Le creature di J.R.R. Tolkien: Tom Bombadil, Baccador e gli Alberi

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni

Buona giornata e benvenuti a voi, l’argomento di oggi parte da un personaggio molto simpatico ma al contempo abbastanza ambiguo, dato che Tolkien non ha mai fornito ulteriori spiegazioni intorno ad esso, e arriva ad analizzare altre tre creature dello Scrittore. 
“Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;

stivali gialli aveva e la giacca color cielo,

cinture e brache in cuoio, colore verde prato;

sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato.

Viveva sotto il Colle, ove da fonte erbosa

scendeva il Sinuosalice alla valle boscosa.”
Molti sono coloro che si sono interrogati su questa figura e, a tanti interrogativi, non corrisponde alcun tipo di risposta certa, partendo dall'analisi del personaggio, abbiamo un “uomo” che vive nella Vecchia Foresta, sempre gioioso e le cui parlare unite a formare delle brevi filastrocche permettono di far tornare l’ordine delle cose quando nasce un problema. Egli vive nel suo angolo di mondo, che è felice e ridente, vive a stretto contatto con la natura quasi fosse egli stesso parte di questa, tanto che alcuni sono arrivati a sostenere che, Tom Bombadil, possa essere o un Maia delle aule di Yavanna oppure uno spirito silvano, in realtà nessuna delle due tesi ha mai avuto una conferma.


Tom Bombadil

Riguardo le terre dove vive, nel Signore degli Anelli, possiamo leggere:
“«Allora tutta questa terra gli appartiene?».«Oh no!», rispose, e il suo sorriso svanì. «Sarebbe un fardello troppo pesante», soggiunse a bassa voce, come se parlasse con se stessa. «Gli alberi e le erbe e ogni cosa che cresce o che vive in questa terra non hanno padrone. Tom Bombadil è il Messere. Nessuno ha mai afferrato il vecchio Tom mentre camminava nella foresta, o mentre guadava il fiume, o mentre saltellava sulla sommità delle colline, sotto i raggi del sole o nell'oscurità. Egli non ha timore. Tom Bombadil è Signore».”
Inoltre, anche se apparentemente sembra che nessuno lo conosca, sappiamo con certezza che il vecchio fattore hobbit Maggot aveva un’ottima amicizia con Tom Bombadil questo per due motivi ben evidenti, uno, il fattore e la sua famiglia vivevano più isolati rispetto al resto della Contea e, due, non godeva di buona fama per cui riceveva poche visite:
 “[…]Siamo d'accordo, è il terrore di tutti coloro che oltrepassano i limiti della sua proprietà, e i suoi cani sono spaventosi e feroci, […]”

Un’ultima menzione di Tom Bombadil la ritroviamo durante il Consiglio di Elrond a Gran Burro quando si deve decidere la sorte dell’anello e leggiamo queste parole:
 “«No, non è così», disse Gandalf. «Di' piuttosto che l'Anello non ha su di lui alcun potere. Egli è il padrone di se stesso; non può tuttavia alterare l'Anello o annientarne il potere sugli altri. Bombadil adesso si è ritirato in un piccolo territorio compreso tra i confini stabiliti da lui stesso e che egli, in attesa forse che cambino i tempi, si rifiuta di oltrepassare»."

Dopo questa, di lui non avremo più notizie ma, strettamente legata alla sua figura, è il nome Baccador, ella è la figlia dello Spirito del Fiume nonché moglie di Tom da lui rapita dopo che ella ebbe attirato la sua attenzione per lungo tempo: 
“Ma un giorno Tom sorprese Baccador

        la bionda:

 tutta verde tra i giunchi, coi fluenti capelli,

 tra i cespugli cantava canti acquatici agli uccelli.


 La prese e la tenne stretta! Un airone gridava,

 le canne sibilavano, il cuor le palpitava.
 Tom disse: «Ora ti porto a casa mia fanciulla;
 la tavola è imbandita e non ci manca nulla:
 crema dorata e miele, c’è il burro e pure il pane,
 le rose alle finestre e attorno alle persiane.
 Verrai a Sottocolle! A tua madre non pensare:
 tra le alghe del suo stagno l’amor non puoi trovare!»

Baccador
 Abbiamo detto che il Vecchio Tom Bombadil abita nella Vecchia Foresta, strane cose si raccontano circa questa zona, nel Signore degli Anelli, Marry la descrive con le seguenti parole:
“[…] Ma la Foresta è strana: tutto in lei è molto più vivo, più conscio di ciò che succede intorno, direi quasi che capisce molto di più che non le cose della Contea. E gli alberi non amano gli estranei: ti osservano e ti scrutano. Generalmente si accontentano di guardarti, finché è ancora giorno, e non fanno gran che. […]”

E ben presto queste parole si riveleranno vere perché, lungo il loro cammino, i quattro hobbit perderanno la strada fino a che non si addormenteranno cullati da un dolce canto soporifero e, poggiandosi alla base di un albero, due di loro, ne saranno risucchiati all’interno. Quest’albero è chiamato Vecchio Uomo Salice e solo le parole di Tom Bombadil riescono a convincerlo a lasciare andare gli hobbit.

Vecchio Uomo Salice
Scopriamo che si tratta di un albero dal cuore marcio ma con una grande forza vitale, che ha potere su tutto ciò che fa parte della Vecchia Foresta e che appartiene alla razza degli Ucorni, una parola che, probabilmente, in Entese significa Alberi parlanti; non sappiamo se questi un tempo fossero degli Ent o se ne abbiano assunti i caratteri tipici quali la possibilità di parlare  e di muoversi, sappiamo che tendono a condurre la vita degli alberi comuni, che hanno uno spirito malevolo e che i Pastori degli Alberi sono gli unici in grado di saperli controllare. 

I Pastori degli Alberi oltre che nella Vecchia Foresta, risiedono anche nella Foresta di Fangorn, e quello che sappiamo possiamo leggerlo nel Silmarillion e nel Signore degli Anelli. Dal primo scopriamo che furono creati da Ilúvatur quando questi ascoltò il desiderio di Yavanna di poter proteggere gli alberi dalla Grande Oscurità di Melkor e il Creatore pose tra loro i Pastori degli Alberi come protezione. Grazie al secondo testo abbiamo modo di conoscere uno di essi, Barbalbero o Fangorn (in Sindarin: barba albero), che si presente ai due hobbit, Merry e Pipino, dicendo di essere un Ent e raccontando alcuni aneddoti circa la sua razza. 


Barbalbero
Capiamo così che la loro capacità di parlare deriva dagli Elfi, il loro idioma si chiama Vecchio Entese e si caratterizza per essere lento, sonoro, agglomerato e ripetitivo. Sappiamo che sono esistite le Entesse e le Entelle ma che durante la Grande Oscurità si sono trasferite a Nord del Grande Fiume dove hanno costruito giardini rigogliosi conosciuti dagli Uomini come Terre Brune. E, Barbalbero, sottolinea che:
“Alcuni di noi sono ancora veri Ent, e abbastanza vivaci a modo nostro; ma parecchi si stanno addormentando; […]. La maggior parte degli alberi non sono che alberi, naturalmente; ma molto sono semi-svegli. Alcuni sono svegli del tutto e qualcuno sta diventando entesco. E ciò avviene costantemente.” 

Diamo, infine, una caratterizzazione fisica di questi esseri chiamati anche Onodrim o Enyd in Sindarin:
“Aveva il fisico di un Uomo, quasi di un Troll, alto però più di quattordici piedi, molto robusto, con una lunga testa, e quasi senza collo. Sarebbe stato difficile dire se ciò che lo ricopriva fosse una specie di corteccia verde e grigia, o la sua stessa pelle. Comunque, le braccia, a breve distanza dal tronco, non erano avvizzite, ma lisce e brune. I grandi piedi avevano sette dita l'uno. La parte inferiore del lungo viso era nascosta da una vigorosa barba grigia, folta, dalle radici grosse quasi come ramoscelli e le punte fini e muscose. Ma sulle prime gli Hobbit notarono soltanto gli occhi. Occhi profondi che li osservavano, lenti e solenni, ma molto penetranti. Erano marrone, picchiettati di luci verdi.” 

Ent 
Nella mitologia non abbiamo riferimenti a creature simili, quindi potremmo dire che Tolkien è arrivato a creare una nuova figura, il nome Ent ha un suo significato in anglosassone è in generale identifica degli esseri giganti e umanoidi, quindi in realtà un nome utilizzabile anche per parlare degli Orchi o magari dei Troll però, giacché l’originario significato è oramai andato quasi perduto, quando si pensa a questo nome si crea subito un collegamento con le creature tolkeniane. Un elemento che, forse, potremmo tenere in considerazione è che per la loro nascita lo Scrittore possa aver attinto alla tradizione celtica per cui gli alberi sono creature fonte di conoscenza.

Vi lascio in compagnia delle storie che questo antico Ent vuole raccontarvi, mi raccomando abbiate tanta pazienza e non siate frettolosi. Al prossimo articolo. 


Gli altri articoli su Tolkien:

Commenti

  1. Complimenti per le descrizioni accurate, visiterò spesso questo blog!

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    1. Grazie mille! =)
      Fa piacere che interessi e piaccia!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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