo non esiste. I libri di questa autrice mi lasciano sempre un profondo senso di pace, sembrano delle favole quando invece quello che viene descritto è successo davvero, così almeno viene detto. Ma perché non crederci? Le favole sono archetipi, questa storia lo è altrettanto.


L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

Commenti

  1. Grazie mille per avermi ospitata per questa intervista, è stato un piacere!
    E noto anche che io e Miriam, su alcune cose, la pensiamo allo stesso modo. Buffo aver dato risposte simili pur senza conoscerci!

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    Risposte
    1. Grazie a te di aver voluto partecipare! Spero ti sia divertita ;)

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