Intervista a... Coeleth

Buongiorno lettori cari!
Oggi abbiamo con noi Coeleth, autrice di Cenere e Stelle fumetto cartaceo e webcomic che trovate qua: Tales by Coeleth.
Coeleth è quella più a destra. 

Bentrovata e benvenuta, potresti dirci qualcosa di te?
  • Salve a tutti! Sono una disegnatrice di Prato, dove vivo, ma studio Fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Disegno da sempre, non ho mai smesso da quando ero piccola e mi sono avvicinata al fumetto alla fine delle elementari grazie al periodico W.I.T.C.H. Ho fatto il liceo classico, perciò per molto tempo sono stata un’autodidatta, anche se non lo rimpiango. Il mio genere narrativo preferito è il fantasy: mi piace perché mi lega a tutta quella cultura popolare e folkloristica, a quei miti antichi che con il tempo stiamo perdendo.

Come nasce il nome d’arte Coeleth? Inoltre toglimi una curiosità, come lo si dovrebbe leggere?
  • Coeleth” è una variante di “Qoelet”, un verbo ebraico al participio che ha dato il nome a un libro biblico. Il suo significato in lingua ebraica è “donna che parla a un’assemblea”. L’ho trascritto con altre lettere perché non mi interessava mantenere il suo legame religioso o ebraico, e in questo modo l’ho reso un nome vagamente inglese e perciò pronunciabile da tutti. Mi piaceva il suo significato, che personalmente interpreto come “donna che racconta a un pubblico”, cosa che effettivamente faccio con le mie storie a fumetti.
    Si pronuncia Co-è-let, con la c dura e l’accento sulla prima e.

Per le tue storie e i tuoi disegni da cosa trai spunto?
  • Per le storie mi baso sul mio vissuto. Scelgo tematiche intimistiche che mi stanno a cuore e di cui ho avuto esperienza. Quasi tutti i miei personaggi sono degli alter ego che affrontano i miei stessi problemi e si pongono le mie stesse domande: trascrivere le loro avventure su carta è anche un modo per riuscire ad affrontarle nel quotidiano. Per i disegni invece cerco sempre di partire da una base reale, filtrandola poi attraverso il mio stile personale frutto dello studio di artisti che ammiro. Le ambientazioni, i costumi, le creature dei miei mondi fantasy sono tutti ispirati a posti e popoli realmente esistenti.

Come nasce Cenere e Stelle?
  • Cenere e Stelle è un progetto piuttosto vecchiotto. Era partito come un semplice racconto fantasy piuttosto banale, pieno di cliché e personaggi stereotipati. L’ho ripreso a distanza di anni, dopo aver studiato accuratamente sceneggiatura, mantenendo la gran parte degli elementi ma indagando più a fondo sulle tematiche che avrebbero potuto renderlo un buon racconto e dando più spessore ai personaggi. Adesso è il mio progetto di tesi, sono piuttosto contenta di non aver dovuto cestinare completamente il progetto!

Al momento è uscito il primo volume. Il secondo, a quanto mi dicevi, uscirà quest’estate. Sai già quanto sarà lunga la storia?
  • Il primo albetto si compone di una quarantina di pagine. A questo ritmo la storia dovrebbe concludersi in 8 – 9 albetti, ma conto di accorparli in volumi più consistenti per non tirarla troppo per le lunghe.

Parlando di storia… tu come la costruisci, nel senso vai capitolo per capitolo oppure cerchi di stendere prima un abbozzo di trama abbastanza lungo che poi dividi?
  • Definisco la trama generale prima di iniziare a disegnare. La storia per me deve essere il mezzo con cui si trasmette un’idea, un messaggio o un tema, perciò i punti fondamentali della narrazione devono essere ben chiari da subito e finalizzati a questo scopo. Le scene nel dettaglio invece le definisco di volta in volta, perché con il tempo potrei sempre trovare qualcosa di nuovo da inserire nella storia.

Come decidi la disposizione e la grandezza delle vignette? E’ una cosa che ti viene naturale?
  • Adesso mi viene naturale, ma è il risultato di anni di studio. Ho cominciato copiando le tavole di altri fumetti, e ora ho più o meno trovato il tipo di gabbia che mi è congeniale. In ogni caso devo anche adattarmi a certi standard editoriali visto che voglio presentare il mio progetto a una casa, quindi i formati e il numero di strisce o vignette non lo posso decidere a mio gusto. La fase di storyboard è quella che mi prende più tempo, ma è anche quella che mi diverte di più. Per ogni scena faccio almeno tre o quattro varianti prima di battezzare quella giusta.

Per i personaggi hai tratto spunto anche da persone reali?
  • Assolutamente sì! Come dicevo prima i miei personaggi sono alter ego: a volte rappresentano lati diversi del mio carattere, altre volte sono ispirati a persone che ho incontrato o che sono state significative per me. Ispirarsi a persone vere aiuta molto a rendere i personaggi più credibili, anche quando si tratta di icone classiche del fantasy come maghi o cavalieri.

Qual è il personaggio che più ti piace disegnare? Quello che ti piace di meno?
  • Mehari sicuramente. È quella che disegno più spesso, anche se non è il mio personaggio preferito in generale. Non ci sono personaggi che non amo disegnare, altrimenti cambierei il loro design. Però quelli che mi danno più difficoltà sono Ardan, il papà di Mehari, e Helyona (scopriremo chi è più avanti) perché hanno dei tratti particolari che ancora non riesco a gestire bene nelle diverse inquadrature.

Il tuo fumetto oltre a essere cartaceo è anche un webcomic, come mai questa scelta?
  • Non si tratta esattamente di un webcomic, perché pubblico online solo una piccola anteprima del volume per incentivare la vendita dell’albo cartaceo. La scelta è quasi obbligata: il web è il modo gratuito e più efficace per farsi notare da un gran                                                         numero di persone e confrontarsi con un pubblico variegato.

Due domande in una: fai lavori su commissione? Se sì come si fa a contattarti?
Dov’è che un lettore può trovare il tuo volume Cenere e Stelle?

  • Sì, basta mandare un messaggio alla pagina per accordarsi sulla commissione. Ugualmente si può richiedere una copia del volume, che invio per posta a chi non può ritirarla in fiera.

Hai altri progetti in corso o a cui stai pensando?
  • Ho in cantiere un altro fumetto, “Penguin Quest”, sempre di genere fantasy ma più parodistico. (Ok, già il nome mi fa sorridere. Spero uscirà presto!)

Io ti ho incontrata al Cartoomics a Rho fiera. Era la tua prima fiera? Come ti sei trovata?
  • Era la mia prima fiera e ne sono veramente soddisfatta! L’ambiente è grande ma abbastanza ordinato, e si trova tutto con facilità. Sono contenta di aver cominciato a Milano, in un ambiente chiuso e ben delimitato, piuttosto che in una fiera sconfinata e caotica come Lucca Comics, ad esempio. Anche il fatto che la Self Area fosse ben organizzata è un vantaggio, sia per chi sta al banco sia per i clienti che sanno con precisione dove cercare gli autori.

Cosa pensi di queste fiere? Pensi siano utili?
  • Stare in fiera ti mette alla prova sotto diversi punti di vista: l’organizzazione, la puntualità, il rapporto con i colleghi e il pubblico. Ti insegna a porti in maniera professionale e seria, a presentare le tue opere, a gestire più attività insieme. Insomma, è un modo divertente per fare gavetta in previsione di un’entrata nel mondo del lavoro. Certo, è un investimento economico non da poco, e non è semplice rientrare nelle spese quando sei sconosciuto e non hai ancora un pubblico affezionato, ma ne vale la pena per le persone che incontri, la visibilità che ottieni e per le cose che impari. Io stessa mi rendo conto di aver sbagliato alcune cose nell’allestimento e nella gestione del mio tempo, ma farò tesoro di questa esperienza per i prossimi eventi.

Com’è dividere il banco con altri disegnatori?
  • Poter contare su compagni di stand è un enorme vantaggio. Economico in primis, perché purtroppo gli stand non hanno prezzi abbordabili per tutti, e anche organizzativo. Sai di poter affidare la tua merce agli altri mentre fai un giro per la fiera, o che c’è qualcuno che sta segnando le vendite e riordinando il banco mentre tu intrattieni i clienti. Ci si divide i compiti quando il tavolo è affollato e non ci si annoia quando l’affluenza di persone è scarsa! Nel mio caso poi ero con amici quindi c’era un affiatamento particolare, dettato anche dal fatto che presentavamo un albo realizzato da tutti noi.

Grazie mille del tempo che ci hai dedicato,
Visitate la sua pagina: TALES by COELETH
A presto
Aratak

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