L'occhio dell'airone - Ursula K. Le Guin

Buongiorno a tutti!
Oggi, cari lettori, vorrei parlarvi di un libro particolare in cui è difficile stabilire esattamente chi sia il protagonista.

L'occhio dell'airone

di Ursula K. Le Guin




Come dicevo, in questo libro è difficile parlare di protagonisti. Si può pensare a Luz e Lev ma a mio parere i protagonisti di questo libro in realtà sono le idee e gli ideali del Popolo della Pace.
Partiamo dal principio: abbiamo un mondo dove è presente una città e un villaggio.
I due sono stati fondati in periodi diversi: prima di tutto è stata fondata la città a opera di criminali e dissidenti della Terra, esiliati su un altro pianeta tramite alcune navicelle spaziali utili per un viaggio di sola andata; solo in un secondo momento sono stati raggiunti da una parte del Popolo della Pace che la Terra non riusciva a contenere, attraverso l'ultima navicella costruita.
La storia viene vista principalmente attraverso gli occhi di personaggi appartenente al Popolo che, fedeli ai loro principi, vogliono instaurare una collaborazione e degli scambi migliori tra Paese e Città.
In questo ambiente un gruppo di giovani è andato a esplorare questo mondo, per gran parte sconosciuto.
Distante, lontano a nord-est, hanno trovato una valle stupenda, protetta da catene montuose interminabili, quasi un paradiso.
Quello che vorrebbero gli abitanti del villaggio è mettersi insieme, villaggio e città, che da sempre sono divisi e con mansioni e ruoli differenti, per creare una nuova colonia in questa stupenda valle.
La città, abitata da persone forti, politici corrotti, malfattori e altri della loro risma, non accetta e, anzi, obbliga gli abitanti del villaggio a lavorare a un nuovo progetto non discusso.
Il Popolo decide di rifiutarsi di lavorare e scappa, il tutto sempre non violentemente e mantenendo fede ai suoi principi ma a un certo punto la situazione crolla.

"- No. Noi non combattiamo. Non con i coltelli e i fucili. Ma quando abbiamo deciso concordemente che qualcosa va o non va fatto, diventiamo molto ostinati.
E quando ci scontriamo con un'ostinazione uguale, allora può essere una specie di guerra, una lotta tra idee, l'unica guerra che qualcuno può vincere. Capisci?"

Il Popolo si raduna per marciare sulla città, i cittadini e la loro milizia vanno loro incontro per sbarrare la strada e così i due gruppi si fronteggiano, frusti e moschetti contro fiori e parole.
Ebbene sì, succederà esattamente ciò che pensate, spari e morti da entrambe le parti forse degli ideali traditi...
Vi lascio qua, con molte cose in sospeso e un finale che rimarrà aperto anche nel libro. 


Ambientazione

Due paroline veloci: "Non restava più posto per la Pace sulla Terra." la situazione sul nostro pianeta non viene affatto descritta, ci sono rimandi qua e là, l'unica cosa che si sa è che è un mondo squassato dai conflitti dove schieramenti più o meno grandi occupano i seggi mondiali.
Da questa situazione sono esiliati prima alcuni tra i troppo violenti e dopo quelli che invece con la violenza non volevano avere a che fare.
Il nuovo mondo, chiamato Victoria, è abitabile ma le analogie con la Terra finiscono qui.
La flora e la fauna sono diverse e interessanti ma non sono descritte a fondo se non in pochi casi dove offrono analogie con la situazione in cui sono i personaggi.
La Le Guin riesce però con questi pochi tratti a popolare un mondo con creature strane e piante ancor più strane. Un mondo che è per gran parte inesplorato e disabitato.


Personaggi

Come dicevo non c'è un vero e proprio protagonista, a mio parere, ma se vogliamo parlare degli esseri umani che vivono questa storia non posso fare a meno di parlarvi di Lev e Luz, due giovani che appartengono agli schieramenti opposti. Infatti Lev Schults era uno degli esploratori che il Popolo aveva mandato in avanscoperta nei territori disabitati ed è uno dei capi del villaggio. 
Mentre Luz è la figlia del Consigliere Falco, uno dei più forti governanti cittadini e estremo oppositore delle politiche del villaggio.
Ma Luz cresce "bene" e benché suo padre la voglia dare da sposare a un qualunque ragazzo lei resiste e rimane forte alla sua convinzione.
Non solo, a un certo punto scappa e avverte il villaggio.
Tutto bellissimo ma... come? Cioè è indubbio il valore e il lavoro che Vera, una prigioniera a casa Falco, abbia fatto su Luz, ma la giovane doveva avere delle basi su cui partire. Basi che è strano ci fossero visto che comunque è sempre stata vissuta dal padre in un ambiente maschilista e senza grandi libertà.
La domanda a me rimane su come mai lei sia riuscita a crescere così quando tutte le sue amiche, lo dice lei stessa, abbiano avuto per la testa solo lo sposarsi e fare figli.
Il mio dubbio rimarrà ma di certo non posso negare che sia un personaggio forte e ben caratterizzato.
Nel libro, soprattutto tramite il confronto fra Luz e Vera, nascono e vengono portate in risalto innumerevoli questioni sulla donna e sul maschilismo estremo della città.
Le donne non hanno diritto di parola e l'unica che ci si aspetta da loro è che si sposino e facciano figli, zitte e sottomesse. Mentre nel villaggio le donne hanno potere al pari degli uomini e sono libere di essere chi vogliono. La storia di Vera stessa è particolare:

"- Desideravo moltissimo un figlio- disse. - Ma vedi, c'erano altre cose... che contavano. - Sorrise, vagamente. - Oh sì, è una scelta. Ma non l'unica. Si può essere madre e anche molte altre cose. Si può fare tanto. Con la volontà e la fortuna... [...] Ma anche se mi fossi sposata, avrei dovuto starmene rinchiusa in una stanza per tutta la vita? Vedi: se ce ne stiamo rinchiuse, con i bambini o senza i bambini, e lasciamo agli uomini il resto del mondo, allora naturalmente gli uomini fanno tutto e sono tutto. E perché dovrebbero? Sono soltanto la metà del genere umano. Non è giusto che facciano tutto il lavoro. ... Gli uomini mi sono simpatici, ma qualche volta... sono così stupidi, così imbottiti di teorie... Procedono solo in linea retta, e non vogliono fermarsi. E questo è pericoloso."
La tirata sui diritti e doveri femminili però non è una situazione unica nel libro mai più richiamata, anzi: insieme alla tematica della pace questo è un libro che trasuda di femminilità e di lotte avvenute per la parità dei generi e di classi.
Cosa che mi è piaciuta molto.


Conclusione:

Questo come avrete capito è uno scritto particolare, fantascientifico ma anche distopico seppur non ambientato sul nostro pianeta. Un libro dalle molteplici sfaccettature e dai molteplici significati.
Un libro interessante e godibile, ve lo consiglio.

Vi lascio con un'ultima citazione:

"- Se la gente dimentica ciò che è accaduto in passato, deve ricominciare da capo e non arriva mai al futuro. Per questo continuavano a fare le guerre, sulla Terra.
Dimenticavano cos'era stata l'ultimo. Noi stiamo cominciando. Perché ricordiamo i vecchi errori, e non li commetteremo."


Come si suol dire... bisogna imparare dai propri errori. E da quelli degli altri.


Alla prossima recensione,


Aratak

Pagina Amazon del libro: L'occhio dell'airone
Pagina Goodreads: L'occhio dell'Airone



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