Resoconto da Tempo di Libri

Buongiorno a tutti!
Dopo una giornata di riflessione il vostro Aratak è qui per parlarvi di

Tempo di Libri



La manifestazione dedicata al libro di Milano.
Parto ricordando tutte le questioni sorte e tutt'ora in corso tra Torino e Milano.
A mio parere le questioni sono state inutili, sterili e si sarebbe dovuto procedere in diversa maniera.
Collaborando e riuscendo a gestire eventi duraturi e collocati durante tutto l'arco dell'anno, magari.
Voglio dire, inoltre, a tutti quelli che: "Milano non ha una fiera del libro e non è giusto!", che magari non ne aveva una di questo tipo ma che tra bookcity, la Fiera del libro usato indetta da Maremagnum, il Bookpride, Stranimondi e molte altre iniziative dedicate al libro non è che ne avesse proprio bisogno.
E chi sostiene il contrario vuol dire che: 1 sa poco degli eventi culturali in questa città; 2 sono poco sponsorizzati.
Ma scusatemi, non sono qui solo a far polemica su di loro, bensì per parlare della fiera. 
Parto dicendo che le mie esperienze passate si sono soffermate alle fiere sopra riportate di Milano, tutte impostate in modo simile, stand di editori o negozi, con eventi e presentazioni di autori. A Torino conto di andare quest'anno per la prima volta quindi non posso fare un confronto tra le due, per il momento, ma non vi preoccupate, lo farò e sarò oggettivo con entrambe. 
Passando alla fiera... cosa mi ha lasciato?
Un mucchio di libri?
Tanti autografi?
Incontri emozionanti?

Ebbene sì! Avete indovinato! L'ultima!
Ah, non avevate indovinato? Scusatemi ma è così! E tra l'altro nemmeno del tipo che uno si può immaginare!
Infatti gli incontri emozionanti sono stati quelli con le persone appassionate che, complici le circostanze, si sono trovate e conosciute.
Il manifesto di Lucca Comics 2017
Per esempio... quando venerdì ero in coda per un disegnino di Zerocalcare (DAJE!) ho incontrato una Booktuber: Nido di Scricciolo con cui ho iniziato a chiacchierare ma, allo stesso tempo, ho trovato su facebook una conoscente che diceva che era in coda anche lei per Zero e... DAJE ho incontrato e conosciuto anche Ren!
Sabato invece, mentre ero allo stand del Lucca Comics con Ren a sognare a occhi aperti con i magnifici disegni esposti, complici alcuni commenti, ci siamo trovati con Mizzy, una ragazza che vagava sola in quelle contrade; così con Ren che le ha offerto la sua mappa e io il programma degli incontri, ci siamo incamminati verso un nuovo viaggio.
Non voglio assolutamente fare torti inoltre all'altra Booktuber che conosco: Kronos Books e al suo moroso PG, un duo che avevo già incontrato e avuto modo di apprezzare al Bookpride dell'anno scorso e il nostro amico in comune Gabriele (povero solo lui con il nome normale...) che ho conosciuto a questa fiera. Con loro ho passato le poche ore che sono riuscito ad andare alla fiera giovedì ma sono volate. Letteralmente contando le ruote dell'oramai famoso CARRELLINO ASSASSINO di PG.
Infine, sabato, sono stato felice di aver incontrato Sogno tra i libri un blogger compagno di Piuma e Calamaio, un progetto che oramai va avanti e sta crescendo molto bene.
Ringrazio infinitamente anche Miriam che, mentre io ero ad ascoltare un duo presentare una App dedicata ai libri, mi ha raccolto e fatto firmare "Il mondo alla fine del mondo" da Sepulveda.

Come avrete capito dalle poche righe di ringraziamento ho menzionato già due autori famosi, in Italia o nel mondo, in ambiti e per motivi diversi. Questo da lo spunto per poter dire che gli ospiti e gli autori presenti erano tanti e importanti. Peccato io ne conoscessi davvero pochi... più che altro perché i generi che seguo io sono quelli solitamente malvisti dal pubblico generale. Amando fantasy e fantascienza e trovandomi lì quasi solo la Troisi... insomma... va bene che è un'autrice Mondadori ma considerando tutti gli altri ospiti possiamo dire che il fantastico sia stato lievemente disdegnato.

Però c'era Vessicchio e lui risolleva tutto il morale =D


Gli stand delle case editrici più importanti e del Libraccio erano grandi e pieni di persone che però mancavano, a livello generale, intorno agli stand degli editori più piccoli.
Io intanto mi sono innamorato della Kappa Edizioni con le sue opere dedicate allo Studio Ghibli e le sue ultime copie di "Guardie! Guardie!", fumetto tratto dal romanzo "A me le guardie" di Terry Pratchett.
Personalmente ritengo inoltre che, in un mondo ostico qual è l'editoria italiana, ci dovrebbe essere più conoscenza a livello di pubblico di piccole ma ottime realtà, cosa che con questo format la fiera non lascia trasparire.
Mi ha lasciato molto perplesso l'ampio spazio dedicato alle case editrici di stampo religioso. direi che metà dello spazio occupato dalle case editrici medio-piccole era dedicato a loro. E ciò mi ha sorpreso un poco ma, in effetti, in Italia non ci si può aspettare altro. Inoltre mi ha davvero colpito l'ampio spazio lasciato a stand e dimostrazioni rivolte al cibo. Anche qui, siamo in Italia, ma mi aspettavo uno spazio rivolto soprattutto all'editoria tradizionale.
Ma la cucina ora va di moda e le presentazioni e dimostrazioni in quest'ambito non mancavano assolutamente ed erano sempre affollate di persone.
Menzione d'onore va a quegli stand dedicate a temi specifici o agli incontri rivolti ai bambini. Per esempio c'era uno stand di Medici Senza Frontiere che, portando volontari quasi direttamente dalle operazioni alla Fiera, offrivano un'esperienza comunicativa di esperienze, video e tecnologicamente avanzata interessante, commuovente e, per fortuna, molto seguita, soprattutto da giovani; anche se soffrivo a vederli evitati come venditori ambulanti o peggio. Il progetto che esponevano era "Milioni di passi", una narrazione delle migrazioni a piedi e in mare cui i migranti si devono sottoporre per arrivare fino a noi, paese "sicuro".

Per quanto riguarda i presenti è difficile per me fare una stima e dovrò aspettare solo i dati ufficiosi e ufficiali... che dicono sulle 70000 visite in 5 giorni, circa il minimo a cui volevano arrivare. (Fonti La Repubblica: Tempo di Libri a Milano
Personalmente sono stato lì ben tre giorni, da giovedì a sabato, ma solo perché avevo il pass stampa.
Sennò avrei fatto probabilmente un solo giorno... che basta a visitare tutta la fiera. Comunque, dicevo, sono stato 3 giorni e, da un giovedì vuotissimo se non per alcune classi in gita (grandi maestre così bisogna fare!), si è passati a un venerdì abbastanza vuoto che però andava via via riempiendosi di più nel pomeriggio con i biglietti pomeridiani.
Sabato mi aspettavo la calca al mattino e c'è stata sì, ma solo per entrare essendo arrivato con qualche minuto di anticipo... poi però tante persone ma mai la sensazione che mi da una "fiera dell'artigianato" per dire... o anche solo la fiera del libro usato.

Questa è stata, più o meno, la mia esperienza a Tempo di Libri.
La mia impressione è tutto sommato positiva anche se per me Milano non necessitava specificatamente di una fiera così.
Però ha avuto tante, troppe criticità.
Partendo da un'organizzazione mediocre, e alcuni direbbero che sono buono considerando il numero di eventi spostati, cancellati o segnati sul sito ma non sul programma distribuito in fiera e incoerenze tra gli stessi.
Continuando con una mappa stampata e creata in modo completamente sbagliato, bastava girarla di 90° e invertire i due padiglioni e si sarebbero risolti mille problemi, e so che sembra poco ma vi giuro è uno dei commenti negativi principali che ho sentito molte volte.
Proseguendo con l'impressione che, escludendo i vari e interessanti incontri, fosse solo un'enorme libreria.
Concludendo con l'impressione che la maggior parte dei lettori presenti a questa fiera fossero "addetti ai lavori" tra blogger, youtuber e molto altro, ha avuto probabilmente poco impatto sul lettore medio.
Va beh, poi bisogna considerare che sono giorni di ponte questi pure... credo che anche questo abbia influito.


Concludendo...
Fiere di questo tipo in effetti danno al lettore medio qualcosa, a volte più a volte meno, ma per me non dovrebbero essere "spot" come Tempo o il Salone.
Benissimo a Spot le iniziative per il libro usato o per le case editrici indipendenti ma per i libri normali dovrebbe esserci continuità nelle manifestazioni e soprattutto, a mio parere, un formato più coinvolgente che porti la persona andata lì per girare pochi stand magari a girarli tutti.
Sono un inguaribile utopico e romantico ma questo è il mio pensiero.
A presto,


Aratak

Commenti

  1. In pratica la nota più positiva è quella degli incontri, ed effettivamente e uno dei motivi che spingerebbe me a partecipare a queste fiere (Milano e Torino) perché per comprare libri alla fine basta la libreria sotto casa... siccome non ci sono particolati agevolazioni e sconti.

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    1. Esattamente. Pochissimi sconti tra gli stand solo alcuni editori medio-piccoli ne facevano, ma per attirare lettori sconosciuti che poi, solitamente, non compravano quasi nemmeno.

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