Intervista a Chiara Sandi - Illustratrice

Buon pomeriggio a tutti e bentrovati!
Oggi parliamo di illustrazione e disegno con Chiara Sandi, benvenuta! 



Intanto ti vorrei chiedere di presentarti a noi sconosciuti

  • Grazie Luca per quest’opportunità.
    Mi chiamo Chiara, ho 31 anni e vivo a Pedavena, il paese della birra (ma non solo) in provincia di Belluno. Ho studiato violino e canto e ora sto terminando gli studi in conservatorio riguardanti la didattica e l’insegnamento della musica. Sono cresciuta con i film della Disney, i Western, con Bud Spencer&Terence Hill, ma anche con tutti quei film d’azione anni ‘80/’90, senza dimenticare gli Horror. Sono appassionata di cinema e ho sempre letto tantissimo fin da quando ero piccola; mi sono avvicinata al Fantasy grazie a Terry Brooks: era il 1998, e da lì mi si è aperto un mondo -compresi i giochi di ruolo- del quale tuttora non posso fare a meno.



Da cosa è scaturita la tua passione per il disegno?
  • Ho iniziato già da piccola a cimentarmi nel disegno; generalmente provavo a ricopiare alcuni personaggi della Disney, -come la Sirenetta o Pocahontas- e anche molti animali. Negli anni ‘90 c’è stato il periodo di SailorMoon e di conseguenza riempivo le pagine e le copertine dei quaderni (ma anche i banchi di scuola) con svariati soggetti che ricordavano personaggi dei manga o degli anime. Poi nell’adolescenza, studiando arte, scoprii un universo fatto di perfezione, la bellezza di creare opere straordinarie, capaci di entrarti dentro lasciando un solco indelebile. Da Vinci, Michelangelo, Friedrich… Ciò che mi ha sempre appagato nel disegnare è il riuscire a creare qualcosa dal nulla, che è nella tua testa e puoi manifestarlo per mezzo di carta e matita. È anche per questo che adoro le pagine bianche.


Tu mi dicevi che sei autodidatta, che percorso ti sei scelta per specializzarti sempre più nel disegno?
  • Da qualche anno seguo alcuni artisti famosi  che propongono tutorial sia su YouTube che altrove, così da perfezionare la mia tecnica, ma sono i personaggi del passato a essere stati dei grandi maestri per me. A cominciare da Leonardo: attraverso le sue opere, come La Mona Lisa a La Dama con l’ermellino, ho imparato a gestire la mia paura nel riprodurre determinate parti del corpo. Un esempio: le mani. Non ero in grado di disegnarle, tant’è che non le facevo mai comparire nei miei personaggi. Poi ho cominciato a riprodurre soggetti simili a quelli presenti in quei quadri, obbligandomi a disegnare lo stesso tipo di mano (la sua posizione, il modo in cui era girata rispetto all’altra…) e piano piano ho capito come poter realizzare senza paranoie anche quella parte del corpo che fino a prima per me era impossibile da riprodurre


Disegni in bianco e nero, come mai questa scelta?

  • In realtà non è una scelta (o forse sì?).  Ho sempre avuto un debole per il nero e forse non ho mai voluto approfondire lo studio del colore e del come renderlo su un qualcosa da me creato. Mi piace dare personalità e profondità attraverso le tante sfumature che una matita e un carboncino possono dare


E come mai la scelta di utilizzare solo un ristretto numero di strumenti? Preferenza, maggior specializzazione…?

  • Come dicevo, ho trovato la mia dimensione nel cercare di dare intensità di carattere anche a un solo disegno fatto a matita. È qualcosa che, alla fine, mi caratterizza


Che soggetti ti piace disegnare?
  • Prediligo soggetti femminili e in stile Fantasy. Non mancano animali o elementi della natura in generale… il tutto sempre in chiave fantastica


Qual è il tuo sogno?
  • Il mio vero grande sogno sarebbe ritirami in una di quelle vaste praterie americane, magari nel Wyoming o in qualche parte del South Dakota, in un ranch ad allevare cavalli, lanciando tappi di sughero in una botte, come nella pubblicità del JackDaniel’s. Il sogno più realistico, invece, è quello di riuscire ad accostare i miei studi (rivolti soprattutto ai bambini e agli adolescenti) alla passione del disegno, illustrando, per l’appunto, libri per l’infanzia e per i più grandicelli


Illustrare libri eh… bellissimo! *.* Quali sono gli step per illustrare un libro?
  • Sto cercando di contattare alcune case editrici minori. La risposta –quando c’è stata- è stata quella di recuperare una storia già scritta (non per forza conosciuta) e fare delle illustrazioni su di essa, per poi inviare il materiale, in modo che chi di competenza possa valutare l’operato.


Con la tua tecnica, il tuo stile e i tuoi soggetti preferiti per quali libri ti vedresti maggiormente portata?
  • Libri di fantasia, storie fantastiche, fiabe e favole, ambientazioni naturalistiche


Però si può dire che il colore lo usi, so che dipingi e colori miniature di giochi di ruolo. Che differenze ci sono tra un disegno 2D e una colorazione 3D?
  • Mi piace vederla così: dipingere miniature è colmare la mia mancanza di mettere colore su carta. Sono due cose molto diverse e allo stesso tempo molto simili; una miniatura più essere di diversi materiali (plastica, resina, metallo) e su di essa ci sono diversi step da seguire: la preparazione, il primer, il colore base da stendere a seconda del soggetto che si ha in mano; occorre cambiare spesso il tipo di pennello, per evidenziare i particolari, definire contorni ecc.. le setole devono essere perfette o quasi, altrimenti si rischia di sporcare le zone che non ci interessano e quindi perdere tempo; in più la superficie non è piana, bisogna dosare il colore e sapere di partenza le tonalità che si vogliono dare. Personalmente mi ispiro ai personaggi (e quindi ai colori) di Dragonlance



Quali miniature ti piace colorare maggiormente?

  • I draghi, in assoluto.


Miniature, disegno in bianco e nero… quanto dedicarsi a diversi aspetti è riuscito a farti crescere?
  • Moltissimo. Il tempo che si dedica a questo tipo di attività non è poco. Mi sono resa conto di avere una pazienza infinita; sto attenta a ogni minimo dettaglio e sono anche piuttosto pignola, ma solo in campo artistico



In quest’ambito hai dei progetti futuri?
  • No, non ho progetti. Spero che, piano piano, facendomi conoscere di più, possano crearsi opportunità concrete. Purtroppo In Italia il mondo delle miniature non ha moltissima risposta (in questi ultimi anni molti giochi di ruolo non sono nemmeno stati tradotti in italiano). La maggior parte dei contatti con cui scambio opinioni e/o vendo miniature sono esteri

Lavori su commissione? Come si fa a contattarti? Hai degli aneddoti a riguardo?

  • Sì, recupero board game, dipingo le decine di miniature che ci sono e poi rivendo. Poi per svago dipingo altre miniature che tengo, però, per me.
    Mi si può contattare su Facebook,  Chiara Sandi
    e tramite Instagram   Chiara Sandi



Grazie mille della tua pazienza, se mai prenderò delle miniature vedrò di farmele dipingere da te =D

Ringrazio di nuovo te, Luca, per questa occasione!

A presto,


Aratak

Commenti

Post popolari in questo blog

Upper Comics

Il Cuore di Quetzal - Gianluca Malato - Nuova Uscita Nativi Digitali Ed.

Flowers - Luca Morandi